Fabrizio Frizzi, Cinzia Fiorato contro la Rai: "Ora lo celebra, ma gli ha preferito gente mediocre"

La giornalista del Tg1 ha affidato il suo sfogo a Facebook e ha accusato l'azienda di venerare "a colpi di milioni di dobloni gente mediocre" e di aver messo da parte "un cavallo di razza come Frizzi".

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"Fabrizio era uno che credeva nella forza del suo lavoro. Per questo non ha mai presentato il festival e non ha mai avuto contratti da 70 milioni di euro per mettersi seduto dietro un acquario in prima serata".

Ci va giù dritta la giornalista del Tg1 Cinzia Fiorato nello sfogo amaro con cui ha ricordato il conduttore scomparso lunedì 26 marzo: accusa la Rai di non averlo mai valorizzato come avrebbe dovuto, preferendogli "raccomandati" e "mediocri".

"Ieri ne parlavo in redazione, pensavo di essere l'unica a ricordare il lungo periodo buio della sua carriera, quando la Rai che oggi lo celebra, gli inferse la ferita di metterlo da parte per molto tempo. Lo so che è sempre stato una persona per bene, che ha sempre cercato di rimboccarsi le maniche senza troppe polemiche e che oggi non gradirebbe queste parole perché la Rai l'ha sempre e comunque amata dedicandogli la vita"

Si apre così il suo post, pubblicato su Facebook e pubblicato integralmente da Dagospia.

"Ma noi qualche parola la dobbiamo spendere su un'azienda che venera a colpi di milioni di dobloni gente mediocre che non vale nemmeno i soldi di un francobollo e bolla come inadeguato alle prime serate importanti o agli eventi come il Festival di Sanremo un cavallo di razza come Frizzi. Fabrizio, da persona per bene qual era, non faceva parte della corazzata di raccomandati, di gente torbida che usa ogni mezzo per prendersi tutta la torta e non lascia agli altri nemmeno le briciole"

continua la giornalista, intenzionata a non tacere certe dinamiche in auge (non solo) nella Tv di Stato, aggiungendo esempi per nulla sibillini.

"Fabrizio era uno che credeva nella forza del suo lavoro. Per questo non ha mai presentato il festival e non ha mai avuto contratti da 70milioni di euro per mettersi seduto dietro un acquario in prima serata. Non sono andata alla camera ardente e non andrò nemmeno al funerale perché so che lì non incontrerò Fabrizio, ma tutta quella pletora di ipocriti con il mano il potere di decidere le cose e che professionalmente su di lui non hanno mai davvero puntato, fino alla fine".

Vale la pena ricordare che dopo la separazione dalla Rai, favorita da dirigenti ingenerosi verso un professionista devoto all'azienda, Fabrizio Frizzi ricominciò con umiltà dal daytime di Rai 3 e tornò nel prime time del sabato sera 'grazie' a Milly Carlucci che lo invitò come concorrente alla prima edizione di Ballando con le Stelle: sì un'occasione, ma anche un gran rischio, una di quelle scommesse che a loro piaceva condurre nel prime time di Rai 1 anni '90. La vinsero insieme. Tornò poi su Rai 1 per testare un format estivo, Soliti Ignoti, che portò al successo. Gli fu affidata la corazzata de L'Eredità grazie all'intervento di Carlo Conti, che ribadì al pubblico - e alla Rai - le mille doti di Fabrizio proponendogli la durissima sfida di Tale e Quale Show. E Frizzi non deluse, come sempre.
Dei bocconi amari ingoiati nella sua 40ennale carriera a causa di 'mamma Rai' hanno parlato in questi giorni diversi suoi amici, da Giancarlo Magalli che a I Fatti Vostri ha ricordato "le sciagurate critiche di uno sciagurato direttore" a Marino Bartoletti, che in un post pubblicato prima dei gremiti funerali a Piazza del Popolo ha chiesto le scuse della Rai, passando per il suo ex cognato, Nando Dalla Chiesa, che ha risposto a chi in questi giorni ha scritto che "non era un genio". Ma il primo a reagire è stato forse Pupo in un breve ed efficace post su Facebook pubblicato a poche ore dall'annuncio della sua morte. Di certo qualcuno avrà qualche rimorso da gestire. Almeno quello.

 

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