Robinson – Costamagna e Carfagna duellano che è un piacere. E Baudo gioca all’antiberlusconismo

Il nuovo programma di approfondimento di RaiTre convince al debutto.


Finalmente un programma in cui la padrona di casa ha un’antipatia contagiosa. Da questa sera ne abbiamo la conferma: se In onda su La7 è mediaticamente morto, la Costamagna è viva e lotta su RaiTre. Il suo Robinson, a partire dalla fotografia e dalla scenografia, sembra un po’ l’Isola dei talk di approfondimento, con un taglio narrativo molto “apritemi il collegamento”.

In questa prima puntata, assolutamente convincente sul piano delle intenzioni e delle motivazioni programmatiche, l’ex antagonista di Telese ha confermato la sua vis dialettica. Non si è tirata indietro, anche stavolta, dal fare il pelo e il contropelo ai fatti di attualità e costume, affrontandoli con il suo solito piglio militante e sardonico.

La puntata di questa sera si è aperta con un blocco sul precariato giovanile, con testimonianze apparentemente “prevedibili” ma non per questo meno forti. A fare da collante tra un servizio e il commento in studio qualche inserto satirico impillolato, Sora Cesira compresa: questo potevano risparmiarselo visto che ormai lo fanno tutti. Ben più apprezzabile il collegamento con Flavio Soriga e le suore Paoline, opinioniste sui generis che non le mandano a dire a nessuno, Celentano in primis.

A Robinson, a fare la vera differenza, è la carismatica credibilità di Luisella, che pure si è trovata invischiata in un vero e proprio duello in diretta. A metterla in difficoltà la rivale che non ti aspetti, Mara Carfagna, riuscita con fine maestria retorica a demolire tutti i capi di accusa della conduttrice.

Robinson – prima puntata con Mara Carfagna e Pippo Baudo
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Robinson - prima puntata con Mara Carfagna e Pippo Baudo

Se la Costamagna la incalzava sulle facili malelingue sulla sua dirompente carriera politica, l’ex ministro delle Pari Opportunità le rispondeva a tono, ricordandole che anche lei ha avuto un mentore influente come Michele Santoro. A questo punto Luisella ci ha tenuto a sottolineare che tra carriera politica e televisiva c’è una bella differenza, oltre al fatto che lei era già una giornalista. Altra risposta pronta della Carfagna: “Anch’io ero già laureata in Giurisprudenza”.

L’ex valletta di Magalli era talmente pronta a sferrare gli attacchi della rivale – prevedendo la guerra tra primedonne nell’aria – da giocarsi un’altra carta a suo favore: il finto elogio dell’avversaria. Forse allenata da un bravo spin doctor, la Carfagna è arrivata a rigirare a Luisella alcune sue vecchie dichiarazioni, risalenti ai tempi della lite con Telese che la faceva sentire una donna oggetto. In questo modo, l’ospite ha dimostrato alla conduttrice di avere un percorso comune al suo in fatto di pregiudizi, con la differenza che “io sono convinta che lei sia arrivata dov’è grazie al merito”.

Infine, quando la Costamagna ha provato a estorcere alla Carfagna i difetti che attribuirebbe a Berlusconi, è rimasta ulteriormente a bocca asciutta:

“Dovrebbe far parte di una trasmissione di gossip. Sono venuta qui pensando si parlasse di approfondimento politico. Fa torto al suo spessore, alla sua intelligenza”.

Ciò non toglie che Luisella abbia fatto il suo lavoro di giornalista, garantendo un ritmo di scaletta avvincente e variegato e passando con disinvoltura dalle cronache politiche a quelle televisive.

Alla Carfagna, infatti, è seguito Pippo Baudo, che ormai ha iniziato il tour degli studi tv. Nel suo caso, la visita a RaiTre anticipa il ritorno nella stessa rete che già gli diede nuova vita, con Giorno dopo giorno e Novecento.

Al suo ingresso il conduttore rimprovera il pubblico per non aver applaudito la Carfagna, bellissima e bravissima. Ma è ironico, visto che più tardi ricorderà che “lei ad Arcore non c’è stata, lui sì”. Per poi aggiungere:

“Berlusconi per le donne ha fatto pure troppo”.

Il presentatore è un fiume in piena, su Berlusconi “che gli dava il jet privato” e sul palazzo che Baudo ha dato a Berlusconi, come penale per lasciare Mediaset, “quello dove ora va in onda il Tg5, Mimun lo chiama ancora palazzo Baudo”. Ma la Rai resta pur sempre casa sua “anche se è diventata una succursale di Mediaset”. Il suo motto?

“Dare spazio ai giovani non significa ammazzare i vecchi”.

La Costamagna ha provato invano a placarlo, visti anche i titoli di coda in agguato. E’ stato un debutto difficile, ma lei ce l’ha messa davvero tutta.

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