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Reality Show: l’ultima frontiera del successo

Prendo spunto da una notizia apparsa oggi sul Corriere della Sera per segnalare, come se ne sentissimo la mancanza, dell’ultima frontiera dei reality: la sfilata di “bellezza” di ragazze diversamente abili. Dopo aver visto sconosciuti all’interno di una casa, grassoni che dovevano dimagrire, coppie che dovevano risolvere i propri problemi di sesso, una gara tra

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Prendo spunto da una notizia apparsa oggi sul Corriere della Sera per segnalare, come se ne sentissimo la mancanza, dell’ultima frontiera dei reality: la sfilata di “bellezza” di ragazze diversamente abili.
Dopo aver visto sconosciuti all’interno di una casa, grassoni che dovevano dimagrire, coppie che dovevano risolvere i propri problemi di sesso, una gara tra spermatozoi (anche questo, ebbene sì!), il reality si fa “buonista” e nelle parole dei produttori dichiara:

Spesso i disabili sono considerati patetici e sono compatiti da tutti. Miss Ability invece mostra che i disabili, a differenza delle persone senza problemi fisici, sono sempre ottimiste. Essi cercano di superare le loro paure, pensano positivo e desiderano essere trattate come tutte le persone di questo mondo

Il programma nasce in Olanda e si chiama appunto Miss Ability: pare sia stato un tale successo in patria (25% di share) da essere stato già acquistato da Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti che presto lo manderanno in onda, evitando di “farsi scappare” l’ennesima gallina dalle uova d’oro mediatica.
Il regolamento non sembra si discosti molto dai predecessori con l’ingrediente “handicap” in più; ogni partecipante deve avere almeno un difetto visibile, dovrà raccontare la propria storia attraverso delle minifiction create ad arte (come vive il proprio essere diversamente abili e come riesce a superare ogni giorno le difficoltà collegate) e sarà come al solito il pubblico con il televoto a giudicare la migliore oltre che la più bella.

Che cosa c’è di nuovo? La vincitrice della prima edizione è stata una ragazza in carrozzella che è stata premiata nientepopodimeno che dal Primo Ministro olandese.

Vi immaginate se Prodi facesse la stessa cosa in una ipotetica (e speriamo rimanga tale) edizione italiana del format?!

Già vedo la conduttrice che meglio sposerebbe l’idea di tale format, Maria De Filippi, con le storie strappalacrime degne di C’è Posta per Te… L’ennesimo caso umano gettato nel pentolone televisivo e osannato dal pubblico dei reality…

Per la serie…Disgustorama (Luttazzi dixit)

(Fonte Il Corriere della Sera)