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X Factor – Il caso umano Morgan secondo Aldo Grasso

Di X Factor abbiamo detto veramente tutto: lo abbiamo criticato preventivamente, abbiamo commentato negativamente la collocazione in palinsesto – finalmente cambiata -, ci siamo chiesti se si possa migliorare, lo abbiamo difeso. A dire il vero, mi sono tenuto abbastanza fuori dalla diatriba X Factor sì – X Factor no. Ora, a bocce quasi ferme,

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Di X Factor abbiamo detto veramente tutto: lo abbiamo criticato preventivamente, abbiamo commentato negativamente la collocazione in palinsesto – finalmente cambiata -, ci siamo chiesti se si possa migliorare, lo abbiamo difeso.

A dire il vero, mi sono tenuto abbastanza fuori dalla diatriba X Factor sì – X Factor no. Ora, a bocce quasi ferme, posso dire che, tutto sommato, lo promuovo. Non a pieni voti, ma nel desolante panorama del reality show italiano contemporaneo, merita almeno un mezzo punto in più della sufficienza, nonostante l’insuccesso di pubblico. Insuccesso di pubblico dovuto, tanto per cominciare, a una collocazione semplicemente scellerata.

Ovviamente, c’è chi non la pensa come il sottoscritto. E ci mancherebbe altro. Ma una di queste recensioni spietate, va segnalata. E’ quella di Aldo Grasso, che la prende proprio sul personale. Definisce X Factor il programma più involontariamente comico della tv italiana, ma per cominciare se la prende con Morgan, che definisce il caso umano Morgan. Poi giù strali contro Facchinetti (“Se può fare il presentatore, io posso fare il quinto dei Pooh, tranquillamente”. “Non è un presentatore, è una proiezione fantasmatica di Simona Ventura…”), contro Simona Ventura (“vuol fare Maria De Filippi però non vuol dire che lei sta facendo Maria De Filippi”, “gioca il ruolo della mamma […] comicissima”), contro Mara Maionchi.

Ma il vero nemico di Aldo Grasso – quando un critico si accanisce così, ci si chiede se ci sia di mezzo qualcosa di personale – è, appunto, Morgan. Di lui, Grasso critica tutto:

il suo pizzetto mefistofelico, i suoi capelli che nascondono le corna di un diavolo, la sua puzza sotto il naso, il suo francobattiatismo, il suo maledettismo, il suo Spoon River.


E chiude, Grasso:

prima di prendere in giro il Grande Fratello, pensiamo sempre a Morgan.


Opinabile. Geniale ma opinabile. La recensione, potete vederla qui.