Home Piazzapulita Formigli vs Salvini, il ritorno della sana diffidenza. Ma l’emergenza ‘azzoppa’ il duello

Formigli vs Salvini, il ritorno della sana diffidenza. Ma l’emergenza ‘azzoppa’ il duello

Salvini torna a Piazzapulita dopo due anni e mezzo: “Non siete imparziali e obiettivi”. Formigli attacca su sovranismo e fake news. Intervista distaccata e ricca di tensione, ma i disagi legati all’emergenza coronavirus tolgono pepe al duello

pubblicato 27 Marzo 2020 aggiornato 30 Agosto 2020 04:04

Distacco e reciproca diffidenza. In un’epoca di interviste in cui ci si chiama per nome e ci si dà del ‘tu’, il gelo tra Corrado Formigli e Matteo Salvini fa inevitabilmente notizia. A Piazzapulita va in scena il match dell’anno e alla fine della fiera ognuno è convinto di aver avuto la meglio sull’altro.

L’emergenza coronavirus azzoppa le iniziali aspettative. Lo studio vuoto e l’impossibilità di un muso contro muso – la vera forza del format di Formigli – tolgono quel pizzico di pepe, ma forse è proprio lo scenario eccezionale a restituire al pubblico un duello che mancava da due anni e mezzo. Insomma, la torta per intero era impossibile mangiarla.

Il collegamento difettoso frena i tempi e paralizza i protagonisti. Eppure non mancano le stoccate e le pubbliche accuse. “Bentornato a Piazzapulita”, esordisce il giornalista. “Dovere”, replica Salvini.

L’ex ministro dell’Interno non sorride mai, non si lancia in battute, non dà confidenza: “Oggi sono venuto perché in un momento eccezionale è mio dovere spiegare cosa stiamo facendo per gli italiani. A mio giudizio la sua non è una trasmissione campionessa di obiettività e imparzialità”.

Formigli incassa e rilancia, pungendo il leghista su limiti del sovranismo e presunte pecche della sanità lombarda. Poi è il turno dei filmati, con la riproposizione della clip in cui Salvini invitava gli italiani a ripartire e a non badare ai rischi del contagio. Era il 27 febbraio, stesso periodo in cui Sala e Zingaretti promuovevano gli aperitivi in giro per Milano.

Immancabile anche il riferimento al servizio del TgR Leonardo del 2015. “Pensare che il covid-19 sia stato fabbricato nei laboratori è falso, diciamolo chiaramente. Quello era un altro virus”, ammonisce il giornalista. “Era un altro virus polmonare – ribatte Salvini – per lei è normale, per me no”.

I tempi supplementari si giocano sui social: “Ma quanto sono faziose certe trasmissioni? – tuona il senatore a diretta conclusa –  fra un po’ la colpa del virus sarà mia, della Lega e dei sovranisti, e la sanità lombarda (fra le migliori al mondo) è un disastro. Santa pazienza. Torno a lavorare coi Sindaci, vi voglio bene!”.

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