Nella brutta fattoria (ia, ia, oh)

Mai nome fu così poco azzeccato come Uno, due, tre…stalla. Perché non un I contadini di Maria De Filippi o un Amici della Fattoria De Filippi? Se ricorderete, sono stata tra i primi – e unici – a criticare positivamente la versione iniziale della trasmissione. Lo vedevo un programma genuino, simpatico, spensierato, ma da allora

Uno, due, tre... Stalla!

Mai nome fu così poco azzeccato come Uno, due, tre…stalla. Perché non un I contadini di Maria De Filippi o un Amici della Fattoria De Filippi?
Se ricorderete, sono stata tra i primi – e unici – a criticare positivamente la versione iniziale della trasmissione. Lo vedevo un programma genuino, simpatico, spensierato, ma da allora tutto è cambiato. L’entrata in squadra della De Filippi ha stravolto le carte in tavola e il risultato si è visto fin dal primo giorno, con la fantomatica “rivoluzione delle vallette” nella quale forse solo Iaia crede, o almeno finge di crederci più delle altre.

Ecco spuntare le due “fazioni” tipiche delle ultime due edizioni di Amici; ecco i tanto temuti errevuemme in cui si vede ciò che una squadra pensa dell’altra; ecco la grafica per scoprire quale delle due squadre è in vantaggio; ecco le accuse durante la diretta.
Potrei proseguire con questo “gioco delle somiglianze”, ma come avrete già capito queste modifiche alla formula di partenza non solo non mi sono piaciute, ma mi hanno indotto ad abbandonare totalmente la visione del reality dopo l’orrenda puntata di mercoledì sera. Polemiche create ad hoc dopo il tentativo di far cadere gli ingenui contadini nella “truffa” del foglio dimenticato per caso, tentativi di mettere alla gogna una presunta “praticante dell’autoerotismo”, Imma (forse volevano salvarla dalla cecità?), frasi estrapolate dal contesto per far apparire come mostro un contadino la cui unica pecca, se si può chiamare così, è l’ignoranza.

Non biasimo Artemio, fuggito con la scusa di “problemi di famiglia” da quello che non era di certo il gioco per il quale si era presentato al provino. Non ci sono più vallette alle quali insegnare l’arte contadina, ma c’è solamente una “guerra” (unilaterale) alla quale resistere.
Cosa rimane della Stalla iniziale? Bastiano a parte (il più “serio” dei contadini ancora in gioco), restano 4 burattini che non perdono occasione per rendersi ridicoli, qualche ragazza assolutamente inutile e alcune finte Giovanna D’Arco che recitano in malo modo un copione.