Sono solo cose di tv
Home Rubriche Alessandro Cattelan, l’altra faccia della celebrità: il conduttore si confessa nella sua nuova newsletter

Alessandro Cattelan, l’altra faccia della celebrità: il conduttore si confessa nella sua nuova newsletter

Alessandro Cattelan apre una newsletter e, nel primo post, racconta ansie, paure e retroscena di quello che è sempre stato il lavoro dei suoi sogni. Una scelta stilistica che ha piacevolmente sorpreso i fan.

9 Gennaio 2026 14:12

Alessandro Cattelan approda su Substack. Una newsletter è la nuova sfida professionale di un conduttore a tutto tondo che, dopo radio e televisione, si cimenta anche nell’universo dei podcast con Supernova dopo aver affrontato anche diverse esperienze teatrali. Cattelan è un uomo ovunque, potreste trovarvelo anche sotto casa che vi consegna la posta. Scenario non così assurdo, considerando che fra le altre cose gestisce una casa editrice (la Accento Edizioni) ed è direttore creativo di un ristorante. Anzi, un fast food all’italiana che gli esperti del settore definiscono hamburgeria.

La newsletter era l’unica cosa che gli mancava da fare, l’ha fatta per offrire ai fan un’altra occasione di conoscerlo meglio. SuperNova Club, così si chiama, però non è uno spazio dove Cattelan si promuove. Il conduttore, per la prima volta, si apre ai fan: racconta di sè come non ha mai fatto con nessun giornalista. Il primo post di questa nuova esperienza editoriale, per lui, si intitola: “Pippo Baudo non esiste più”. Un titolo fuorviante, ma solo a una prima occhiata. Anche da questo si nota che Cattelan, nonostante si mostri sempre sorridente e trasognante, nella comunicazione è navigato.

Alessandro Cattelan, l’esigenza di una newsletter

Sfutta un titolo acchiappaclick per convincere i lettori ad aprire il contenuto integrale, probabilmente sarebbe bastato anche soltanto vedere il suo nome scritto sul dispositivo per convincere gli affezionati a leggerlo ma lui ha voluto provare a strizzare l’occhio anche a chi non lo conosce e vorrebbe provare a farlo. L’articolo, nella fattispecie, è una confessione letteraria – tra il serio e il faceto – di quanto il presentatore e speaker radiofonico si senta oppresso. Utilizza anche la metafora del cappio al collo.

La nuova newsletter Alessandro Cattelan è un mix tra confessioni e retroscena
Alessandro Cattelan apre una newsletter in cui si racconta senza filtri (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

La colpa è del pubblico: non del suo pubblico, ma della platea televisiva che è cambiata. Il cambiamento sta avvenendo velocemente e, per sviluppare una notorietà, oggi occorre far maturare il proprio brand. Far crescere la propria immagine con qualsiasi mezzo. Ecco perché Cattelan è ovunque: lo dice proprio senza alcun tipo di timore reverenziale, teme che la celebrità possa sfuggirgli dalle mani. Intesa non soltanto come semplice fama, ma proprio come credibilità mediatica.

La confessione inaspettata

L’esempio di Pippo Baudo non solo è calzante, ma viene applicato rispetto alla sua avventura televisiva. Baudo è diventato un’icona perchè è riuscito a entrare nelle case degli italiani quando c’era soltanto un mezzo: quello televisivo. Oggi, con la pluralità di informazione e mezzi di comunicazione, è molto più difficile farsi vedere e fidelizzare un pubblico in maniera massiccia. Tutto è a disposizione di tutti, ma c’è anche una maggiore frammentazione.

Proprio per questo si sente come un naufrago in mare aperto che, fino a dieci-quindici anni prima, viveva nel mito di MTV e oggi i giovani quella televisione non sanno neanche cosa sia. Il noto conduttore teme di svanire come neve al sole e perdere il terreno guadagnato faticosamente: “Più della metà della mia vita da contribuente oggi non è rilevante”, parole che non solo fanno riflettere ma forse rendono più umani i vip.

Luci e ombre della celebrità

Sicuramente umanizzano lui che molti vedono con le scarpe ultimo modello ai piedi, una camicia aperta e un sorriso smagliante pensando che non abbia mai un problema, fama, ricchezza e felicità. Sicuramente sta meglio di molti che lo leggono, ma è solo una parte del suo vissuto. Si diverte ancora come un matto a lavorare, altrimenti “non lo farebbe neanche sotto tortura” ma c’è anche un’altra verità. Accumula incarichi e ruoli per il timore di svanire e quest’ansia, nel corso della lettura, è arrivata forte e chiara.

Una scelta rischiosa, ma anche appagante. Il pubblico poteva spaventarsi e fuggire via dalla lettura, invece è rimasto e ha dato ragione e conforto allo speaker. Questa autenticità, forse, è quella che manca a una parte della televisione odierna e quella – secondo Cattelan – che ha reso intramontabile l’epoca di Baudo.

Oltre Pippo Baudo

Oggi è tutto più frammentato, il successo come arriva può svanire. Resta una legge non scritta per qualunque epoca, ma la velocità dei nuovi media rende tutto meno metabolizzabile. Ci vuole tempo per capire che tipo di fase, professionale e non solo, si sta attraversando. Cattelan ha ammesso, candidamente e senza filtri, di sentirsi in un frullatore che non sempre riesce a gestire. In tempi dove tutto deve sembrare perfetto, anche un barlume di fragilità si trasforma in evento. Lo sbarco – per utilizzare le parole del conduttore – su Substack di Cattelan sicuramente lo è stato.