Torna la Serie A e chiude Quelli che il calcio. Così il programma rinuncia al suo spirito originario

Quelli che il calcio saluta il pubblico proprio mentre la Serie A si appresta a tornare in campo. Il programma dimostra così di aver perso il suo spirito originario. Appuntamenti domenicali in prima serata avrebbero rappresentato una gradita eccezionalità in tempi eccezionali

Torna il campionato e Quelli che il calcio chiude i battenti. Difficile trovare un senso alla scelta di interrompere il programma di Raidue sul più bello, proprio mentre gli altri si apprestano a riaccendere i motori.

I motivi ci saranno sicuramente. Si potrebbero tirare in ballo difficoltà tecniche, o magari di budget. Ma siccome, come consiglia qualcuno, di tv può parlarne (e scriverne) solo chi la fa materialmente, noi ci limitiamo ad osservare la situazione dal punto di vista del semplice telespettatore.

Ecco allora la sensazione di trovarsi di fronte ad una trasmissione che si appella al calcio senza però seguirne le dinamiche e le evoluzioni. Vero, il mondo è cambiato e il Quelli che il calcio di oggi non è il Quelli che il calcio di Fabio Fazio. Le partite, da fulcro dello show, si sono trasformate in contorno, anche per colpa di orari spezzatino che negli ultimi anni hanno portato a una narrazione pallonara parziale.

La percezione, tuttavia, è quella di un programma che non sta più dietro alla Serie A, usandola semmai come pretesto o spunto le poche volte in cui le due strade si incrociano. D’altronde, per un campionato che riparte ad agosto, abbiamo dall’altra parte uno show che si rifà vivo puntualmente tra fine settembre ed inizio ottobre.

Sotto la ‘gestione Ventura’ Quelli che il calcio ebbe uno spin-off serale per seguire il posticipo. Si intitolava Quelli che…lo smoking è di rigore. Non registrava numeri eclatanti, ma almeno rispettava lo spirito originario del progetto.

Fuori dal periodo di garanzia è tutto più complicato. Le produzioni inedite lasciano il campo alle repliche, in tempi eccezionali ci si sarebbe però aspettati un provvedimento eccezionale.

Volendo in partenza scartare i turni infrasettimanali, dal 21 giugno si giocherà di notte per otto domeniche. L’avvio alle 21.45, oltretutto, garantirà una copertura delle prime serate congeniale alle abitudini delle generaliste, con una chiusura a mezzanotte che andrebbe a trainare la Ds.

Qcc avrebbe potuto quindi assicurare un intrattenimento in prime time senza una concorrenza spietata (se non quella delle pay-tv) pescando dal calcio, o proponendo un’offerta alternativa a chi non è munito di abbonamento. L’hashtag #restiamoacasa è ormai passato di moda, ma in una fase in cui si condannano gli assembramenti (che inevitabilmente graveranno su locali e bar), sfornare un piccolo motivo per rimanere sul divano sarebbe stato apprezzabile. E da servizio pubblico.

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