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I doppiatori italiani scioperano: a rischio serie tv e programmi stranieri

I doppiatori, i dialoghisti, i fonici e i direttori del doppiaggio sciopereranno fino al 2 luglio, ma sono pronti ad uno stop ad oltranza…

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Attenzione, attenzione appassionati di produzioni straniere: i doppiatori, i dialoghisti, i direttori del doppiaggio e i fonici sono sul piede di guerra e, per fare rispettare i loro diritti, hanno deciso di scioperare. La decisione è stata presa ieri durante un’assemblea che si è tenuta al teatro Vittoria di Roma. I lavoratori del settore sciopereranno fino al 2 luglio (quindici giorni lavorativi di stop), ma potrebbero andare avanti ad oltranza.

Ciò vuol dire, in parole povere, che o si trova un accordo, oppure in breve tempo le reti televisive si troveranno senza episodi inediti di serie tv, soap, cartoni animati, documentari, factual, reality e altri programmi stranieri, e i telespettatori dovranno sorbirsi repliche su repliche (come se non ce ne fossero già abbastanza) o spegnere la televisione. Se lo sciopero dovesse perdurare il problema potrebbe presentarsi anche al cinema.

Nel comunicato congiunto firmato da SLC, CGIL, Fistel Cisl, Uilcom Uil, si legge:

Sono tre anni che le controparti si rifiutano di rinnovare il contratto dei doppiatori opponendo resistenze pretestuose. Nel frattempo nel settore è cresciuto sia il lavoro sottopagato, sia il lavoro nero.

Roberto Stocchi, presidente Anad (Associazione Nazionale Attori Doppiatori) dice (fonte La stampa):

La contrattazione è ad un punto di stallo e le proposte della controparte sono inaccettabili. Il nostro contratto risale al 2008 ed è scaduto da tre anni e mezzo. Da ieri, con il sostegno dei sindacati e dell’Aidac, Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinematografici, abbiamo deciso di entrare in sciopero per evitare che il nostro lavoro venga stravolto con orari inaccettabili, passi indietro e una dequalificazione che porterebbe anche alla perdita del lavoro per molti… [I fonici di doppiaggio] sono meno tutelati e guadagnano poco. Il contratto nazionale non fa riferimento a loro. La richiesta è di far entrare nel contratto anche il fonico di doppiaggio.

L’attore e doppiatore Francesco Venditti spiega (fonte Il corriere della sera):

Vogliono sottopagarci trasformando i singoli turni di doppiaggi in momenti in cui fare più lavori insieme: un pezzo di film, uno di un cartone animato, uno di un documentario. Tutto per chiamare meno attori.

Riassumendo: il settore doppiaggio vuole un nuovo contratto di lavoro, perché quello attuale sta favorendo il lavoro sotto pagato e in nero, è vecchio e non fa riferimento ai fonici di doppiaggio, ma non accettano quello proposto perché dequalificherebbe il doppiatore, lascerebbe molti lavoratori a casa e ridurrebbe la qualità del prodotto finito. Detta così è difficile dargli torto…

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