Tutti contro la Par Condicio che blocca l’informazione

Un coro unanime, tutti contro il nuovo regolamento di applicazione della par condicio che prevede la sospensione e il vero e proprio esproprio degli spazi d’approfondimento della Rai in vista delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo. Annozero, Porta a Porta e Ballarò accantonati per un mese intero, al loro posto un’abbuffata di Tribune

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Un coro unanime, tutti contro il nuovo regolamento di applicazione della par condicio che prevede la sospensione e il vero e proprio esproprio degli spazi d’approfondimento della Rai in vista delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo. Annozero, Porta a Porta e Ballarò accantonati per un mese intero, al loro posto un’abbuffata di Tribune Elettorali. Questa la proposta del Radicale Marco Beltranti, accettata e condivisa con entusiasmo dal centrodestra fra le proteste del PD.

Anche Silvio Berlusconi, che sulla questione parla di “dovuto rispetto di fronte ad una decisione del Parlamento” e bolla come “trasmissioni-pollaio” Annozero e Ballarò, critica la legge sulla par condicio e sostiene la necessità di abolirla “reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti“. Intanto si schierano i tre conduttori della trasmissioni costrette alla sospensione.

Santoro definisce “un abuso di potere privo di alcun fondamento legale” il regolamento, Floris affonda sottolineando la non competenza del Parlamento sulla questione: “i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d’altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri“. Bruno Vespa si lancia in un distinguo fra la sua trasmissione “sempre rispettosa della par condicio” e le altre “a cui è stato concesso il diritto di scorreria”, ma “pur con questa premessa trovo molto grave l’azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione“.

I tre consiglieri d’amministrazione Rai, Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten si sono rivolti al presidente della Vigilanza Rai Sergio Zavoli.

Il regolamento deve garantire l’autonomia del servizio pubblico anche in occasione di importanti consultazioni elettorali. Questo sopprime per la prima volta tutte le trasmissioni di approfondimento e introduce regole di difficile applicazione anche nei notiziari violando due diritti fondamentali: il diritto dei giornalisti a informare e il diritto dei cittadini a essere informati. Saranno inevitabili variazioni di palinsesto che determineranno pesanti conseguenze sull’intera programmazione e quindi sul fronte dei ricavi pubblicitari.

Proprio su questo tema, quello dell’impatto sui palinsesti privati di programmi che rendono dal punto di vista degli ascolti in favore delle Tribune Elettorali, il Consiglio d’Amministrazione della Rai sarà impegnato in un approfondimento nella giornata di giovedì.

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