L’onore e il rispetto: a giugno si registrerà la terza serie

Il successo merita il bis, anzi il tris ed ecco che L’onore e il Rispetto 2, che va in onda stasera (qui le anticipazioni della quinta puntata), avrà un sequel con la registrazione della terza serie dal giugno 2010. Del successo di questa fiction che racchiude tutti gli stereotipi sulla mafia ne avevamo parlato qualche

di marina

Il successo merita il bis, anzi il tris ed ecco che L’onore e il Rispetto 2, che va in onda stasera (qui le anticipazioni della quinta puntata), avrà un sequel con la registrazione della terza serie dal giugno 2010. Del successo di questa fiction che racchiude tutti gli stereotipi sulla mafia ne avevamo parlato qualche post fa: più che uno sceneggiato sembra un set della settimana della moda milanese con tutti gli attori vestiti in Dolce e Gabbana.

Qualche settimana fa montò la polemica a proposito del boom di ascolti incassati dalla fiction contro quel Porta a porta di Bruno Vespa con ospite in studio il Presidente del consiglio ed edicato alla ricostruzione del dopo terremoto in Abruzzo; la settimana scorsa invece a subire il cappotto di Garko è stata la trasmissione di Antonella Clerici, Tutti pazzi per la tele, con cui l’Onore e il rispetto 2 si scontra anche stasera.

Ma al di la delle personali opinioni ciò che conta sono gli ascolti e il gradimento del pubblico che si è appassionato alla storia di Tonio Fortebracci, Gabriel Garko, che bello e cattivo, imperversa tra le famiglie mafiose alla ricerca del potere e della vendetta, amando segretamente l’unica donna che non potrà mai avere: la cognata, Melina, moglie e vedova del fratello Santi, giudice antimafia e madre di sua figlia Antonia all’oscuro della verità sul padre naturale.

Ha detto Gabriel Garko al Corriere della Sera:

Io, come tutti, ho messo gran­de passione in questo progetto e cre­do che la passione sia quello che pia­ce ai telespettatori, la miscela vincen­te sono questi sentimenti sempre così forti: chi ama ama, chi odia odia, non ci sono mezze misure. È normale che la mafia sia ro­manzata, stiamo parlando di una fiction, se avessimo voluto aderire alla realtà avremmo fat­to un documentario.