La caduta di Verissimo

C’era una volta un contenitore di cronaca e spettacolo dal nome “Verissimo”. La conduttrice, Cristina Parodi, non era particolarmente briosa e frizzante, ma era e preparata e sapeva intrattenere i suoi spettatori con servizi interessanti. Dopo molti anni di successi e cambi minimi al programma, la presentatrice volle tornare al suo primo amore, il telegiornale,

C’era una volta un contenitore di cronaca e spettacolo dal nome “Verissimo”. La conduttrice, Cristina Parodi, non era particolarmente briosa e frizzante, ma era e preparata e sapeva intrattenere i suoi spettatori con servizi interessanti.
Dopo molti anni di successi e cambi minimi al programma, la presentatrice volle tornare al suo primo amore, il telegiornale, abbandonando al suo destino la trasmissione.

Ci fu per il programma un periodo di transizione con, alla conduzione, due simpatici giornalisti che avrebbero forse potuto avere miglior fortuna se non fossero stati oscurati da servizi infiniti sulla love story “Albano-Lecciso”.
I due sfortunati ebbero infatti vita breve e vennero presto sostituiti da una conduttrice più “alla moda”, Paola Perego.

Verissimo prese così una piega diversa: con un folto pubblico, tanti opinionisti poco preparati e poco credibili – reduci da più o meno recenti reality – e filmati esclusivamente sul Grande Fratello e su La Fattoria al posto di notizie di cronaca, l’unica trasmissione pomeridiana con uno po’ di spessore lasciò il posto all’ennesimo programma di “tv spazzatura”.

Ci auguriamo che questo sia soltanto un altro periodo di transizione e che Verissimo torni presto ad essere quello che per molti anni è stato: l’alternativa “intelligente” a La Vita in Diretta di Cucuzza.