Che tempo che fa – Roberto Saviano, il coraggio e la parola

Uno schermo nero, audio di esecuzioni di camorra. Questo è coraggio televisivo. Questa è l’immagine emblematica dell’operazione fatta ieri da RaiTre che, soffocata da Peter Pan, Montalbano e X Factor, riesce comunque a strappare, con coraggio, un 11,44% che ha il sapore di una grande vittoria. Coraggio è far parlare chi ha coraggio. Coraggio è

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Uno schermo nero, audio di esecuzioni di camorra. Questo è coraggio televisivo. Questa è l’immagine emblematica dell’operazione fatta ieri da RaiTre che, soffocata da Peter Pan, Montalbano e X Factor, riesce comunque a strappare, con coraggio, un 11,44% che ha il sapore di una grande vittoria.

Coraggio è far parlare chi ha coraggio. Coraggio è fare un’operazione al tempo stesso antitelevisiva – quel che si è visto ieri sera è tutto il contrario di quello che la televisione propone quotidianamente. E’ quasi antispettacolo. E’ in controtendenza, ed è, nonostante questo, clamorosamente bello – e di intrattenimento e informazione, senza perdere il gusto per l’estetica.

Dall’inferno televisivo di grida e banalizzazioni si passa alla bellezza di Roberto Saviano che racconta le cose che gli stanno più a cuore, in una cornice che è l’unica possibile, con scelte scenografiche e registiche di servizio al suo racconto, al suo personaggio. Ma al tempo stesso, scelte belle a vedersi; scelte che spiccano per bellezza in quell’altro inferno che è fatto di cavi e telecamere a vista, di sciatteria (vera o finta che sia).
Così come è di servizio al racconto anche Fazio, che si trasforma in un elemento di contorno, di cornice, in uno spettatore attento e appassionato, com’è appassionato – e pacato al tempo stesso – il suo ospite.

Magari, come dicevo nel commento alla puntata di ieri sera, ci sono stati alcuni momenti un po’ lunghi, ma solo perché Saviano non è Paolini, è semplicemente se stesso e in quanto se stesso, si prende, giustamente, i suoi tempi. E’ Roberto Saviano, uno che vive sotto scorta – e mi indignerò tutte le volte che leggerò qualcuno che mette in dubbio la necessità di questa scorta, qualcuno che commenta i successi editoriali di Roberto con ironia -, uno che ha dedicato la sua vita al coraggio e alla parola.

Senza rendersi conto, inizialmente, di quello che stava facendo, come lui stesso ammette e ha ammesso più di una volta. Prendendo via via consapevolezza di quanto parlare sia importante e anche pericoloso.

E allora, quando una rete, un programma, decidono di dare spazio a Roberto Saviano, non si può che ammirare anche il loro, di coraggio. Non si può che augurarsi che il potere della parola e l’amore per la verità e per la bellezza e per la belezza della verità abbiano sempre più spazio in televisione.

Non si può che accogliere con piacere qualcuno che racconta in prima serata temi che a malapena vengono trattati – spesso malamente – dai telegiornali; storie dimenticate; storie vere che aiutano a pensare, che fanno venir voglia di prendere posizioni.

E la mia, di posizione, è un plauso incondizionato a quanto visto ieri sera, a quell’antitelevisione così televisiva. E a tutto il lavoro che Saviano svolge.

Grazie, nel senso più alto della parola.

I Video di Blogo

Petra, una clip del primo episodio

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