I Cesaroni: è conflitto di interesse

Impossibile nascondervi un conflitto di interesse personale ma che, probabilmente, accomuna molti di noi tv-maniacs. Mentre stasera sarò impegnato con la web-cronaca de La pupa e il secchione (non mancate!), dovrò sacrificare la visione di una fiction in cui credo molto e che vi consiglio di registrare come farò io: I Cesaroni. Ebbene sì, Mediaset

i cesaroni mediasetImpossibile nascondervi un conflitto di interesse personale ma che, probabilmente, accomuna molti di noi tv-maniacs. Mentre stasera sarò impegnato con la web-cronaca de La pupa e il secchione (non mancate!), dovrò sacrificare la visione di una fiction in cui credo molto e che vi consiglio di registrare come farò io: I Cesaroni. Ebbene sì, Mediaset stasera si fa la concorrenza da sola, controprogrammando due prodotti inediti dal target molto simile.
So che nell’Italia televisiva un po’ snob, per cui la regina delle fiction è indiscutibilmente Distretto di polizia, le serie per famiglie vengono accolte con un pizzico di scetticismo e additate sempre e comunque di buonismo democristiano.
Però credo che il prodotto in questione meriti una chance, partendo dal presupposto che la televisione non è solo claustrofobia, drama e serial all’americana, ma anche intrattenimento più leggero.
Innanzitutto, promette bene il cast, capitanato da un’accoppiata vincente di due professionisti come Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci.
Poi, la versione italiana si ispira a Los Serrano, una serie televisiva spagnola di straordinario successo (il che ricorda un po’ il destino di importazione di Un Medico in famiglia, a sua volta trasmesso su Telecinco).
I Cesaroni nostrani puntano sui toni della commedia brillante, raccontando le vicende di una famiglia allargata. Lui, vedovo con tre figli. Lei, divorziata, ne ha altri due. Così, la convivenza è un po’ turbolenta e finisce per portare sulla scena intere generazioni a confronto.
Nutrito, infatti, il cast di giovani attori emergenti, che accomuna tutte le età e si propone di conquistare un pubblico giovanile oltre che familiare.
Mentre Claudio Amendola, con il suo inconfondibile umorismo, ha pensato bene di rivelare in conferenza stampa i suoi originalissimi metodi educativi (ma prendiamolo come un aneddoto paterno, senza troppi moralismi), vi lascio con un curioso dilemma a poche ore dalla visione.
Non trovate che la trama, per quanto ispirata a una sceneggiatura straniera, sia identica a una fiction italiana di qualche anno fa, Papà prende moglie, con Nancy Brilli e Marco Columbro (lui vedovo, lei divorziata, entrambi con prole a carico tra cui una giovanissima Myriam Catania)?