Ballando con le Stelle, Alberto Ravagnani: “Ero complice dell’ipocrisia che Gesù ha sempre combattuto”
A Ballando con le stelle la pista, a volte, smette di essere solo il posto della gara. Per Alberto Ravagnani, ex prete e oggi concorrente dello show di Milly Carlucci, quel parquet è diventato qualcosa di più: uno spazio in cui fare i conti con il passato, con le attese degli altri e con il
A Ballando con le stelle la pista, a volte, smette di essere solo il posto della gara. Per Alberto Ravagnani, ex prete e oggi concorrente dello show di Milly Carlucci, quel parquet è diventato qualcosa di più: uno spazio in cui fare i conti con il passato, con le attese degli altri e con il bisogno di vivere senza maschere.
Dal ruolo istituzionale alla pista di Milly Carlucci: il viaggio personale con Erica Martinelli
Nella puntata di Ballando con le stelle andata in onda sabato, Alberto Ravagnani è tornato al centro della scena. Non solo per l’esibizione con la sua maestra Erica Martinelli, ma soprattutto per le parole con cui ha raccontato il passaggio più delicato della sua vita.
L’ex sacerdote ha spiegato di aver vissuto a lungo dentro un ruolo preciso, con tutto il peso che quel ruolo portava con sé: responsabilità, immagine pubblica, attese della comunità, una certa idea di coerenza da rispettare anche quando, dentro, qualcosa iniziava a prendere un’altra strada. “Prima ricoprivo un ruolo istituzionale e dovevo corrispondere al ruolo e alle aspettative degli altri”, ha detto, raccontando poi la scelta, maturata nel tempo, di avvicinarsi a una forma più vera di sé.
Il passaggio più forte è arrivato quando ha parlato di ipocrisia: “Ho imparato che la battaglia più grande di Gesù era contro l’ipocrisia e quando mi sono reso conto che ero complice di questa ipocrisia ho fatto questo passo”.

Parole pesanti, soprattutto dentro un programma popolare del sabato sera, dove spesso il racconto personale resta sullo sfondo della gara. Ravagnani, invece, non ha presentato la sua scelta come una rottura clamorosa, né come una provocazione. L’ha descritta come l’esito di un percorso interiore arrivato a un punto da cui non si torna indietro.
Prima di arrivare nello show di Rai1, ha raccontato anche di aver fatto un viaggio in Asia alla ricerca di altro: forse silenzio, forse distanza, forse il tempo necessario per guardarsi con più sincerità. E proprio Ballando, per lui, sembra essere diventato la continuazione inattesa di quel cammino. “Non so dove mi porterà questo viaggio”, ha ammesso, aggiungendo di non avere più punti fermi e di sentirsi, giorno dopo giorno, in cammino verso se stesso.
Detta in tv, una frase così può sembrare semplice, quasi già sentita. Nel suo caso, però, prende corpo: ci sono i passi da imparare, la fatica di esporsi al giudizio, il confronto con una maestra, la necessità di fidarsi quando parte la musica e non c’è più tempo per spiegarsi.
Accanto a lui, Erica Martinelli diventa così non solo una partner di gara, ma una presenza dentro un percorso che tiene insieme tecnica, fragilità e immagine pubblica. Intanto la competizione va avanti anche per gli altri concorrenti: Monica Guerritore ha convinto ancora la giuria, Aurora Ramazzotti sta costruendo il suo percorso con Nikita Perotti parlando anche della propria sindrome dell’impostore, mentre Alessandro Matri ha ricevuto giudizi diversi, tra lo sguardo un po’ spaventato notato da Barbara d’Urso e l’incoraggiamento di Carolyn Smith, che gli ha riconosciuto talento.