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Lele Mora – Tentato suicidio o gesto dimostrativo?

L’ex agente dei vip e il tentativo estremo di togliersi la vita, oppure di attirare su di sé un briciolo di attenzione mediatica.

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Lele Mora avrebbe tentato il suicidio in carcere: il tentativo sarebbe stato sventato da parte della polizia penitenziaria. Ma, considerate le modalità con cui l’ha fatto (cerotti su naso e bocca), si tratta, più che altro, di un gesto dimostrativo compiuto, probabilmente, per attirare l’attenzione su di sé e sulla propria condizione.

L’ex agente dei vip è recluso dal 20 giugno ad Opera: ha perso 30 chili ed è sulla sedia a rotelle; stando a quanto si apprende, le sue condizioni sono in lieve miglioramento. Ma soprattutto, il prossimo 4 gennaio il tribunale del riesame di Milano si deve esprimere a proposito dell’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Mora.

E’, come racconta il Tg3 online, Eugenio Sarno, segretario generale Uil Pa Penitenziari, a raccontare la vicenda e a spiegare che questo è uno dei circa mille tentati suicidi verificatisi in quest’anno nelle carceri italiane (per 395 è legittimo parlare di vite salvate in extremis. Non è questo il caso).

Sarno ha ricordato

«che dal 1 gennaio di quest’anno ad oggi sono 66 i detenuti suicidatisi in cella, circa 400 gli agenti penitenziari che hanno riportato ferite giudicate guaribili in oltre cinque giorni per aggressioni subite da parte dei detenuti, oltre 5000 gli atti di autolesionismo grave, oltre 45 le maxi risse scoppiate in vari istituti penitenziari. Numeri che da soli concretano la prepotente urgenza di fornire risposte e soluzioni cui più volte ha fatto cenno il Presidente Napolitano».