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Andrea Diprè e la modella – Diva Futura Channel

Una lettrice ci scrive una sua recensione trash. Volentieri la pubblichiamo (nell’immagine, uno screenshot da Diva Futura Channel e Andrea Dipré).Sarà capitato anche a voi (ma qui la Carrà non c’entra) di girellare sul satellitare e di imbattersi nella televisione di proprietà del ‘vate’ del porno italiano, quel Diva Futura Channel dove le ragazze della

27 Settembre 2005 08:42

Una lettrice ci scrive una sua recensione trash. Volentieri la pubblichiamo (nell’immagine, uno screenshot da Diva Futura Channel e Andrea Dipré).

Sarà capitato anche a voi (ma qui la Carrà non c’entra) di girellare sul satellitare e di imbattersi nella televisione di proprietà del ‘vate’ del porno italiano, quel Diva Futura Channel dove le ragazze della scuderia di Schicchi mostrano la mercanzia tatuate da numeri di telefono in sovrimpressione: ogni tanto, tra uno spogliarello e l’altro, passa una delle trasmissioni più estraneate e stranianti che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi, ovvero Andrea Diprè e la modella.
La trasmissione, della durata di pochi minuti, consiste in questo: il signor Diprè, che presumo sia un critico d’arte, sta, vestito di tuttopunto, fermo, in uno studio completamente bianco, a parlare d’arte mentre al suo fianco una modella, completamente nuda, si agita e si dimena con movenze sensuali, impegnata in una conturbante danza solitaria.
Unico elemento della scenografia è un ”mammoccione” in finto marmo, un testone bianco (un capitello? un’opera post-moderna?) che funge a volte da appoggio alle grazie della procace signorina e che vorrebbe forse sottintendere allo spettatore che pur sempre di uno spazio in cui si parla d’arte si tratta…
E così, mentre il signor Diprè, spiega con passione la poetica del Botticelli o le tecniche degli impressionisti, la telecamera viaggia su ben altre praterie, regalando allo spettatore la visione di quella particolare forma d’arte creata dalla natura che è il corpo umano.
Il tutto, lo sguardo fisso del Diprè durante la sua arringa, lo studio asettico, la lingua della modella che passa lasciva sulle sue labbra, l’inquietante ”mammoccione”, se da un lato è innegabile che attiri l’attenzione, dall’altro conferisce alla trasmissione quel sonoro tocco di ridicolo che la rende irresistibile e che lascia affascinati: a quale mente perversa è venuta una simile idea? a quella di Schicchi, impegnato in veste di educatore a far comprendere agli italiani che arte e pornografia, tutto sommato, vanno a braccetto sponsorizzate dalla bellezza? Allo stesso Diprè, impegnato nel tentativo di venire alla ribalta come novello Sgarbi, rivisitando la sua idea di ‘Sgarbi quotidiani’ sostituendo l’inutile figura in livrea che lo accompagnava con la procace modella?
Non so, spero che a qualcuno di voi sia capitato di vederla: se non è successo vi suggerisco di cercare di incapparci, perchè, nella sua assurdità, merita tutta la nostra considerazione.

Laura