Market - Sfide al mercato: Pupo insaporisce un format ministeriale, tra la Prova del Cuoco e Linea Verde

C'è un po' di tutto in questo nuovo programma di cucina che strizza l'occhio più all'aspetto sociale dei mercati cittadini che alla sfida ai fornelli.

Ha debuttato oggi, sabato 7 giugno, Market - Sfide al mercato, nuovo format che mescola sfide ai fornelli e promozione dei prodotti locali, cucina tradizionale e ricette dello chef, educazione agli acquisti e 'ricerca sociale', in onda per sei sabato alle 12.30 su Rai 1. Alla conduzione un Pupo più prezzemolino che mai, che intervista le signore tra i banchi del mercato, motiva i concorrenti, chiede informazioni allo chef ospite, dà il ritmo a un programma che in realtà si sfilaccia tra mille rivoli, deciso forse a voler fare troppe cose tutte insieme.

A raccontarci lo schema di Market è stato proprio Pupo nella recente intervista di TvBlog: in questa prima puntata (video) i due appassionati di cucina, decisi a mettersi alla prova e provenienti da Campania ed Emilia Romagna, si sono ritrovati al mercato del pesce di Cagliari per sfidarsi al buio su due piatti della tradizione culinaria sarda. Uno chef locale ha presentato loro i piatti, nel dettaglio Fregola con vongole, carciofi e bottarga e una Zuppa di pesce, senza però entrare nel merito della ricetta, lasciando dunque ai concorrenti il compito di recuperare tutti gli ingredienti con l'aiuto dei commercianti del mercato e degli avventori. Idea carina. Solo quando i concorrenti, con la loro spesa, sono finalmente davanti ai fornelli lo chef illustra al pubblico a casa la sua ricetta. A giudicare la sfida tra i due concorrenti una giuria popolare composta da due commercianti e un acquirente. Mezz'ora è così dedicata alla spesa dei concorrenti e l'altra mezz'ora alla preparazione dei due piatti e al verdetto finale.

La gara, però, è solo un mero pretesto: tutto ruota intorno ai prodotti, veri protagonisti del racconto. Tra pesce azzurro e specie economiche solitamente sottostimate (dall'aguglia al pagello, dallo scorfano allo sgombro) tutto il programma ha come obiettivo quello di educare il pubblico all'acquisto e al consumo di pesce 'eccedentario', spiegando una volta di più a massai/e che si possono fare ottimi piatti spendendo poco. L'imprinting del Ministero delle Politiche Agricole alla fine è talmente evidente da rendere tutto un mega-spot, che però si riesce a declinare in un edutainment per un pubblico casalingo forse un po' pedante, ma non indigeribile.

Market 2

In questo Market - Sfide al Mercato coniuga la sfida bonaria e veloce de La Prova del Cuoco, anche se a tema 'Tradizioni locali', con l'esaltazione della materia prima tipica di un Linea Verde. A rendere credibile e digeribile il tutto ci pensa Pupo, perfetto testimonial: dà ritmo e fa da collante alle diverse anime del format che per fortuna si avvale della registrazione. In diretta non avrebbe potuto rendere altrettanto. Così, invece, ci vede Pupo stuzzicare una signora sulla vera ricetta della fregola sarda, parlare con lo chef dello sfilettamento del pesce, chiedere ai commercianti le qualità di ogni specie. Ovviamente Pupo non si smentisce e così, tra un calamaretto e una triglia, sfila un malizioso "di fregola non ce n'è mai abbastanza". Pupo c'è.

Non che tutto sia perfetto, eh. La spesa dei concorrenti lascia un sapore di prodotto confezionato, di 'ciak' ribattuti alla ricerca del dialogo 'perfetto', a differenza delle interviste agli avventori che arrivano a restituire lo spirito di un'inchiesta sul campo, quasi di uno spaccato della società, di quell'Italia che davvero si ritrova a fare i conti con i centesimi nei mercati rionali, solitamente ai margini dell'intrattenimento.

Altro difetto, per me, è il non parlare di prezzi. Ci viene detto che i prodotti sono economici, ma non ci viene detto quanto costano. Certo, questo permette al programma di essere replicabile all'infinito, senza ancoraggi temporali, ma priva la missione 'edu' di una parte importante della sua efficacia.

Market 1

Insomma, il programma non riesce del tutto a smarcarsi dal marchio ministeriale e per diventare un appuntamento stagionale, come ipotizzato dal nostro Hit, deve forse perdere un po' di rigidità istituzionale e concentrarsi un po' più su concorrenti e sfide, che alla lunga permette di offrire un pizzico di varietà nell'identico. Pupo, però, per me è promosso a pieni voti: qualunque cosa faccia in tv riesce ad essere credibile, dal quiz alla conduzione, dall'ospite al concorrente. Che arrivi a Sanremo al fianco di Conti? Basta che non cada nella tentazione della gara....

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