A Tv Talk la “campagna acquisti” di Amici e il giornalismo “embedded”

Elogi per il programma da parte di Luca Dondoni. Sebastiano Pucciarelli gli fa notare che lui fa parte del meccanismo.

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Si parla anche di Amici a Tv Talk – puntata ricchissima di contenuti, oggi -, evocato da Sabina Guzzanti e stasera in onda con la seconda puntata del serale.

Erika Brenna introduce il filmato “dissociandosi” dalla Guzzanti e dalla sua imitazione: «Non credo sia una minaccia per l’umanità» (non inquadrato, Sebastiano Pucciarelli dice: «Solo per l’Italia, non per l’umanità intera»).

La sintesi di Cinzia Bancone viene poi commentata da Luca Dondoni (La Stampa) che è anche parte della giuria tecnica del programma e esordisce, ridendo:

«Fermo restando che vorrei arrivare alla nona puntata, quindi evidentemente posso dire… scherzo…, posso dire fino a un certo punto».

Poi rilancia tutte le positività che aveva già rilevato su La Stampa, aggiungendo che è un gran colpo Sharon Stone in giuria. Secondo Dondoni, Amici tratta gli ospiti come venivano trattati un tempo dalla tv italiana, Belen Rodriguez è un valore aggiunto per il corpo di ballo e sa stare alla battuta.

La Motta sottolinea la positività degli ascolti, anche rispetto alla precedente edizione e fa notare, curve alla mano, che il pubblico di Che tempo che fa, finito Fabio Fazio, va a “recuperarsi” la Littizzetto su Canale5.

Pucciarelli, molto lucido, si rivolge a Dondoni:

«Io ho un problema solo, che è lo stesso problema che ho con Dondoni a parlare di Amici. Nel senso: questa è campagna acquisti. Prima puntata di Amici: prendi tutto quello che puoi prendere, ti compri addirittura il nemico, tra virgolette, perché la Littizzetto aveva parlato male di Amici. Non so anche tu, Luca, cioè, io ho un problema a parlare con una certa distanza critica se sono dentro al meccanismo. Tu sei come i giornalisti di guerra embedded. Sei dentro la struttura, quale distanza critica puoi avere per parlare di Amici? Non ti poni questo problema?»

Dondoni risponde, cercando di tener botta.

Parla delle missive che gli rimproverano la stessa cosa, poi dice di seguire il blog su La Stampa con cui ha raccontato la scorsa edizione di Amici,

«ma io sono critico rispetto al programma e scrivo ciò che di sbagliato o di giusto trovo ci sia nel programma, quindi la mia opera la faccio. Non sono, però, attenzione, il critico televisivo de La Stampa, che è la signora Alessandra Comazzi. Quindi non sono tenuto a fare la critica precisa del programma. Io sono un giornalista che si occupa di televisione e di musica. Lì, in quel caso, sono chiamato in quanto esperto e critica musicale».

Pucciarelli non ci sta:

«Solo che sembri più un fan che un giornalista, perché se scrivi “Marcolino Carta”, se scrivi che l’unica critica è che sei sconcertato dalla tuta del serale di quest’anno va bene tutto».

Il dialogo prosegue così:

»Ti ringrazio anche per questo. Marcolino è il modo con cui viene chiamato Marco Carta dai suoi fan, quindi ho usato questo nome».
«Appunto. I suoi fan, non i giornalisti, non è un problema?»
«No, l’ho usato così come uso Sandrina che il modo con cui i suoi fan chiamano Alessandra Amoroso. Ci sono dei nickname che conoscono quelli che si occupano di musica».

Bernardini chiude la querelle: «Ti auguriamo ogni criticità possibile».

Dondoni precisa ulteriormente: «Io sono lì per fare il critico di musica».

La questione è, comunque, sicuramente interessante, e bene fa Tv Talk a sollevarla: la tv tende sempre a parlar bene di se stessa, i giornalisti di spettacolo diventano sempre più spesso parte del meccanismo e il confine fra addetti ai lavori e critici si assottiglia sempre di più.

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