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Piersilvio Berlusconi: tagli a Mediaset per star e programmi tv. Ma l’azienda va preservata

Berlusconi jr. fa il punto della situazione sullo stato di salute delle reti Mediaset. La situazione economica non è rosea


Piersilvio Berlusconi non concede spesso interviste. Ne ha rilasciata una a Marco Molendini, uscita questa mattina su Il Messaggero, nella quale ha fatto una sorta di “punto della situazione”, un bilancio sullo stato di salute delle reti Mediaset e su ciò che si attende l’azienda per il futuro. Parla soprattutto dei tagli, alcuni dei quali ci sono già stati e altri ci saranno nell’immediato futuro:

Prima dell’estate abbiamo lanciato una manovra che porterà in tre anni a un risparmio di 250 milioni all’anno, senza toccare il prodotto […] Stiamo agendo su tutte le voci e stiamo dosando la programmazione: continuiamo a produrre spettacoli e fiction con grandi risultati, ma le prime serate con film o con l’esperimento di Centovetrine sono scelte di ulteriore risparmio

I tagli non riguarderanno solamente i programmi, ma anche i vari volti del Biscione. Quando sarà tempo di rinnovi, dice Berlusconi jr., i contratti verranno “adeguati” alla situazione economica:

E’ il momento per dimostrare amore verso Mediaset, un’azienda che negli anni ha dato tanto agli artisti. Comprendere la situazione è anche un modo per difendere il loro lavoro futuro


Piersilvio difende la sua azienda e trova che ci siano state manovre politiche che l’hanno danneggiata, visto che è l’unica che vive esclusivamente di pubblicità (la Rai può contare sul canone e Sky sugli abbonamenti) e avrebbe bisogno di essere preservata. E difende anche la qualità del prodotto:

Noi facciamo una tv di livello altissimo. In più, in un anno di crisi come questo, abbiamo creato un sistema all news, costruito un evento come Panariello non esiste e lanciato due nuovi preserali, tutti premiati dal pubblico: in questo momento investire sul prodotto è un atto di coraggio. Non penso ci sia altra tv commerciale in Europa che offra gratuitamente programmi di questo livello. E viene da sorridere quando si sente dire che non c’è concorrenza. Nel 2000 avevamo sette reti principali. Oggi col digitale terrestre ci sono 52 canali gratuiti, più 27 a pagamento e sul satellite altri 200

Infine, ammette la crisi di uno dei prodotti di punta di questi ultimi anni, il Grande Fratello. Sono vari i motivi del crollo degli ascolti, dice, a partire da una scelta sbagliata del cast. Ma conferma l’importanza del genere reality nella tv generalista.