Antonella Elia a Tvblog: Dai balletti di “Non è la Rai” alle esibizioni di “X Factor 3” [Prima Parte]

Un concentrato di dolcezza ma allo stesso tempo anche di grande schiettezza, senza dubbio lei l’X factor nel bene o nel male lo ha, dimostrandolo in tutte le sue performance televisive e teatrali che l’hanno vista protagonista. E’ ospite oggi di TvBlog Antonella Elia, recente vincitrice del nostro grande sondaggio su chi sia il miglior

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Un concentrato di dolcezza ma allo stesso tempo anche di grande schiettezza, senza dubbio lei l’X factor nel bene o nel male lo ha, dimostrandolo in tutte le sue performance televisive e teatrali che l’hanno vista protagonista. E’ ospite oggi di TvBlog Antonella Elia, recente vincitrice del nostro grande sondaggio su chi sia il miglior concorrente da reality. Antonella ha avuto la fortuna di lavorare con i più grandi mostri sacri dello spettacolo televisivo: da Gianni Boncompagni a Corrado, da Raimondo Vianello fino a Mike Bongiorno ed in questa prima parte dell’intervista tratteremo dei suoi esordi in un colloquio in cui parla, alla sua maniera, anche dei risvolti del suo carattere. Buona lettura.

Cominciamo comunicandoti la tua vittoria nel sondaggio in cui i lettori di TvBlog eleggevano il “Miglior concorrente da reality”.

“Innanzitutto al di là del reality, purtroppo o fortunatamente, non posso far altro che mettermi sempre completamente in gioco. E’ un lato del mio carattere. Non ho limiti, né barriere. E’ come se avessi solo carne viva addosso. Non riesco quindi a nascondere e mascherare quello che sono. Ma questo anche quando mi dedico ad un gioco, ad un hobby, quando inizio una via spirituale mi ci dedico anima e corpo. Perché forse ho tanta voglia di vivere, tanta voglia di imparare, recepire e conoscere. Mi metto sempre in gioco, con sempre mille dubbi se faccio bene, se faccio male, se ce la posso fare ma fa parte della mia vita.”

Tra i nostri lettori ti hanno però definita “La più verace, la più schietta, quella che non ha peli sulla lingua ma sensibilmente porta con sé anche le più grosse fragilità che una persona possa avere” dimostrando che ai telespettatori è arrivato un po’ tutto di te.

“Il valore del nostro lavoro artistico è far vedere quello che si ha dentro e dare la propria anima, il cuore. Portare alle persone che ti guardano la propria felicità, la propria voglia di vivere e energia. Riuscire quindi a comunicare, allargare gli spazi migliori di sé stesso. Tutti siamo bello e brutto. Io vorrei tanto comunicare solo il lato migliore, anche se non mi riesce molto visto che poi finisco sempre per farne qualcuna delle mie. Se qualcuno poi riesce a recepirmi e a recepire la mia verità, in parte sconosciuta anche a me, io sono felice.”

Passando al presente, al “Processo di X factor” hai più volte dedicato le tue attenzioni a Damiano. Ora che lui è fuori dalla gara per chi tifi?

Passando al presente, al “Processo di X factor” hai più volte dedicato le tue attenzioni a Damiano. Ora che lui è fuori dalla gara per chi tifi?

“Adesso la mia passione è per Giuliano, lo trovo un artista ed un essere umano stupendo con una voce pazzesca. Questa talent a me piace tanto, i ragazzi sono tutti ragazzi di grande valore umano e artistico. Anche gli esclusi come Ornella, Mario e i Luana Biz hanno lasciato secondo me un pezzo di loro ai telespettatori che li hanno guardati. Io spero che possano avere successo e continuare la propria carriera perché tutti loro hanno un grande valore. E’ appassionante scoprirli, vedere come si esibiscono e come migliorano. Immagino il loro stress e lo shock di esser in una trasmissione del genere. Toccano il mio cuore. Io li amo!”

Lo stesso shock e stress che si poteva vivere a “Non è la Rai”. Un programma che si può reputare, in qualche modo, antenato dei vari talent ora in onda?

“Un talent un po’ scarso visto che grandi talenti musicali non c’erano. Che talento avevamo visto che cantavamo in playback? X Factor è un vero talent di qualità. “Non è la Rai” faceva magari ridere, era cult per gli adolescenti e ragazzini perché ballavamo, ci esibivamo, giocavamo al Cruciverbone ma non era un talent assolutamente.”

A distanza di anni, qual è il tuo ricordo di quell’esperienza?

“Ero abbastanza sprovveduta perché tutto questo successo e popolarità mi è piombata addosso senza che me ne accorgessi. Non ho un ricordo particolarmente bello, non è stato un anno meraviglioso assolutamente perché è stata comunque dura. Eravamo 140 ragazze in una macchina quasi perfetta. C’era la competizione, la voglia di cantare bene e poi non cantavo bene, la voglia di ballare bene e poi ballavo mediocremente. Era tutto non voluto, da sprovveduti perché tutto quello che accadeva avveniva per caso. Non ero molto cosciente di tutto questo cataclisma mediatico. Era ingestibile ma forse fu giusto così perché se fosse stato tutto gestibile non sarebbe stato quello che è stato “Non è la rai.”

Quale consideri il ricordo piu emozionante della tua carriera?

“E’ facilissimo, L’isola. La trasmissione che ricordo con più passione, con voglia di rifare, di tornare. Il gioco più pazzesco che abbia mai fatto è stato, inutile dirlo, “L’isola dei Famosi”. Poi adesso mi piace molto essere al “Processo di X Factor”, in una situazione a me ideale dove mi diverto e mi piace molto esserci.”

I momenti invece più difficili?

“Nel mio lavoro che io faccia televisione o teatro sono sempre molto coinvolta e il coinvolgersi molto vuol dire camminare in equilibrio ed aver bisogno di conferme, che è sbagliato visto che ognuno dovrebbe avere le proprie sicurezze. Il lavoro nel mondo artistico è sempre un po’ in bilico, come stare in equilibrio su una corda perché basta un niente e cadi giù. Questo è il nostro mondo ma anche il mondo del lavoro in generale per tutti. E’ sempre una lotta, bisogna essere quello che gli altri vogliono che tu sia: perfetto, competitivo, sempre a mille ed io non so se riesco ad esser tutto questo ma certo è che quando si fa una tournée di teatro di sei mesi al di là della bellezza, dopo 4 mesi si inizia a dare i numeri. Anche nelle trasmissioni televisive mi capita sempre di dire qualcosa di troppo, di fare qualcosa di sbagliato. Quindi è sempre un gioco di equilibri con sé stessi, difficilmente raggiungibile.”

In programmi come la “Ruota della Fortuna” e “Bravo Bravissimo” hai avuto l’opportunità di lavorare a fianco di un grande professionista come Mike, un rapporto in Tv ricordato perennemente dal video delle vostre “liti”. Quale era invece il vostro legame?

“Quelle liti sono un momento, un niente che a me fa anche ridere. Il rapporto con Mike è però stato un rapporto paterno con la sua preoccupazione di vedere se io andassi avanti o meno nella mia vita lavorativa o affettiva. Le sue ultime parole che mi ha detto il Mercoledi prima che lui morisse, ad una festa di compleanno di una mia amica, dopo averlo stretto mi ha subito chiesto se ero fidanzata. Gli risposi di no e mi disse di non tirare la corda perché si sarebbe spezzata, di mettere la testa a posto.”

Ma tu hai voglia di mettere la testa a posto?

“Io vorrei assolutamente incontrare l’uomo dei miei sogni ma purtroppo non lo incontro. Non voglio la famiglia a prescindere, voglio l’uomo dei miei sogni con cui poi costruirò la famiglia. Se incontro però solo mezzi uomini, che palle, nessuno è in grado di corteggiarmi e farmi partire la testa. Non so più come fare. “

Domani su TvBlog continueremo con la seconda parte a chiaccherare con Antonella Elia, tornando su temi caldi come L’Isola dei Famosi e X Factor, con anche un lungo sguardo al futuro e ai suoi sogni da realizzare. Non perdetevela!

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