Prima Scala 2019, ascolti tv record per Tosca: 2,9 mln e 15% di share

Tosca in diretta su Rai 1: un lunghissimo applauso accoglie il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sono stati circa 2,9 milioni i telespettatori della Tosca in diretta su Rai 1 per la Prima della Scala 2019, per il 15% di share. Per la precisione, tra le 18.00 e le 21.26 ha registrato una media di 2.856.000 telespettatori.

Si tratta dell'ascolto più alto di sempre per la Prima della Scala in diretta Rai. Puccini supera se stesso, visto che il dato di ascolto finora più alto per la Prima risale al 2016, ovvero alla Madama Butterfly che segnò il passaggio dell'evento da Rai 5 a Rai 1. Allora la media fu di 2.644.000 telespettatori, per il 13,48% di share nella fascia 17.45 alle 21.00.

La Tosca supera, dunque, nettamente i dati dell'Attila di Giuseppe Verdi dello scorso anno (sempre firmato da Chailly e Livermore) e anche dell'Andrea Chénier di Umberto Giordano eseguito per la Prima del 2017 per la direzione del M° Chailly e la regia teatrale di Mario Martone. Le regie televisive sono nelle solide mani di Patrizia Carmine.


Prima Scala 2019, ovazione per Mattarella e per la cinematografica Tosca di Livermore (che chiude con un tocco 'too much')


La diretta della Prima della Scala su Rai 1 viene introdotta da un Aspettando Tosca con Milly Carlucci e Antonio di Bella in un palco con due telecamere e sguardi che scappano ovunque: peccato che per i saluti iniziali si perda l'ingresso del Presidente Mattarella in teatro. Si 'compensa' con una breve intervista a Valeria Scalera, alla quale viene chiesto come si sarebbe vestita Imma Tataranni per questa prima volta alla Scala.

Se l'inquadratura che unisce i due padroni di casa è piuttosto incomprensibile (decisamente migliore la posizione dello scorso anno, a memoria, può darsi fallace), basterebbe mandare a flusso le immagini che arrivano dal ricchissimo e affolatissimo foyer e dalla maestosa platea per restituire a casa le sensazioni del 'prima della prima'.

Pubblicità, contributi video con clip dei protagonisti (in primis il M° Chailly), ma poco racconto sulla storia di Tosca: non una vera e propria introduzione all'opera e ai suoi momenti topici, non una lettura dell'edizione proposta da M° Chailly ma prima la storia di Puccini, quindi un contributo video con Francesco Montanari che nella chiesa di Sant'Andrea Della Valle illustra i luoghi e le premesse dell'azione. Insomma, nessuna guida all'ascolto, ma tante chiacchiere e nessuna concessione all'aspetto mondano dell'evento, purtroppo: eppure le inquadrature in platea regalano scorci di grandissime mises.

Di Bella dà la linea alle 18.00 ai titoli di testa augurando buona visione: si perde così la meraviglia del teatro in diretta, il crepitio delle assi, l'ascolto dei maestri che accordano gli strumenti e sembra di prepararsi a un dvd. Terminati i titoli per fortuna si torna in teatro e la telecamera fissa sullo stemma della Scala aiuta a rompere quella perfezione cinematografica su cui si era tanto insistito. Quasi si rischia di perdere l'ingresso del Presidente Mattarella sul palco reale, accolto però da un lunghissimo e sentito applauso, che quasi lo mette in difficoltà: più volte invita ad aprire il sipario, mentre il tributo non termina. Oltre 3 minuti di applausi scroscianti. Tutti in piedi. Che bellezza. E poi l'inno d'Italia.


Sul palco reale con Mattarella, la figlia, la Presidente del Senato Casellati e il sindaco di Milano Beppe Sala. La regia tv di Patrizia Carmine inquadra in platea la senatrice a vita Liliana Segre.

Terminato l'inno si va nella chiesa di Sant'Andrea Della Valle con Angelotti e Cavaradossi per il primo atto (libretto e cast della Tosca nel nostro articolo dedicato): l'HD regala immagini nettissime e le scene dello studio Giò Forma sono incredibilmente perfette per la ripresa tv e straordinariamente capaci di rendere l'immensità della scena. Sembra di essere all'Arena di Verona..

Le cromie degli abiti poi fanno risaltare le figure in una scena giustamente scura.

La Carmine si conferma una fuoriclasse nella ripresa lirica. Peccato solo per i sottotitoli che sporcano la bellezza dell'immagine, ma sono necessari. E devo dire che a occhio sembrano anche più grandi e chiari degli scorsi anni. E che dire dell'inquadratura che avvicina Cavaradossi e Tosca: chapeau alla regia e al direttore della fotografia Riccardo De Poli.

A fronte di un'anteprima assolutamente inutile per forma e contenuti (ci pensa l'Ansa a informarci sui vip in platea e sulle curiosità dal foyer e dal backstage), c'è un'opera televisivamente spettacolare per la minimalista maestosità delle scene, per la nettezza della fotografia e per la regia davvero ineccepibile (almeno fino alle dissolvenze su Vissi d'arte nel secondo atto). Musicalmente lasciamo il commento ai melomani.

Televisivamente, l'intervallo tra il primo e il secondo atto trova un set migliore e qualche ospite, come la soprano Raina Kabaivanska che loda la protagonista e ricorda come un tempo una prima con Puccini sarebbe stata impensabile.

Per il resto, l'intervallo non dà molto al racconto: nessun particolare commento su quanto visto, ma clip di Luca Salsi che racconta il suo personaggio, a opera già iniziata. E niente luci per il regista Davide Livermore.

Il vero contenuto lo offre il Teatro alla Scala sui suoi social.

Anche prima del secondo atto, Montanari torna sui luoghi della Tosca: ora siamo a Palazzo Farnese. E prima della ripresa, alcuni highlights tv. Il commento a due voci rinuncia al commento...

Se proprio un appunto va fatto alla regia, questa può riguardare le  dissolvenze su "Vissi d'arte", conclusasi tra gli applausi della Scala per la soprano Anna Netrebko.

Sul secondo intervallo, che vede Di Bella interrompere un'emozione come l'applauso della platea e l'uscita dei protagonisti per il meritato applauso, posso tranquillamente dire che per l'anno prossimo si può fare decisamente a meno dell'interstizio tv.

E il Tg1 nel mezzo è sempre una bestemmia. Facciamo che l'anno prossimo RaiPlay fa la diretta integrale, con commento dedicato e che abbia un senso narrativo e senza Tg1? Si torna dopo una brevissima edizione del Tg e si va nel Foyer tra interviste (che spero essere registrata prima del secondo atto, a meno che Montanari non si sia distratto sul finale) e vassoi di canapè per gli ospiti. Ci sono delle mises che andrebbero analizzate, come uno smoking senape damascato che avrei voluto interrogare.

Nuova clip dedicata alla macchina scenica della Tosca e poi intervista al prof. Andreoli per la dimensione psichiatrica della gelosia di Tosca. Taccio.

E in attesa del terzo atto, ecco Montanari all'alba a Castel Sant'Angelo, luogo dei momenti conclusivi dell'opera. E la ripresa all'alba vale tutta l'operazione.

L'Atto Terzo vede, come nel caso della celebre aria di Floria, una pausa per gli applausi del pubblico per Cavaradossi al termine di "E lucevan le stelle...".

Definire cinematografico il finale è dire poco. Forse anche un pizzico esagerato, mi sia concesso quasi 'trash' (con tutta la nobiltà del genere) almeno nella resa tv. Un 'too much' al termine di una messa in scena a togliere, a suggerire, a evocare. Come alla fine del secondo atto Tosca si guarda dall'esterno, esterefatta di fronte all'omicidio compiuto, qui l'anima di Tosca si eleva libera verso l'alto, intonsa, e non cade verso il basso, forte della sua scelta di non cedere alla bassezza altrui. Forse l'espressione della Tosca volante non ha aiutato a sublimare questa immagine.

Grandi applausi al termine da tutto il teatro per Scarpia (Luca Salsi) e per Tosca (Anna Netrebko), forse qualcosa in meno per Cavaradossi (Francesco Meli). Applausi anche per il maestro Chailly e per Livermore. In tutto 16 minuti di applausi per questa Tosca.

La chiusura televisiva, invece, avviene molto prima e dal retropalco con Carlucci, Montanari, Scalera mentre il cast raccoglie gli applausi. Chiudo con una sola domanda: perché?

Meglio chiudere con una standing alla regia tv di Patrizia Carmine e al reparto luci e fotografia: possiamo perdonare la dissolvenza su Vissi d'arte.

 

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