Focus Ascolti – Bilancio stagione 2011-2012: Soliti ignoti (Rai 1)

Dopo aver visto nel nostro ultimo post il bilancio stagionale sul fronte degli ascolti del tg satirico diretto ed ideato da Antonio Ricci Striscia la notizia, passiamo ora ad analizzare l’access time della concorrenza, che in questa stagione televisiva appena conclusa vedeva in onda su Rai1 in autunno il game show condotto da Fabrizio Frizzi Soliti ignoti. Il programma andato in onda dall’inizio di settembre del 2011 e fino alla metà di febbraio del 2012 ha ottenuto una media di 4.934.000 telespettatori pari al 17,4% di share. La puntata più vista è quella andata in onda il 5 dicembre 2011 che ottenne 6.902.000 telespettatori pari al 22,87% di share.

La puntata meno vista è stata quella andata in onda il 25 dicembre 2012 che fece registrare 3.751.000 telespettatori pari al 17,18% di share. Il dato medio dell’edizione 2010-2011 di Soliti ignoti fu di 5.756.000 telespettatori pari al 21,12% di share. Il profilo del pubblico televisivo che ha seguito quest’anno Soliti ignoti è formato, per quel che riguarda il sesso, dal 35,60% da uomini e per il 64,40% da donne. Per quel che riguarda l’età dei telespettatori abbiamo per l’1,18% il target 4-7 anni, per il 2,41% 8-14 anni, 3,32% 15-24 anni, 5,44% 25-34 anni, 7,67 35-44 anni, 11,01% 45-54 anni, 16,68% 55-64 anni, 52,28% dagli over 65.

Passando alle classi socio economiche vediamo che il pubblico del game condotto da Fabrizio Frizzi è formato per il 9,02% dalla classe AA, per il 13,81% dalla BB, 31,48% MB, 3,55% BA, 12,90% AB e per il 29,23% dalla MA. Per livello d’istruzione abbiamo per il 3,35% da nessuna istruzione, per il 46,85% elementare, 25,44% media inferiore, 20,20% media superiore e per il 4,16% da laurea. Le top share per target sono del 30,4% negli over 65, 29,51% nella classe AB e 30,81% nel livello d'istruzione elementare. Vediamo ora in quali regioni è più visto ed in quali meno visto Soliti ignoti.

La regione che assegna a Soliti ignoti la percentuale di share più alta risulta essere le Marche con il 26,24%, seguita dall’Abruzzo con il 25,46% e la Basilicata con il 24,83% di share. La regione con la percentuale di share più bassa è il Friuli Venezia Giulia con il 10,25%, seguito dal Trentino Alto Adige con il 10,91% e dalla Lombardia con l’11,3% di share.

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