Amore Criminale: un programma necessario che non spettacolarizza mai un tema sempre attuale

La recensione della prima puntata della nuova edizione di Amore Criminale, docu-drama di Rai 3 condotto da Veronica Pivetti.

Amore Criminale ricomincia da dove si era interrotto.

Con la prima puntata di questa nuova edizione, il docu-drama di Rai 3, condotto da Veronica Pivetti, conferma il proprio stile accurato di narrazione, caratterizzato da dovizia di particolari e cura dei minimi dettagli che ne fanno un programma televisivo elegante (nella confezione ma anche nella sensibilità con la quale viene trattato un tema che definire complesso è un eufemismo) e che scongiurano il pericolo, sempre incombente, di superflui sensazionalismi fini a se stessi che rischierebbero di rendere lo storytelling inutilmente altisonante.

Amore Criminale, stasera, ha esordito con Veronica Pivetti che ha ricordato di come la pandemia di COVID-19 e le conseguenti restrizioni, che ci costringono a stare a casa per contenere il contagio, abbiano un contatto diretto con la violenza di genere, considerando che molte donne condividono le quattro mura di casa proprio con i loro carnefici: un invito, quindi, alle telespettatrici a denunciare subito eventuali situazioni di violenza che stanno attraversando.

Amore Criminale si riconferma anche nella sua funzione di persuasione: la micro-lezione sulla contraccusa di misandria, con la quale molte donne vedono sminuire le loro richieste di aiuto, ne è un lampante esempio come ricordare alle telespettatrici, altro esempio, che anche mentire rappresenta una forma di violenza.

Veronica Pivetti si alterna nel suo doppio ruolo di conduttrice e narratrice, fornendo due registri differenti. Nella conduzione, la Pivetti non cade nella trappola, purtroppo, caratteristica delle attrici che ricoprono anche il ruolo di conduttrici ossia lasciarsi andare ad una conduzione “recitata”. L’attrice conduce, nel vero senso della parola, e fornisce le proprie capacità di attrice e doppiatrice solo nella docu-fiction.

Alle docu-fiction di Amore Criminale, forse, si potrebbero rimproverare solamente alcuni dialoghi troppo artefatti ma anche questa, a posteriori, si rivela un’osservazione non necessaria in quanto la confezione delle docu-fiction, come scritto in precedenza, rifinita con estrema attenzione, appare coerente anche con dialoghi non troppo attinenti alla realtà.

Dal tocco di onirismo in alcune scene alle scelte musicali di alta qualità e, in alcuni casi, anche sottilmente argute (i Noir Désir), passando per le citazioni (Twin Peaks e Amabili Resti in questa prima puntata), la fattura raffinata della docu-fiction permette di attenuare l’inevitabile tensione e senso di angoscia causati dal fatto che la vicenda ricostruita è realmente accaduta.

Ciò non rappresenta una decisione errata perché una ricostruzione maggiormente di impatto, visivamente “violenta”, rischierebbe di distrarre lo spettatore da quello che è il fine della trasmissione.

Tutto il materiale viene trattato con precisione, ottimizzando la resa finale del prodotto: dalla docu-fiction alle interviste, passando per le immagini di repertorio.

Amore Criminale, oltre a confermarsi un programma televisivo necessario, dimostra di non spettacolarizzare mai un tema, purtroppo, più che mai, attuale.

Amore Criminale: la presentazione

A partire da questa sera, giovedì 22 aprile 2021, in prima serata, tornerà Amore Criminale, il docu-drama di Rai 3 condotto da Veronica Pivetti.

La nuova edizione di Amore Criminale sarà composta da sei nuovi appuntamenti, in onda ogni giovedì, a partire dalle ore 21:20.

Amore Criminale, in onda dal 2007, condotto dal 2018 da Veronica Pivetti, utilizza il registro della docu-fiction per raccontare vere storie di donne vittime della violenza maschile. Ogni caso, narrato da Veronica Pivetti, oltre alla ricostruzione di fiction, vede anche interviste a testimoni diretti e materiale di repertorio.

La trasmissione è in prima linea a favore della lotta contro la violenza sulle donne: la redazione di Amore Criminale, infatti, accoglie le richieste di aiuto inviate da donne vittime di violenza, smistandole nei vari Centri Antiviolenza presenti in tutta Italia.

Il programma è realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In questa prima puntata della nuova edizione, verrà ricostruita la storia di Manuela, donna di 35 anni di Brescia, impiegata al CAF. Sul posto di lavoro, Manuela conosce Fabrizio, 48 anni, sposato con due figli. Manuela, convinta che l’uomo sia separato dalla moglie, vive una relazione clandestina, dalla durata di tre anni, che si poggia sulle promesse di lui di farle vivere una storia d’amore alla luce del sole, senza più nascondersi. Fabrizio, però, porterà avanti due vite parallele.

Il 28 luglio 2018, dopo l’ennesima discussione, Manuela viene uccisa. Dopo l’omicidio, l’uomo occulta il cadavere a poche decine di chilometri da casa e, successivamente, parte insieme alla moglie e ai figli per una vacanza in Sardegna. Al suo ritorno, viene arrestato e condannato a 16 anni, con rito abbreviato. La sentenza è definitiva.

Dopo la messa in onda della prima puntata, su TvBlog sarà disponibile una recensione.

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