Black Sails, Zach McGowan a TvBlog: “E’ uno sguardo diverso sui pirati, più realistico. Siamo nell’età d’oro della televisione”

TvBlog ha contattato Zach McGowan, uno dei protagonisti di Black Sails, serie tv che andrà in onda a settembre su Axn (canale 122 di Sky), per parlare dello show, del suo personaggio, e della tv via cavo nel mondo delle serie tv

Debutterà a settembre su Axn (canale 122 di Sky) per il pubblico italiano, Black Sails, la nuova serie tv di Starz già rinnovata per una seconda stagione e che serve da prequel al libro “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Ambientata vent’anni prima delle vicende raccontate nel libro, lo show – creato da Jon Steinberg e Robert Levine, mentre tra i produttori c’è Michael Bay-, racconta la vita di un gruppo di pirati a New Providence, dove arriva un giovane John Silver (Luke Arnold). Qui, scoprirà un mondo che i pirati hanno creato a seconda delle proprie necessità, e sopratutto scoprirà la loro sete di conquista, con la ricerca di un tesoro che creerà conflitti e battaglie.

Nel cast dello show c’è anche Zach McGowan, noto in Italia per aver interpretato Jody in Shameless. McGowan, in Black Sails, interpreta il Capitano Charles Vane, personaggio realmente esistito, alle prese anche lui con la ricerca del tesoro e con dei nemici contro i quali dovrà combattere per sopravvivere.

TvBlog ha contattato McGowan, da poco tornato a casa dopo le riprese della seconda stagione a Città del Capo, per parlare di Black Sails, del suo personaggio, ma anche del fascino che suscitano i pirati sul piccolo schermo e non solo, oltre che dell’importanza della tv via cavo.

Zach, innanzitutto grazie per la tua disponibilità! Black Sails è una serie inedita in Italia: cosa puoi dirci sullo show e sulla prima stagione?

“La prima stagione di Black Sails, e lo show in generale, è il prequel de L’isola del tesoro. E’ ambientato vent’anni prima, con i personaggi che trovi nel libro ed alcuni personaggi storici che sono vissuti a Nassau, alle Bahamas, che erano pirati, nel diciassettesimo secolo. Racconta il loro tentativo di farsi una vita nel loro mondo. E’ uno sguardo diverso sui pirati rispetto a come il pubblico è abituato a vedere, come in alcuni film di Errol Flynn (attore degli anni Cinquanta, ndr) o le storie con i pirati stereotipati, non necessariamente realistiche. Black Sails è molto più realistico, molto più duro, è una bomba! Credo che agli italiani piacerà la prima stagione”.

A proposito del prequel, non hai avuto un po’ di paura per i possibili paragoni che si sarebbero potuti fare tra la serie ed un libro famoso come “L’Isola del tesoro”?

“Sì, credo che una delle ragioni per cui gli autori hanno deciso di fare un prequel de L’isola del tesoro sia il genere di storia a cui tutti vorrebbero avere accesso, è una storia che tutti conoscono. Ma fare un prequel permette anche di avere maggiore creatività e trovare una propria storia”.

Black SailsTu interpreti il Capitano Charles Vane: come lo descriveresti? Cosa ti piace di più in questo personaggio?

“E’ assolutamente un uomo duro, è il modo giusto di definirlo. Credo che arrivi da un mondo molto diverso rispetto ai posti da cui arrivano gli altri personaggi. E’ un uomo molto duro. Cosa mi piace di lui? Credo che mi piaccia la sua onestà, il suo comportamento chiaro. Non è il tipo che ti accoltella alle spalle, ti accoltella di fronte. E’ uno show sui pirati, tutti personaggi fanno qualcosa di cattivo, ma la verità è che il miglior modo per guardare ad un personaggio non è vedendolo come cattivo, ma vederlo come qualcuno che vuole sopravvivere, in un modo più simile al mondo naturale. Credo che sia onesto nel modo giusto e che abbia una debolezza emotiva. E’ difficile dire cosa mi piaccia di più”.

Vane è anche un personaggio realmente esistito (è vissuto a cavallo tra il 1600 ed il 1700): hai studiato la sua vita, o il personaggio televisivo è una versione totalmente differente?

“All’inizio del progetto, tre mesi prima di girare mi sono informato su chi fosse, ne ho parlato con gli autori, ho letto su di lui il più possibile. Nella serie si raccontano molte delle cose che ha fatto, ma ci sono anche degli elementi creativi. Ci sono molti documenti sui pirati, ed alla fine mi sono divertito un sacco con gli autori ed i registi a creare questo personaggio e credo di aver fatto un buon lavoro. Sono contento del lavoro che ho fatto finora”.

Credi di somigliarli in qualche aspetto?

“Sì, credo che in lui ci sia qualcosa di me. Una delle cose che ho dovuto cambiare è stato il mio modo di parlare, ho cambiato accento, poi lui si fa qualche doccia in meno di me e si lava di meno i capelli. Non ci sono un sacco di somiglianze tra me e lui. Compie alcune azioni riprovevoli che per me sarebbe difficile giustificare, ma credo anche che in lui ci sia un’onestà ed un onore in un tempo in cui la gente faceva ciò che diceva: se lui vuole fare qualcosa di cattivo a qualcuno, glielo dice in faccia, tipo ‘Tu sei a posto’, ‘Voglio ucciderti’ “.

Qual è la parte più divertente e quella più difficile di lavorare ad una serie tv come questa?

“La parte più divertente è semplicemente recitare. E’ così entusiasmante, parlare con l’accento inglese, indossare quei costumi, il set è meraviglioso… Entrare nella parte è una delle cose più belle. La parte più difficile è il fatto che siamo lontani da casa. Io vivo a Los Angeles, giriamo a Cape Town, quindi per gran parte dell’anno sono fuori casa. Ho una famiglia e faccio spesso avanti ed indietro”.

Secondo te, perchè i pirati, prima al cinema ed ora in tv, suscistano tanto fascino tra il pubblico?

“Credo che i pirati siano persone irremovibili, hanno un proprio codice… A prescindere da chi tu sia, dobbiamo tutti seguire delle regole, siamo d’accordo con alcune, in disaccordo con altre, ed è molto entusiasamante vedere come vivono queste persone. Una parte in ognuno di noi vorrebbe avere la libertà dei pirati”.

Il fenomeno della pirateria esiste anche oggi: cosa pensi dei pirati di oggi?

“I pirati ci sono da secoli, prima che i film raccontassero le loro storie. E’ un tema complicato. Ovviamente, credo che oggi non si possa lasciare permettere che i pirati si comportino in un certo modo, ma capisco che ognuno desideri per sè una vita migliore, non condivido i loro modo. Ho visto il film ‘Captain Phillips’, è un grande film su una vicenda accaduta in Africa. In fin dei conti, molte di queste persone non hanno altra scelta. Per quanto mi riguarda, mi dedicherò solo alla pirateria sul piccolo schermo nel mio futuro!”.

Ho ancora una domanda da farti: in Italia se conosciuto per essere stati Jody in Shameless, un’altra serie in onda sulla tv via cavo in America. Cos’ha la tv via cavo di più rispetto alla tv generalista?

“Per molti anni gli show televisivi americani visti in tutto il mondo arrivavano dalla tv generalista. Non c’erano imprecazioni, i temi trattati erano molto discriminatori, non c’era nudità, violenza, tutto ciò limitava il processo creativo. Quando le reti via cavo hanno iniziato a produrre serie tv, come Showtime, su cui andava in onda Shameless, e Starz, sui cui va in onda Black Sails, non avevano le stesse regole. Credo che l’assenza di questa regolamentazione rigida sulla violenza e sulla nudità hanno fornito una maggiore esperienza creativa, ed ora siamo nell’età d’oro della televisione e ci sono così tanti fantastici show, sono contento di farne parte”.

Grazie ancora, Zach, per la tua disponibilità, ed in bocca al lupo per Black Sails!

“Crepi, grazie mille, spero che vi piaccia. Abbiamo appena finito di girare la seconda stagione e speriamo di girare presto la terza, c’è tanto da dire!”