Made in Sud, Stefano De Martino a Blogo: “È un nuovo debutto: per me i limiti sono una sfida”

Stefano De Martino confermato alla conduzione di Made in Sud: ma in una tv post-Quarantena, più che un ritorno è un nuovo inizio.

Made in Sud torna su Rai 2 e conferma Stefano De Martino alla conduzione. Ma definirlo semplicemente un ritorno è sicuramente riduttivo: il programma deve fare i conti con le norme anti-Covid e per un programma che ha cercato di superare la griglia del solo cabaret e trovare la via del varietà si tratta di ridisegnarsi ancora una volta, senza pubblico, senza corpo di ballo e senza punti di riferimento, se non la voglia di regalare un sorriso al pubblico, come ci racconta Stefano De Martino, raggiunto mentre prova al Centro di Produzione Rai di Napoli.

Torni a Made in Sud che l’anno scorso ti ha tenuto definitivamente a battesimo alla conduzione tv. Una seconda edizione consecutiva quindi, ma mi sa che qui di ‘consecutivo’ rispetto allo scorso anno c’è poco: nel frattempo il mondo è cambiato…

… e infatti sarà un’edizione di Made in Sud tutta diversa e per me è un po’ come un nuovo debutto. Cerchiamo di mantenere i classici del programma ma dobbiamo per forza di cose adattarci al momento storico e seguire i protocolli di sicurezza.

Proprio per questo sarete all’Auditorium di Napoli, ma senza pubblico e per un programma comico il feedback è vitale.

Devo dire che ci siamo fatti aiutare dalla scenografia sul palco e anche in platea, facendo in modo di ridurla per non dare la sensazione del vuoto. Ma non sarà deserta: in platea, infatti, ci sarà parte del cast, quello che non è in scena, ovviamente distanziato. Del resto non si può stare tutti nel backstage e cosi chi è fuori scena andrà a godersi lo spettacolo e ad ‘aiutare’ chi è sul palco.

Voi andrete avanti per sei settimane e da oggi aprono i cinema: chissà che a breve non vi sia concesso di accogliere un po’ di ‘vero pubblico’.

Guarda, io ci conto davvero. Spero che sia possibile nelle prossime settimane aprire a qualche piccolo gruppo, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. Il pubblico per noi è parte integrante dello spettacolo.

Paradossalmente senza pubblico e senza corpo di ballo, ma con la stessa pezzatura, si ha più tempo a disposizione e anche sempre le telecamere addosso: cambia proprio la scrittura e la gestione del programma….

L’assenza del corpo di ballo l’abbiamo compensata con la musica: avremo tanti ospiti musicali come Sal Da Vinci, che sarà sempre con noi, ed Enzo Avitabile, una colonna della musica italiana e napoletana che sarà spesso nostro ospite. E poi io, Fatima e Biagio Izzo abbiamo le nostre gag che strizzano l’occhio al varietà, ci prestiamo anche al canto e cerchiamo di condire il più possibile i pezzi comici.

Per compensare le telecamere sempre addosso, invece, avete puntato alla scenografia, che quest’anno porta la firma, inconfondibile, di Alida Cappellini e Giovanni Licheri: porto, vicoli, c’è il cuore di Napoli sul palco dell’Auditorium e la regia può andare alla ricerca dei dettagli al posto di staccare sul pubblico…

Sono contentissimo che ci sia la scenografia di Licheri e Cappellini! Quando l’ho saputo il mio cuore ha sorriso (La voce si illumina). Io sono un cultore di Renzo Arbore, lui è il maestro e io mi considero un suo ‘studente’ (sorride): lo studio perché è riuscito a creare sempre format non solo originali e sempre attuali, ma talmente d’avanguardia da essere diventati lo spunto su cui sono stati costruiti tanti programmi in onda ancora oggi.

Tu intanto come stai? Come ti stai preparando a questo nuovo debutto?

Sinceramente cerco di fare quel che faccio di solito, ovvero lavorare sempre sulla qualità. E devo dire che i limiti dettati dai protocolli di sicurezza sono stati per me lo stimolo per fare cose diverse e farle bene. Non c’è niente di già fatto o di già visto in questa seconda volta: è tutto nuovo. Certo, il momento è davvero delicato e con gli autori stiamo cercando un modo di guardare all’attualità e di sdrammatizzare, là dove possibile, un periodo piuttosto duro per italiani.

Però è anche vero che il pubblico sta cercando un modo per evadere, senza dimenticare, e voi siete il primo programma comico in onda sulla Rai. C’è una certa responsabilità…

Che la gente abbia voglia di pensare ad altro me ne sono reso conto vedendo gli ascolti delle repliche di Stasera tutto è possibile durante la Quarantena: il programma era andato in onda solo quattro mesi prima eppure le repliche sono andate benissimo. C’è proprio bisogno di un po’ di leggerezza, sempre nel rispetto di quello che è successo.

Andando avanti fino a fine luglio, la tua sarà un’estate di lavoro e poi a settembre dovrebbe riprendere la stagione ‘regolare’, facendo tutti i dovuti scongiuri. Cosa c’è in ballo?

C’è in ballo una seconda stagione di Stasera tutto è possibile, ma non sappiamo ancora se partirà in autunno o slitterà a gennaio: tutto dipende dall’andamento dei contagi e della pandemia, e di conseguenza dai protocolli di sicurezza. In quel programma il contatto fisico è fondamentale, è davvero complicato pensare di farlo a distanza. Per cui vedremo.

Insomma, tensione ce n’è, tra secondo debutto e incertezze sul futuro, ma ti sento anche carico…

Sono contento di tornare e devo dire che sono molto fortunato perché lavoro in due programmi che sento molto nelle mie corde, che rispecchiano la mia visione di tv e anche la tv che vorrei fare, ovvero l’intrattenimento leggero, serale dove si può spaziare tra tante cose senza prendersi troppo sul serio. Quello mi piace.

E noi gli facciamo tutti i nostri migliori auguri.

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