Che Tempo Che Fa: per Foa il format ha "perso la sua carica innovativa", ma Salini difende Fazio

Il caso 'Fazio' anima la Rai che si esprime su compensi e contenuti di Che Tempo Che Fa con le sue due maggiori cariche.

"Fazio si dimezzi lo stipendio e io andrò a Che Tempo Che Fa": è questo uno dei tormentoni del Ministro dell'Interno e Vicepremier Matteo Salvini, cui il compenso di Fabio Fazio, conduttore e autore del programma di prime time della domenica dell'ammiraglia della Tv di Stato e della seconda serata del lunedì, proprio non va giù. Sull'argomento, che tiene spesso banco nelle cronache anche politiche quando il vicepremier leghista parla di televisione, a largo spettro, sono intervenuti negli ultimi giorni anche l'Amministratore Delegato Fabrizio Salini e il Presidente della Rai Marcello Foa. Teatro, il Festival della Tv e dei Nuovi media di Dogliani.

Partiamo da Salini, che nella sua 'vita precedente' lavorava e produceva contenuti tv e che sabato 4 maggio, sollecitato ad esprimersi sulla presenza di Che Tempo Che Fa nella prossima stagione, ha dichiarato, come riportato dall'ANSA:

"Con Fazio stiamo valutando. Tra due mesi presenteremo i palinsesti autunnali e ci sono diverse ipotesi in campo che stiamo valutando insieme. Considero Fazio uno dei talenti televisivi in forza alla Rai e nel panorama televisivo italiano".

Una dichiarazione a sostegno, quindi, del programma e del conduttore, anche se quel riferimento a valutazioni 'altre' rispetto alla semplice riconferma fa pensare a qualche variazione per il prossimo anno tv. Stando a voci intercettate da Il Sole 24ore, ci sarebbero stati dei contatti tra Fazio e Discovery, gruppo che ha tra i suoi talent anche Roberto Saviano. Il piano editoriale Rai sarà presentato il 20 maggio in azienda e poi saranno presentati agli investitori pubblicitari e alla stampa.

Le parole di Salini non sono sfuggite a Salvini che ha immediatamente replicato con un laconico:

"Non c'è niente da valutare. C'è semplicemente uno stipendio da tagliare, uno stipendio milionario e vergognoso pagato dagli italiani"

come riportato dall'ANSA. Nessuna menzione, però, né alcun dato sugli introiti pubblicitari provenienti dal programma e all'eventuale 'disavanzo' a discapito del programma che giustificherebbe il pagamento dello stipendio di Fazio con gli introiti del Canone, cui invece si attinge inevitabilmente per i programmi di utilità pubblica, come le tribune politiche ed elettorali giusto per fare un esempio, dal momento che non si possono certo inquadrare come 'forti catalizzatori' di investimenti pubblicitari, diciamo così.

All'indomani della 'raddrizzata' del vicepremier leghista, arrivano le parole del Presidente Foa, eletto in quota Lega, che sempre dal Festival di Dogliani parla di "compenso senza rapporto con gli ascolti" ed esprime le proprie perplessità su un programma che non ha più la forza "innovatrice" di un tempo.

"Il compenso di Fazio è molto elevato, al di sopra di qualunque valutazione di merito sugli ascolti"

dichiara Foa, che aggiunge che

"nella Rai del cambiamento, rispettosa del canone pubblico, è chiaro che, per quanto vincolato da un contratto che la Rai naturalmente deve rispettare, si pone un problema di opportunità".

A proposito di Rai del cambiamento, aggiunge che

"Che Tempo Che Fa è una trasmissione che va in onda da 16 anni, dal 2003: è un format che non ha più quella carica innovativa che forse aveva all’inizio. Questo dovrebbe farci riflettere. È stata portata su Rai1 e gli indici di ascolto non sono aumentati. Questo induce a una riflessione dal punto di vista aziendale".

E poi la frenata, quando gli si chiede se Che Tempo Che Fa sarà spostata su un'altra rete:

"Non gestisco io i palinsesti, non voglio entrare nel campo di Salini, è compito dell’AD".

Come riporta dettagliatamente La Stampa, l'obiettivo dichiarato di Foa è quello di costruire una Rai del cambiamento

"per rispecchiare la realtà dell’Italia oggi. Il servizio va fatto a tutti i cittadini e ai loro sentimenti, deve adattarsi continuamente. Il network deve essere dinamico e cambiare anche registro nella narrazione. [...] Oggi l’Italia è diversa, ma sì, penso ci sia bisogno di essere rassicurati, di un’identità nazionale e culturale, benché gli italiani non siano assolutamente nazionalisti perché amano viaggiare e sono affascinati dalle altre culture".

Il fascino dell'esotico non muore mai. Intanto Fazio prepara una puntata 'a tema' nel giorno in cui Salvini sarebbe dovuto andare ospite. E aspettiamo reazioni.

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