Restaurant Swap, lo scambio funziona

Restaurant Swap – Cambio ristorante al via su Nove con Gino D’Acampo che parte da Napoli.

Un’ora volata. E il tempo che vola è uno dei parametri più ‘oggettivi’ della piacevolezza e della scorrevolezza di un programma. Restaurant Swap funziona da subito, grazie a un montaggio veloce ed efficace che fa entrare subito nel cuore del format, ovvero gli sfidanti: più sono agli antipodi, più funziona, ovviamente. La carica che si crea tra gli opposti dà il giusto brio a una sfida che si accende nel seguire la persona sbagliata al posto sbagliato (cfr Salvatore), ma che gode anche della persona giusta in un posto diverso (cfr. Sasy).

Nel mezzo, a compensare, unire, mediare c’è Gino D’Acampo. Uno a cui basta un mezzo sguardo per capire persone, luoghi e situazioni. D’altronde senza questa dote 50 ristoranti nel mondo non li apri. La puntata d’esordio a Napoli dà subito a Gino la possibilità di esprimersi al meglio in un format che gli chiede soprattutto di essere un autorevole compagno di gioco. Nello stesso tempo, Gino dà di sé un’immagine molto diversa da quella totalmente sopra le righe vista nei programmi GB: qua non c’è bisogno di trainare, qua c’è bisogno di ‘mediare’. E Gino ci riesce sdrammatizzando, giocando ma soprattutto media anche grazie a quella capacità di piazzare la parolina giusta, detta col sorriso, che però inchioda ai propri errori.

Insisto sul gioco. Giocare mi sembra la parola che meglio sintetizza il tutto. E un grande ‘facciamo finta’, senza grandi pretese se non quelle di mettersi alla prova e magari imparare/dimostrare qualcosa: il racconto non spinge sul pedale dell’esasperazione, della tensione, dello scontro. Si cerca sempre una mediazione, anche quando Marisa dà segni di insofferenza ai risi e alle cremine di Sasy, anche quando lo chef Gabriele si mette di traverso ‘all’invasore dalla trattoria’. E la conciliazione – più che lo scontro – finale mi sembra restituisca il

Ma Restaurant Swap, come vuole il genere ‘scambio’ – ma anche un po’ makeover -, ha un suo intrinseco vincitore, ovvero colui che sa ascoltare. Ecco perché Gino appare come un naturale vincitore in questo format. Ecco anche perché Sasy è il concorrente perfetto per questo programma: entra in punta di piedi nel locale dell’avversario, ascolta i figli, riorganizza senza stravolgere, mette un po’ di sé ma senza strafare e si lascia andare, trovando con Marisa anche una chiave linguistica più adatta. A un certo punto pure la pochette si ‘allenta’ e scatta quel “Fammèll’ bell'” a Marisa per spiegare l’impiattamento. Una indicazione a misura del “pane e puparuoli” che era la filosofia di partenza del Napoli Notte.

Insomma, chi sa ascoltare vince. E lo fa anche Restaurant Swap, che ha ‘ascoltato’ i format di genere: c’è l’Irruzione nel locale, che ricorda l’Ispezione di AB4R; c’è lo Stress Test, che evoca la voglia di Panella a Little Big Italy; ci sono i 3 punti per l’ingrediente meglio utilizzato, che fa un po’ bonus di AB4R, da cui si mutua un po’ anche la resa dei conti, anche se qui il protagonista è solo Gino e non i concorrenti. E a proposito di Gino, riesce a essere protagonista anche in sottrazione: non scalpita e dà sempre la sensazione di essere a proprio agio, su tutto. Quella componente un po’ ‘paragnosta’ che sa di lava funziona bene, senza bisogno di effetti speciali. Basta l’istinto.

 

Restaurant Swap, prima puntata in diretta: Napoli Notte e Riserva Rooftop

Restaurant Swap, Gino D’Acampo debutta su Nove e parte da Napoli

Dopo 25 anni all’estero, 49 ristoranti e molti show sulla tv britannica, Gino D’Acampo torna in Italia e prova l’ebrezza di un programma tv tutto tricolore con Restaurant Swap – Cambio Ristorante, in onda da questa sera, giovedì 11 giugno, alle 21.25 su Nove (DTT, 9; Sky, 145; Tivùsat, 9) e poi on demand su DPlay.

Restaurant Swap, il format

Quattro puntate di un’ora per questo format nuovo, prodotto da Banijay Italia per Discovery Italia, che mescola un po’ di ingredienti da vari programmi di genere. L’idea di base è semplice e per certi versi ‘inquietante’: in ogni puntata due ristoratori, diversi per filosofia di cucina e genere di locale, si scambiano sala, fornelli e staff. Dopo aver mostrato a Gino quel che sanno fare nel corso della sua Irruzione nelle cucine di ‘appartenenza’ – e per la quale avranno dallo chef un voto da 1 a 10 anche in base allo Stress Test, ovvero una richiesta fuori menu -, i ristoratori prendono il posto dell’avversario. Ciascuno ha il tempo di un servizio per indicare alla brigata come cambiare il menu e che stile dare alla sala. Una sfida non da poco.

Ciascun ristoratore riceverà la visita del legittimo proprietario e dello chef, che così avrà modo di assaggiare anche la versione ‘swappata’ del locale. Anche in questo caso D’Acampo darà un voto da 1 a 10 al ristoratore che ha gestito meglio il passaggio. In più ci sarà un voto dato dalla brigata al sostituto e infine un bonus dato dallo chef per l’uso che ciascun ristoratore farà dell’ingrediente portato dalla vecchia cucina nel nuovo menu.

Restaurant Swap, anticipazioni prima puntata | 11 giugno 2020

Per la prima puntata, Gino D’Acampo torna nella ‘sua’ Napoli. In gara Salvatore, proprietario della Trattoria Napoli Notte, nel cuore del centro storico della città, che propone cucina tradizionale con la moglie in cucina e i figli al servizio, e Sasy, manager del Riserva Rooftop a Posillipo, rivolto a una clientela più chic e decisamente meno legata alla cucina partenopea.

Restaurant Swap, come seguirlo in tv e in live streaming

Come detto, Restaurant Swap – Cambio ristorante è prodotto da Banijay Italia per Discovery Italia ed è composto da 4 puntate da un’ora in onda da giovedì 11 giugno alle 21.25 su Nove. La puntata è poi disponibile anche su Dplay.

Restaurant Swap, second screen

L’hashtag ufficiale è #RestaurantSwap.

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