«…Altrimenti ci arrabbiamo!»: Bud Spencer e Terence Hill, dieci anni dopo la fine di un’era
Fagiolate, dune buggy e zero volgarità: Sky accende i riflettori sui capolavori restaurati del duo più amato di sempre
A dieci anni da quel 27 giugno 2016 in cui Carlo Pedersoli – per tutti, per sempre, Bud Spencer – ci lasciava, il cinema italiano si scopre ancora orfano di un modo di fare spettacolo che oggi, semplicemente, non esiste più. Non è solo nostalgia: è la constatazione che alcune formule cinematografiche rimangono uniche, irripetibili, stampate a fuoco nel codice genetico della nostra cultura popolare.
Per celebrare questo anniversario e rendere omaggio a un’amicizia che ha travalicato i confini dello schermo diventando mito, Sky Cinema (e in streaming su NOW) accende dal 26 giugno al 3 luglio un canale interamente dedicato alla coppia d’oro del nostro cinema: Bud Spencer e Terence Hill. Una Collection on demand che non è una semplice rassegna, ma un vero e proprie viaggio sentimentale tra scazzottate coreografate come balletti, fagiolate epiche e una comicità pulita, transgenerazionale, capace di radunare davanti alla tv il nonno e il nipote.
Il cinema di Bud e Terence è stato un miracolo di chimica geometrica: il gigante buono, apparentemente burbero ma dal cuore immenso, e il dritto dagli occhi di ghiaccio, sornione e velocissimo. Insieme hanno destrutturato i generi, a partire dallo spaghetti western, per poi codificare una via italiana all’action comedy urbana e avventurosa tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta.
I film in programmazione
La rassegna ne ripercorre i vertici assoluti. Si parte con il capolavoro assoluto della loro filmografia pop, …altrimenti ci arrabbiamo! (1974), diretto da Marcello Fondato, un film in cui una Dune Buggy rossa con cappottina gialla diventa il Santo Graal di una contesa infantile e meravigliosa contro speculatori edilizi e killer psicopatici (ma rigorosamente comici), scandita dal coro dei pompieri e da gare di birra e salsicce.

Il viaggio prosegue toccando le vette della loro produzione firmata da Bruno Corbucci ed Enzo Barboni (E.B. Clucher). Troviamo la Miami baciata dal sole e dalle note degli Oliver Onions in I due superpiedi quasi piatti (1977) e Miami Supercops – I poliziotti dell’8ª strada (1985), dove la divisa da poliziotto diventa il perfetto travestimento per due simpatici truffatori prestati alla giustizia. E ancora, il gioco degli equivoci spionistici di Nati con la camicia (1983) e il raffinato (e sottovalutato) meccanismo del doppio ruolo in Non c’è due senza quattro (1984), ambientato in una Rio de Janeiro dove i nostri interpretano sia due rozzi mercenari che due sofisticati miliardari brasiliani.
C’è spazio anche per le avventure esotiche e piratesche di Chi trova un amico trova un tesoro (1981) e per le bische clandestine di Pari e dispari (1978), oltre alla parentesi solista (ma dal sapore identico) di Banana Joe (1982), manifesto dell’antagonismo genuino di Bud Spencer contro i soprusi della burocrazia e dei potenti locali.
Rivedere oggi questi film non significa solo celebrare il talento di Carlo Pedersoli a dieci anni dalla sua scomparsa, ma riconoscere l’immortalità di un cinema artigianale, fatto di controfigure straordinarie, sceneggiature dal ritmo millimetrico e una totale assenza di volgarità. Bud Spencer e Terence Hill non hanno semplicemente fatto la storia del cinema popolare italiano: hanno creato un rifugio confortevole in cui, tra un cazzotto a sventola e un sorriso, sappiamo che alla fine i buoni vinceranno sempre. E, a volte, basta questo per stare bene.