MasterChef 3, Federico Ferrero: “La competenza ha battuto la piacioneria”

MasterChef 3: il vincitore Federico Ferrero si racconta all’indomani del suo trionfo…

di grazias

Durante l’incontro stampa con i finalisti e il vincitore di MasterChef 3 non ha parlato solo Almo Bibolotti, rivendicando nuovamente le presunte scorrettezze che l’avrebbero danneggiato nel corso della finale. Oggi, infatti, è stato anche il giorno del trionfatore del talent culinario di SkyUno, Federico Ferrero, medico nutrizionista di professione e aspirante chef per passione. Si aspettava questo trionfo?

Pensavo sicuramente di meritarmelo. Sapevo come era andata l’ultima prova, ero cosciente di quello che avevo messo nel piatto anche se nel corso della gara, i miei compagni di avventura non sembravano proprio a favore della mia cucina. Però, la mattina seguente alla registrazione della finale, sono sceso dalla camera ed erano lì ad aspettarmi tutti per complimentarsi. Pure la più acerrima delle mie detrattrici disse quel giorno che il vincitore di Masterchef sarei stato io. E questa era opinione comune tra i concorrenti. Anche questo mi ha aiutato ad aver più ottimismo su come sarebbe poi andata la finale.

È stata una vittoria che un po’ si sentiva, dunque. Ma come l’avrà festeggiata?

Ieri sera abbiamo festeggiato la vittoria con un panino dal paninaro circondati da varia umanità. La mia idea di cucina non è salutista, è straordinariamente intensa nei sapori, bella nei colori. Questo tipo di cucina ha un addendum importante che è la salubrità. Salubrità che non dimentica mai l’importanza della leggerezza. La cucina è idea che diventa emozione. Ma questo non significa che non apprezzi la pasta al pomodoro o all’occorrenza, lo street food del paninaro, come dicevo.

Inevitabile la domanda su come il nostro abbia reagito alle polemiche scatenate dal secondo classificato, Almo Bibolotti che, all’indomani della finale, ha parlato di scorrettezze nell’organizzazione di quella puntata. Perché l’aspirante chef barese si è visto chiamato a proporre per primo i piatti preparati durante la prova dei menù? Questo, a suo dire, l’avrebbe svantaggiato. Vediamo cosa ne pensa Federico:

Questa polemica mi fa ridere perché non è fedele alla realtà dei fatti. Però una cosa la voglio dire: quella prova che abbiamo fatto era una prova in cui si mimava ciò che normalmente succede in un ristorante. Quando arriva un ordine, il cameriere va nelle cucine e prende la portata richiesta. C’è già una linea pronta, naturalmente. Trenta secondi prima di cominciare a impiattare, sono arrivati i camerieri e ci hanno detto: “Ok, il primo che è pronto può far uscire la sua portata. Chi se la sente?”. Io mi sono guardato un po’ intorno e Almo ha alzato la mano dicendo “Io!”. Da quel momento non è che ho continuato a cuocere roba perché c’erano le linee pronte. C’era solo da impiattare e uscire! Inoltre, dal mio punto di vista è stato uno svantaggio uscire per secondo, perché il mio brodino, com’è stato notato anche dai giudici, risultava un po’ freddo. Se fossi uscito per primo, non sarebbe successo!

Almo, però, sembrava aver ricevuto molti più consensi sui social…

Molte persone in Italia possono essere felici della mia vittoria: ho avuto anche io molto riscontro sui social. Sento di aver vinto per tutte quelle persone che credono che questo Paese abbia barattato la competenza con la piacioneria, la professionalità con la simpatia. La mia vittoria ha smentito questo triste luogo comune. Non sono così antipatico come sembra, ma la cucina è una cosa seria o almeno io l’ho presa seriamente.

Archiviate le polemiche, è il momento di tornare su temi più distesi. Qual è, secondo lui, il motivo del successo dei programmi di cucina in tv?

La cucina è come il calcio: come, quando ci sono le partite, spuntano 55milioni di allenatori, così nel corso di MasterChef, 55 milioni di grandi chef hanno da dire la loro. Quando vedo criticare Cracco sulla sua pagina Facebook dai suoi stessi fan, la prendo come una riconferma di un semplice fatto: la gente dice tutto e il contrario di tutto. Ma è proprio questa identificazione, anche dietro ai fornelli, la ragione del successo del programma. Certo, in questa stessa identificazione credo che manchi della verticalità e della competenza, ma meglio che ci siano programmi di cucina che di molto altro!

Quando ha iniziato a sentire questo amore per la cucina?

Io avrei sempre voluto il dono della musica, purtroppo non ce l’ho avuto. Invece forse ho avuto il dono della cucina. L’ho scoperto un giorno, quando un mio amico aveva preso uno dei primi last minute: un viaggio low cost in barca a vela. Erano tutti espertissimi, io non conoscevo manco il mare. Allora mi hanno messo come cambusiere e sottocoperta ho cominciato a cucinare. Da lì non ho più smesso. Avevo 20 anni.

Dove pensa che la vittoria a MasterChef potrebbe portarlo in futuro? Magari in tv?

Ho la fortuna di occuparmi di cibo nella mia professione, quindi non devo cambiare lavoro. Certo, spiegare il cibo è per me uno dei più grandi piaceri della vita, quindi non disdegnerei l’idea di poterlo fare in tv. A me piace solo fare le cose a un certo livello, quindi il percorso per diventare chef sarebbe lunghissimo per me. Questa figura professionale, però, oggi è uscita dalle cucine perché lo chef ora è soprattutto l’idea. Quindi posso collaborare con qualche chef e proporgli le mie. Io spero che la mia idea di cucina, esposta anche in maniera provocatoria (tipo il coniglio crudo all’inizio), abbia fatto passare un concetto. Se qualche chef vorrà accoglierlo, ne sarò felice. Quando mangio a casa da solo mi accontento di un buon ingrediente: una patata bollita, un pesce crudo bollito, delle fave. Quando la cultura trasforma questi ingredienti, diventano dei piatti. La cucina, anche quella delle nonna, è un’opera d’arte.

E se dovesse paragonare la propria cucina a quella di Cracco o Barbieri?

Innanzitutto non si paragonano le Ferrari alle 500, ma Barbieri ha un grande palato e predilige certi sapori orientali, come me. Per alcuni aspetti, però, la sua cucina è dello scorso decennio. Quella di Cracco, invece, è arrivabile, per come la vedo io.

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MasterChef è un talent culinario nato nel 1990 sulla BBC, ma esploso su scala mondiale dopo il restyling del 2005.

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