Alberto Castagna, il dottor Stranamore festeggerebbe 80 anni | Un ricordo del conduttore
Il 23 dicembre Alberto Castagna avrebbe compiuto 80 anni: dal Tg2 a “Stranamore”, il ritratto di un volto che ha segnato la tv popolare degli anni ’90.
Non c’è alcun dubbio che Alberto Castagna, scomparso ormai venti anni fa dopo una lunga serie di problemi di salute molto seri, abbia interpretato il senso di una TV anni ’90 fatta di intuizione e di intrattenimento leggero. Oggi Castagna avrebbe festeggiato i suoi 80 anni.
Gli esordi giornalistici
Nato a Castiglion Fiorentino il 23 dicembre 1945, Alberto Castagna aveva iniziato come giornalista arrivando in televisione relativamente tardi e dopo diverse esperienze in carta stampata. Scrive per Il Piccolo, quotidiano di Trieste, poi per diversi settimanali e periodici.
In Rai entra all’inizio degli anni ’80 e diventa presto uno dei volti più riconoscibili del Tg2, dove lavora prima come redattore, poi inviato speciale quindi come conduttore diventando un volto familiare grazie a un linguaggio giornalistico diretto e popolare.
In TV, Rai e Mediaset
Il primo che gli impone un passaggio verso l’intrattenimento è Michele Guardì che in lui vede una sintesi perfetta tra la conduzione familiare e il rigore giornalistico per gli approfondimenti di “Mattina 2”, programma che con Castagna alla conduzione ottiene un discreto successo. Guardì lo promuove a “I fatti vostri” su Rai2 nel 1992. È lì che Castagna affina quel registro da “uomo della strada autorevole ma non protagonista” che lo rende familiare al pubblico di mezzogiorno, mescolando cronaca, costume e quotidianità di piazza Italia.
Nel 1993 il passaggio a Fininvest coincide con il Telegatto come personaggio maschile dell’anno e con l’inizio della stagione da grande protagonista dell’intrattenimento Mediaset. Prima il quiz “Sarà vero?” su Canale 5, poi – dal 1994 – l’intuizione di “Stranamore”, il programma che lo trasforma nel “dottor Stranamore” della tv italiana.

Castagna, alias il dottor Stranamore
Il camper, il zuccotto di lana, le cassette con i messaggi d’amore e le riconciliazioni in diretta diventano immagini-simbolo della televisione anni ’90, capaci di portare davanti allo schermo fino a dieci milioni di spettatori. Castagna guida quel racconto di sentimenti e fragilità con un misto di empatia e teatralità, che anticipa, in chiave romantica, l’onda lunga dei people show successivi.
Vita privata, la malattia
Accanto ai successi arrivano anche le ombre. Nel 1996 l’Ordine dei giornalisti lo radia per la puntata di “Stranamore” per avere ritratto in video i figli di un pentito di mafia, decisione poi annullata nel 1999 dopo un ricorso.
Sul piano più personale, Castagna vive la breve stagione del matrimonio con la dermatologa Pucci Romano – madre della figlia Carolina – e la lunga, chiacchierata storia con l’attrice Francesca Rettondini, seguita dai giornali di spettacolo come una vera soap sentimentale.
Nel 1998 la grave malattia all’aorta, i lunghi mesi di ospedale e la riabilitazione lo tengono lontano dal video. Il ritorno in tv, nel 2001, è in pieno prime time: “Stranamore” ritrova per una sera gli ascolti record, con oltre dieci milioni di spettatori incollati alla sua rimessa in sella. Ma gli anni successivi sono più difficili, fra programmi che non decollano e la salute che torna a scricchiolare, fino alla morte improvvisa il 1 marzo 2005, annunciata in diretta dal palco di Sanremo. Aveva 59 anni.
Un’eredità che parla ancora alla tv di oggi
A vent’anni dalla scomparsa e nel giorno in cui avrebbe compiuto 80 anni, il ricordo di Alberto Castagna resta legato a un’idea di televisione sentimentale, popolare e senza filtri, in cui il conduttore non ha paura di esporsi, commuoversi, sbagliare. Il suo modo di stare in video – a metà tra il cronista di provincia e il confidente di famiglia – ha anticipato molti codici dei talk di oggi, dai racconti di storie comuni alla centralità dei sentimenti come motore del racconto televisivo.
La figlia Carolina oggi vive negli Stati Uniti a Philadelphia dove si è sposata con un fotografo e dove lavora come ricercatrice: ha seguito le orme della madre. Ma è identica al papà del quale mantiene un certo gusto per la battuta e la passione per la pesca condivisa per molti anni con Alberto.