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Il ‘castello delle cerimonie’ su Arte, un doc mostra l’altra faccia dei matrimoni alla napoletana

Nozze alla Napoletana, un doc su Arte racconta all’Europa cosa c’è dietro l’incantesimo dei matrimoni all’ombra del Vesuvio.

pubblicato 1 Novembre 2017 aggiornato 1 Settembre 2020 04:23

I matrimoni alla Sonrisa sono sbarcati su Arte, canale culturale franco-tedesco da decenni punto di riferimento del servizio pubblico europeo per la sua programmazione. Lo hanno fatto con un doc coprodotto da ZDF e B&B Film, la casa di produzione che ha portato in tv Il Boss delle Cerimonie e le feste nel Castello della famiglia Polese, ovvero il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (NA).

Hochzeit alla Napoletana“, ovvero “Matrimonio alla napoletana – Una festa tra sogno e la realtà”, il titolo scelto per il doc di mezz’ora inserito nel ciclo Re:, che in questa stagione ha trasmesso, tra gli altri, reportage sulla crisi delle compagnie di navigazione mercantili, la lotta contro l’obesità in GB, la storia di un procuratore anti-corruzione in Romania, giusto per dare un quadro dell’offerta.

Protagonisti di questo doc, densissimo per la mezz’ora concessa, sono Domenico, elettricista in un’impresa edile, e Raffaella, già sua compagna e madre dei loro due figli. Una casa, nuova, a Giugliano – con le immancabili cornici dorate, cucina in stile rustico e pareti bronzo spugnate  – un solo stipendio, un panorama che abbraccia le ecoballe stoccate nella discarica di Taverna del Re, una tv da oltre 40′ al muro e un matrimonio da organizzare.

Conti alla mano, tra pranzo pantagruelico alla Sonrisa (con il solito Matteo pronto ad aggiungere una spaghettata di mezzanotte a un menu a base di pesce che non esita a definire esagerato), il servizio fotografico con le mitiche sorelle Pipolo e una schiera di telecamere per il gran giorno, un abito dallo spacco vertiginoso e un corpetto di cristalli da far invidia alla famiglia Swarovski, i giovani sposi sono pronti a investire 50.000 euro. E così su Arte si racconta anche l’altra faccia del matrimonio alla napoletana, quella rappresentata dal contesto da cui nascono le magiche feste del Castello,  lasciato volutamente sottotraccia nella serie favolistica che la stessa B&B Film firma per Discovery da 5 stagioni

La realtà, quella che sta al di fuori dei bianchi cancelli barocchi del Castello, diventa quindi il punto di partenza del doc realizzato per Arte e mostra l’altra faccia della festa, quella da cui si ‘scappa’ per un giorno da sogno, che invece è il cuore del racconto seriale di Real Time. L’esagerazione tanto denigrata dai detrattori del programma – fatta di abiti sgargianti, di scarpe improbabili, di fazzolettate e pranzi infiniti – torna quindi nella sua collocazione sociale, nella quale il matrimonio dei sogni diventa desiderio di riscatto e rientra nel meccanismo sociale di rivalsa contro la precarietà, agganciandosi all’aspirazione di fare più degli altri.

“Uscire da un matrimonio e andare a mangiare una pizza: questo per gli sposi è l’incubo più grande. Non c’è niente di peggio per loro…”

spiega alla telecamera un Matteo Giordano più spontaneo che mai, sciolto dallo schema narrativo del Castello, che gli ha ormai assegnato un ruolo e un personaggio. Gli elementi cari alla serie ci sono tutti: Mario Conte e le sue rose rosse, Don Sabatino e il suo calesse, lo scugnizzo Agostino che traina la barchetta di pesce fresco, i piatti ricchissimi, la fazzolettata, i trenini. Senza l’ironia della fiaba, però, tutto ciò diventa ‘altro’. E’ come se sul banco di un’ipotetica regia si abbassassero i livelli di magia, facendo venir fuori l’aspetto più strettamente documentaristico che il programma in ogni caso incarna (il trattamento della malattia e della morte di Don Antonio lo ha chiaramente ricordato) anche se impreziosito da una profondità di scrittura capace di offrire sempre diversi livelli di lettura.

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E così i matrimoni à la napoletana, che hanno nella Sonrisa una delle location più originali offerte dal territorio e che vanno intesi come categoria dello ‘spirito’ e non strettamente geografica, si raccontano all’estero per quel che sono, oltre la cornice ironica e fiabesca in cui vengono inquadrati (epicamente) dal programma di Real Time. Arrivano ad esprimere tutto il valore di manifestazione culturale e sociale radicata nella mentalità pop partenopea (almeno in una parte di essa), fatta di risparmi da bruciare in una festa indimenticabile che faccia parlare di sé nel quartiere. Tutto questo – sotteso nella serie tv e volutamente lasciato all’abduzione del telespettatore concentrata com’è nel raccontare proprio la realizzazione del sogno tanto desiderato – diventa invece visibile nel doc di Arte che esplora le dinamiche di una festa di nozze al Sud. E non solo al Sud.

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La scena finale, poi, rompe violentemente l’incantesimo vissuto nella serie tv. Due, almeno, gli aspetti televisivamente interessanti del doc (ora non più visibile sul sito del canale, ma disponibile su Dailymotion rigorosamente in tedesco): nell’essere una golosa cartina al tornasole per apprezzare il lavoro di genere realizzato per la serie tv e nella capacità di guardare un fenomeno, ormai per molti formattizzato, da altri punti di vista, a testimoniare che il ‘fenomeno’ è ben più sfaccettato, prismatico, tagliente di quanto si sia portati a credere.

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