La Feccia Vera

la freccia nera scamarcio stella



Per un amante della fiction in costume come il sottoscritto, assistere a un tale scempio dell'opera omonima di Robert Louis Stevenson è davvero frustrante.
Purtroppo, quando ci si avventura nel tv romance, ci sono due rischi: che sia un grande capolavoro o che si rasenti la farsa (e qui penso a La Signora delle Camelie, per dirne una).
Trovo che, in questo caso, la versione moderna de La Freccia Nera abbia disonorato in toto le aspettative iniziali di emulare il modello Goggi-Reggiani.
Caotica e affannosa, si fa difficilmente seguire, rinunciando a una narrazione lineare e procedendo per voli pindarici piuttosto dispersivi.
L'interpretazione dei due attori principali, Riccardo Scamarcio e Martina Stella, è totalmente priva di credibilità, visto che di lui parlano soltanto gli occhi ma per il resto risulta pressochè inadeguato, mentre lei ha una vocina irritabile, per di più maldestramente doppiata a posteriori con effetti alquanto stridenti.
Troppo patinati e furbastramente assortiti, i due giovani interpreti della saga, per farci appassionare alle storie dei loro personaggi, per nulla a proprio agio in abiti da scena l'idolo di Tre Metri sopra il Cielo, che, smessi i panni del James Dean de'noantri, appare dannatamente impacciato.
Se a questo aggiungete la musica di vaga ispirazione rivombrosiana e l'elemento di falsa continuità di Jane Alexander dalla valenza televisivamente ammiccante, La Freccia Nera può essere definita a buon diritto un prodotto duplicemente trash.
Trattasi, infatti, di emulazione fallita di ben due modelli alti (volendo qui alludere e al feuiletton Elisa cronologicamente successivo e allo storico sceneggiato Rai a sua volta ispiratosi all'imprescindibile libro).
Il risultato finale: un ibrido che sa di feccia vera.

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