Home Interviste Balene su Rai 1, intervista a Veronica Pivetti: “Quando mi è arrivato il copione, ho pensato che mi avessero spiato. Il lavoro con Gigi Proietti? Una delle più grandi fortune della mia vita”

Balene su Rai 1, intervista a Veronica Pivetti: “Quando mi è arrivato il copione, ho pensato che mi avessero spiato. Il lavoro con Gigi Proietti? Una delle più grandi fortune della mia vita”

TvBlog incontra Veronica Pivetti che, nella serie tv Rai Balene – Amiche per sempre – interpreta la protagonista Evelina.

26 Settembre 2025 16:47

Veronica Pivetti torna in tv con la serie Balene – Amiche per sempre, prodotta da FastFilm con Rai Fiction in collaborazione con Marche Film Commission, girata interamente ad Ancona e con la regia di Alessandro Casale. Tra cinema, teatro e tv, Pivetti ha sempre vissuto di emozioni forti, di contatto con il pubblico e di una semplicità messa in pratica anche sul palco. In questa intervista a TvBlog, racconta il suo personaggio Evelina, con cui ha scoperto sin da subito di avere degli straordinari punti in comune, e parla della forte amicizia nata sul set con la collega Carla Signoris. A proposito di Gigi Proietti, con cui ha vissuto uno dei periodi più belli della sua carriera, dice: “Lavorare con lui è stata una delle più grandi fortune della mia vita“.

Lei è la protagonista di Balene – Amiche per sempre, la nuova miniserie Rai. Prime considerazioni da farci dopo la messa in onda della puntata pilota? 

Sono molto felice di aver partecipato a questo progetto, perché credo che sia una bella serie. Per me ha rappresentato una novità e l’ho scelta per il fatto che mi sembrava un ottimo prodotto e perché ho avuto accanto a me una compagna eccellente. Durante la messa in onda della prima serata, mi hanno detto tutti che c’è stata un’accoglienza molto bella, ma io più che avere aspettative, attendo la fine della serie. Questo progetto ha per me dei cardini di importanza fondamentali, come il fatto di raccontare questa età in un modo leggero e non superficiale. In questo periodo non semplice che sta attraversando la tv, vincere una prima serata è sicuramente un risultato ottimo, soprattutto considerando che si tratta di un prodotto nuovo.

Questa serie è un prodotto sentimentale ma in cui ci sono anche altri generi come il giallo, la commedia e il dramma. C’è un misto di stili, tutti accattivanti e molto realistici. Se il mistery è la parte più fantasiosa del racconto, perché non siamo due detective, tutto il resto è materiale che i nostri due personaggi maneggiano con molta sapienza. Sono due donne che hanno avuto un percorso affettivo molto importante, fatto di grandi delusioni ma anche di grandi gioie. C’è tantissimo materiale umano ed emotivo, ma c’è anche la riscoperta di sé stesse e del proprio valore professionale. Questo è un messaggio importantissimo, perché il personaggio di Milla si riprende la sua vita anche professionalmente, e questa è una cosa non scontata da raccontare, dato che alle donne viene riservato a volte un simpatico posto in cucina. Il mio personaggio dà invece una svolta con la pittura, che ha abbandonato per motivi di grandi dolori amorosi, e prende ad un certo punto in mano le sue passioni. Sono inoltre donne che gestiscono le proprie pulsioni, una parola proibita a questa età. I numeri li vedremo alla fine, però siamo partiti molto bene.

Quanto ha in comune con il suo personaggio Evelina?

Tantissimo. In primis ho in comune degli elementi molto pratici, come il fatto che entrambe fumiamo. Nel copione, Evelina fumava delle sigarette ma io ho proposto di farle fumare i Bidi, dei sigarini indiani che utilizzo io ogni giorno. Noi due abbiamo inoltre un telefonino, anziché uno smartphone: anche lei non è schiava della tecnologia, ma rivendica il suo modo di comunicare, difendendo questa scuola di pensiero. Evelina è inoltre una pittrice come me, che mi sono diplomata in pittura all’Accademia di Brera. Quando mi è arrivato il copione, ho pensato che mi avessero spiato.

veronica pivetti intervista
Intervista a Veronica Pivetti – tvblog.it

Ci sono però anche altri aspetti che sono distanti da me: lei ha infatti un figlio e addirittura una nipote, al contrario mio. Per me è stato però molto divertente essere mamma e nonna per fiction, ed è stato molto più comodo e meno impegnativo che farlo nella vita. Tutto quell’aspetto familiare non mi appartiene, perché sono una single accanita da tanto tempo. Mi sono sposata e poi divorziata, ed evidentemente la mia natura è questa qui. Si tratta inoltre di una storia di riconquista: le due protagoniste sono infatti consapevoli del percorso che hanno fatto finora ma, con grande coraggio e sostenendosi a vicenda, recuperano un po’ di quello che hanno perduto. Il loro rapporto estremamente difficile, interrotto dieci anni prima con una grandissima litigata, si può di nuovo ricucire, e questo insegna che non si devono buttare i rapporti.

Lei e Carla Signoris siete un duo artistico molto atteso e tra di voi è nata una bellissima amicizia. Com’è stato far crescere questo legame sul set e in contemporanea anche nella vita reale?

Io e Carla ci conoscevano professionalmente ma non ci eravamo mai viste in tutti questi anni. Ci siamo incontrate in Rai per parlare per la prima volta del progetto e, dopo dieci minuti, avevamo gli stessi modi di dire. Queste sono delle piccole magie che si verificano raramente: è nata una familiarità, non solo perché abbiamo dei punti di contatto, ma anche perché c’è stata una spinta reciproca di affetto. In lei ho riconosciuto un linguaggio dello spirito molto speciale ed è stato facilissimo stringere un legame. C’è anche grande collaborazione, e penso che dipenda da una grande stima reciproca che ci lega.

Pensa che in futuro possiate tornare a lavorare insieme, magari in una seconda stagione di Balene?

Se ci sarà una seconda stagione, guai se non siamo insieme. La forza di Balene sono le Balene. Sarei felicissima, perché ci completiamo e ci ascoltiamo molto.

Non solo tv, anche cinema, teatro e scrittura. In quale ambito sente di voler investire maggiormente le sue energie creative nel prossimo futuro?

Non c’è un ambito che mi piace più dell’altro: ognuno di questi ha dei pregi strepitosi, e anche delle difficoltà. Questo è un mestiere che emotivamente ti distrugge, ma sono anche ambiti professionalmente molto diversi. In teatro c’è l’immediatezza, in tv si scalpita nell’attesa di capire la reazione del pubblico, nel cinema si guardano gli incassi.

veronica pivetti intervista
Intervista a Veronica Pivetti – tvblog.it

Non posso rinunciare a questa “droga positiva“, e posso dire che mi piace tutto molto. Ad esempio, il teatro è una forma diversa di recitazione e mi mette a nudo, tanto che mi tremano sempre le gambe prima di salire sul palco. È bello anche avere paura.

L’ansia regala sempre un’energia speciale…

L’adrenalina è il miglior nutrimento e io l’ho sempre detto. Quando un progetto finisce, te la procuri in un altro modo e aspetti che arrivi un altro lavoro. La scrittura è invece per me il luogo della verità, dato che io non mi sento mai libera come quando scrivo. Ho la possibilità di dire la verità senza filtri, perché siamo io e il mio foglio di carta.

Lei ha lavorato in un’altra serie di successo: Il Maresciallo Rocca con Gigi Proietti. Tra qualche mese saranno 5 anni dalla sua scomparsa. Ci lascia un ricordo o una curiosità particolare che vi lega?

La normalità. Io e Gigi abbiamo lavorato tanto insieme e mi sono trovata perfettamente a mio agio con questo signore, che era già un gigante. Da piccola, io e mia mamma vedevamo Proietti che recitava e cantava in tv con la sua camicia bianca e i suoi pantaloni neri. Io lo guardavo e pensavo a quanto fosse bravo. Nella vita succede di tutto e io sono poi diventata sua moglie ne Il Maresciallo Rocca: quando l’ho conosciuto dal vivo, ho incontrato una persona normale, collaborativa, gentilissima e con cui ho avuto una confidenza immediata. Abbiamo lavorato con una serenità eccezionale e questo è il ricordo più importante, il fatto di averne un ottimo ricordo. Anche questo non è scontato, perché i giganti possono fare paura. Lui aveva invece un’umiltà totale: eravamo due persone che lavoravano seriamente sul set e che si divertivano molto. Gigi era uno spasso e mi raccontava sempre barzellette, che erano talmente divertenti che le ricordo tutt’ora. Era un grande narratore di tutto: lavorare con lui è stata una delle più grandi fortune della mia vita.