Shop, Cook & Win!, Rugiati e Torretta su Nove in un (piacevole) branded show tra carrelli e fornelli

Branded cooking-show per Nove che affida 'La sfida dei Carrelli' a Simone Rugiati e Matteo Torretta.

Se c'è un genere tv che non smette di sfornare esemplari è il cooking show. E uno dei must dell'Autunno appena iniziato è il branded cooking, anche se l'esperimento de Nella MIA cucina su Rai 2 con Carlo Cracco testimonial di Scavolini non è stato proprio brillantissimo.

Il 'trend' continua con Shop, Cook & Win!, nuovo cooking show da preserale al via questo pomeriggio, sabato 19 ottobre, alle 19.00 su Nove. A sfidarsi due chef di certo televisivi come Simone Rugiati e Matteo Torretta: il primo ha all'attivo una 'tvgrafia' decisamente nutrita che va da Cuochi e Fiamme a Food Advisor (in onda quest'ultimo sulla 'discoveryana' Food Network), passando per Street Food Battle (su Italia 1) o Io, me e Simone (su Gambero Rosso) e Codice Rugiati (attualmente in onda su Alice); Matteo Torretta ha all'attivo 4 anni nella brigata di Marchesi con lo chef Andrea Berton, esperienze con Giancarlo Perbellini, Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo, ma diventa un volto noto con la partecipazione nel 2016 al cooking talent Top Chef Italia, proprio su Nove.

Shop, Cook & Win!, come funziona 'la sfida dei carrelli'


Il programma, prodotto da Yam112003, si svolge in cinque diversi supermercati LIDL d'Italia: Rugiati e Torretta osservano, non visti, i clienti e le loro spese e ne scelgono uno ciascuno. Dovranno realizzare un piatto con tutto quello che trovano nei loro carrelli e saranno aiutati proprio dagli inconsapevoli clienti. A giudicare saranno tre esperti che attribuiranno la vittoria a uno dei due clienti, che si porterà a casa un buono spesa da 500€.

Non è certo il primo format ambientato in un supermercato: a memoria mi viene in mente La Cena di Mezzanotte, che usava Metro come location e guardava più al modello Shopping Night, anche se con una sfida tra chef e giudici di prestigio.

La formula di questa Sfida dei Carrelli è più semplice, ma sulla carta efficace: del resto è difficile fare peggio de Nella Mia Cucina.

Shop, Cook & Win!, un prodotto piacevole


Vista la prima puntata, il programma ha una sua piacevolezza nello svolgimento e nella confezione. La selezione del potenziale concorrente è la fase più curiosa, volendo anche simpatica, nell'attesa di capire cosa deciderà di fare il prescelto. La coppia di chef ha un suo equilibrio: Rugiati è sempre su di giri, Torretta non spegne il suo entusiasmo, ma si mostra decisamente più solido e quadrato, anche nella preparazione dei suoi piatti. E dire che 'il rivale' lo definisce "troppo impulsivo": il bue che dice cornuto all'asino, insomma.

Una gara a tempo, quindi: i due chef hanno due ore, che devono bastare per selezionare il carrello più interessante, eventualmente cercarne un altro nel caso di un rifiuto, quindi una corsa verso la cucina condivisa nella quale preparare uno o più piatti che contengano tutti gli ingredienti presenti nella spesa. Un'occasione per apprezzare la fantasia e la tecnica degli chef, visto che anche gli occhi meno esperti da casa possono valutare chi adotta soluzioni meno banali. Di certo in ogni puntata c'è qualche spunto e qualche trucco da replicare a casa.

Il momento più televisivo, però, è l'assaggio grazie a un parterre di giudici davvero interessante, soprattutto per la presenza del critico mascherato Valerio Visentin, che merita la ribalta del prime time.

Con lui a giudicare le preparazioni ci sono poi la food entertainer (?) Anna Buffa e il food writer Lorenzo Sandano, entrambi giovanissimi. Chi vince davvero alla fine poco importa

La confezione di questo Shop, Cook & Win! è 'entusiasta', come in genere richiede il branded content, ma è molto curata nella fotografia, nel montaggio, nella costruzione narrativa. La scelta. ad esempio, di rendere 'personaggio' la camera nascosta che gira tra gli scaffali sotto forma di spia per controllare da vicino i carrelli dei potenziali prescelti è carina: l'elemento 'intruder', insomma, funziona. Per essere un branded content, insomma, è davvero ben fatto: meriterebbe quasi uno sviluppo da cooking show.

  • shares
  • Mail