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Vieni via con me – Aspettando la seconda

E allora, domani sera ci sarà la seconda puntata di Vieni via con me, preceduta dalla consueta bagarre di voci, controvoci, scontri e incontri. E quindi, preceduta, ancora una volta, da grandi aspettative. Anche se, ecco, se devo essere sincero, la mia speranza di vedere quel che speravo, fin da giugno, comincia a scemare.Avevo azzardato

pubblicato 14 Novembre 2010 aggiornato 5 Settembre 2020 11:09


E allora, domani sera ci sarà la seconda puntata di Vieni via con me, preceduta dalla consueta bagarre di voci, controvoci, scontri e incontri. E quindi, preceduta, ancora una volta, da grandi aspettative. Anche se, ecco, se devo essere sincero, la mia speranza di vedere quel che speravo, fin da giugno, comincia a scemare.

Avevo azzardato una disamina critica della prima puntata, qui, il 9 novembre, giorno dopo la messa in onda. Poi sono scesi in campo altri, ben più importanti del sottoscritto, a tentare di sostenere che se prometti tanto poi devi dare tantissimo.
Aldo Grasso il 10 sul Corriere. Marco Travaglio sul Fatto l’11. Andrea Scanzi su Micromega il 12 (preoccupatissimo di citar Grasso e Travaglio per aver supporto e mostrare di non essere l’unico a pensarla in un certo modo).

Tutti, alla fine, a dir la stessa cosa: ci si aspettava di più. E ora che ci si aspetta di più, dopo che, nel corso della prima puntata, Saviano ci ha ricordato che non si può raccontare la realtà in maniera qualunquista, che non sono tutti uguali, tutti un po’ buoni, tutti un po’ cattivi, come si farà, a soddisfare le aspettative?
Parliamoci chiaro: la surrealtà politico-televisiva, in questo momento, fa si che molti italiani identifichino Fini e Bersani come alleati contro il nemico Berlusconi. Ma Fini e Bersani, teoricamente e politicamente, dovrebbero essere agli antipodi. Invece ce li troviamo lì, a far parte di un meccanismo contrapposto al qualunquismo ma ugualmente pericoloso: il manicheismo. Buoni contro cattivi. Antiberlusconiani contro berlusconiani. Rai contro Mediaset (tanto produce Endemol). Tifo. E tutti a dirsi quanto si è bravi.

Personalmente, aspetto ancora.



Aspetto che Fazio e Saviano intrattengano leggermente parlando di ciò che avevano promesso: dell’Aquila, della Campania, della ‘ndrangheta, dell’eutanasia, di temi importanti che vadano oltre manicheismo e qualunquismo.

E, avendone scritto in tempi non sospetti, mi rimetto volentieri in coda, dietro a nomi molto più importanti, per condividere un pensiero fondamentale: ci si esalta per Vieni via con me, tentativo di far qualcosa in più, perché da 15 anni a questa parte ci si è assuefatti a un panorama televisivo desolante.
Sarà impopolare, ma bisogna dirlo.

E bisogna rivendicare – per citare un caro amico, che tempo fa scriveva anche da queste parti – il diritto di critica in senso kantiano.

E il bello è che, fortunatamente, su TvBlog abbiamo pluralità di voci e abbiamo idee diverse l’uno dall’altro.
Che arricchiscono sempre, nel confronto.

Roberto Saviano