Quelli che il calcio e il tocco di classe della Cabello. Che rieduca al buon gusto domenicale

complimenti per la trasmission
cabello quelli calcio

Si è conclusa la prima puntata di Quelli che il calcio versione Cabello, che almeno su TvBlog è stata un grande successo di pubblico. Non sarà un dato attendibile per l'Auditel di domani, ma denota grande curiosità: voi lettori vi siete letteralmente divisi con spunti di discussione molto interessanti, su quella che è stata una vera e propria rivoluzione del contenitore domenicale di RaiDue. I fan della prima ora di Simona Ventura ne rimpiangono lo stile dinamico e leggero, ma in molti riconoscono a Vicky di aver retto tre ore di diretta da sola, plasmando la domenica pomeriggio con il suo fare minimalista, ma dritto all'obiettivo.

Per quanto mi riguarda, Quelli che il calcio versione Cabello è come vedere un tubino nero indosso a Snooki di Jersey Shore. Super Simo, lasciando la Rai, aveva annunciato di voler brillare per la sua assenza. In effetti, si sente la mancanza del pecoreccio a base di schedine e tartarugoni, di tre ore di improvvisato cazzeggio per coprire una diretta e della lunga lista di aspiranti opinionisti-lacchè dell'Isola dei Famosi, in panchina per fare a gara di promozione in prime time.

Quelli che il calcio è tornato ad essere un programma con una sua identità tematica distinta dai reality della rete, forse sin troppo elaborata in questa prima puntata di presentazione. Sicuramente la neo-conduttrice dovrà ambientarsi meglio (anche se l'impaccio da diretta è durato solo la prima mezz'ora) e, soprattutto, far convivere con più buonsenso la sua concezione di spettacolo e le urgenze del calcio in tempo reale. Per ora sembra fregarsene dei gol, per cui Caputi è diventato responsabile indiscusso, ma quando si tratta di affrontare l'argomento con preavviso è preparata.

Federica Pellegrini ospite a Quelli che il calcio 2011
Federica Pellegrini ospite a Quelli che il calcio 2011
Federica Pellegrini ospite a Quelli che il calcio 2011
Federica Pellegrini ospite a Quelli che il calcio 2011
Federica Pellegrini ospite a Quelli che il calcio 2011

Non a caso, la prima puntata ci ha regalato un momento di grande calcio in tv, con il vertice degli allenatori/ex-calciatori: Tavola e Prandelli in studio e Trapattoni in collegamento. Con quel mix di alto e basso che la Cabello ha già magistralmente sperimentato in Victor Victoria, la conduttrice si è poi messa a fare i piegamenti in diretta, sperando di avvalersi dei consigli dei coach per perdere la cellulite.

Tanti, i momenti di intrattenimento divertente e intelligente che ci ha regalato questa prima puntata, ma di vera qualità si è rivelato l'incontro musicale di Bollani e Cremonini, due mondi a confronto che la conduttrice ha saputo unire con fine maestria satirica.

Se in molti casi Vicky può sembrare impopolarmente radical-chic, è la sua schiettezza senza filtri a conquistare, per giunta in un tv piena di ipocrisie nel genere dei contenitori. Vestita casualmente in jeans e pettinata come la figlia della serva, spicca sulla generalista con la forza dei suoi interventi autoironici, quando si dipinge come sfigata e anonima agli occhi degli grande pubblico.

Poi ha il supporto geniale delle clip, che il suo gruppo autorale ha sempre saputo confezionare con originalità (ma a vecchie idee consolidate se ne uniscono di nuove, per non adagiarsi sugli allori). Ora capiamo perché Lorenzo Campagnari ha abbandonato Domenica Cinque della Panicucci, a cui era arrivato dopo la fine di Victor Victoria, per tornare dalla sua Cabello: con lei un autore si diverte molto di più a creare senza alcun tipo di condizionamento, né censura.

Su RaiDue si è fatta satira su Ruby, sui cloni della tv italiana, su SkyTg24 che spesso fa aggiornamenti forzati quando non c'è nulla da dire. A deludere su tutti, però, è stato proprio il ruolo privilegiato del Trio Medusa. I tre, bravissimi quando si tratta di recitare la parte delle Iene, si sono rivelati deboli a braccio, facendo persino rimpiangere le spontanee frecciatine di Alessandro Cattelan. Quest'ultimo, con il suo fare british, sarebbe stato una perfetta spalla della Cabello in studio.

E così lei si è ritrovata sola, a rieducare il gusto tv domenicale con guizzi creativi di indiscussa eleganza. Peccato solo che Quelli che il calcio si mostri chic nella sostanza, ma naif nella forma. Una scenografia cimiteriale, dal pallone infossato al centro studio alle postazioni-lapidi, come fanno notare i nostri lettori, esaspera la difficoltà stilistica del tutto.

Già alcuni momenti sono di difficile lettura, se a ciò si aggiungono luci basse e grafica smunta non è il massimo dell'appeal, a dispetto del regista Beldì che si dice fiero dell'effetto vintage (sta approfittando della sobrietà di Vicky per rivivere gli esordi con Fazio?). Su questo bisognerebbe lavorarci un po', ricordandosi che si è alla domenica pomeriggio.

La Cabello è, infatti, ancora molto ancorata alla sperimentazione della seconda serata, ma senza cullarsene si è dimostrata un'ottima intervistatrice con tutti gli ospiti. Ora che ha maggior spazio a sua disposizione, tra una battuta e l'altra, fa domande di senso compiuto, che aggiungono qualcosa in più sull'ospite di turno a dispetto del valzer delle frasi fatte, delle urla e dei riempitivi trash.

Insomma, con il suo tocco di classe Quelli che il calcio sa di poter respingere, ma in fondo cos'aveva da perdere? Con gli ascolti toccati nell'ultima era Ventura, che non aveva più nulla da dire salvo che sistemare lei e il suo cast, bisognava ripartire da zero. La Cabello lo sta facendo, con una curiosità febbrile verso il mondo dello spettacolo a 360° e una critica televisiva che non faceva ridere dai tempi della Gialappa's. Diamole fiducia: è riuscita a intrattenerci per tre ore senza reality, cronaca e gossip.

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