Grande Fratello, Leonardo Pasquinelli (ceo Endemol Shine Italy): "Inizialmente volevano trasmetterlo in seconda serata su Italia1"

Vent' anni fa la prima puntata nei Paesi Bassi. L'ex capo dell'intrattenimento Mediaset: "La scelta di Daria Bignardi fu essenziale per mitigare l'impatto critico in un Paese cattolico come il nostro".

Il 16 settembre 1999 andava in onda per la prima volta al mondo nei Paesi Bassi il Grande Fratello, poi diventato un reality esportato in tutto il globo. Da noi è arrivato il 14 settembre del 2000, con la conduzione di Daria Bignardi.

Intervistato dal Corriere della Sera, Leonardo Pasquinelli, allora a capo dell'intrattenimento a Mediaset ma oggi amministratore delegato di Endemol Shine Italy, ha dichiarato al Corriere della Sera:

"Ci fu una grande discussione, in azienda c'era chi sosteneva che fosse un programma ai confini della moralità e spingeva per trasmetterlo in seconda serata su Italia1. La scelta di Daria Bignardi fu essenziale per mitigare l'impatto critico in un Paese cattolico come il nostro. Era il volto giusto per unire alto e basso, per dare un manto  borghese  e rispettabile a uno show popolare e indecente".

Come fa notare il collega Massimo Falcioni su Twitter, la première del reality show debuttò con 5,4 milioni di telespettatori, sconfitta da Fantastica Italiana del duo Mara Venier e Massimo Lopez, che si attestò sui 5,5. Rai1 tuttavia riuscì a trionfare solo in quell'occasione, con la finale che raggiunse i 16 milioni di telespettatori e il 60% di share. A vincere il montepremi di 250 milioni di lire fu la bagnina Cristina Plevani ("Non avevamo idea dell'impatto del reality [...]. Sono stata sei mesi senza agenzia di promozione, ho perso un sacco di contratti", ha dichiarato al quotidiano di via Solferino.

 


Pasquinelli ha continuato la sua interessante disamina:

"Indugiare sulla faccia di uno che sta zitto fu dirompente nel linguaggio televisivo. Il Gf ha introdotto formule che ora sono consuete ma che non erano mai state applicate prima di allora: il concetto di eliminazione non esisteva, nei contest c'era solo il vincitore, non l'eliminato. Anche le nomination erano una novità".

Infine, un commento sull'eccesso di protagonismo da parte dei coinquilini:

"Un certo tipo di esibizionismo e narcisismo sarebbero emersi anche senza GF: non sarebbe cambiato nulla, Instagram sarebbe nato lo stesso".

 

  • shares
  • Mail