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Sotto copertura 2, conferenza stampa fiction Rai1

In onda su Rai1 a partire da lunedì 16 ottobre 2017.

  • 12.30

    Il direttore di Rai Fiction Andreatta: “Questo non è un sequel; spinge un po’ oltre l’asticella dell’innovazione: è la prima volta che col racconto seriale raccontiamo una storia di valore civile ma soprattutto una storia vera, realmente accaduta. Da miniserie (prima stagione) a serie (seconda stagione) è una grande innovazione. Questa innovazione permette di confrontarsi con il mercato internazionale, che oggi è quello delle serialità, non più delle miniserie. Si tratta di un formato di 8×50, trasmesso da Rai1 in quattro serate da 100 minuti”.

  • 12.32

    Andreatta: “I personaggi sono spessi, solidi, complicati. Non sono il bene vs male, ma ricchi di contraddizioni e debolezze. Il protagonista deve opporsi a due antagonisti: Zagaria da una parte, i veleni interni dall’altra”.

  • 12.33

    Andreatta spiega che in questa serie “ci sono tante famiglie”: quella del commissario e quella del boss Zagaria.

  • 12.35

    Andreatta sulle location della serie: “Raccontata una Napoli ricca di contraddizioni e anche inedita”.

  • 12.36

    Andreatta: “Non è un sequel, questa è una storia che si può godere a pieno anche senza aver visto la serie precedente”.

  • 12.37

    Matilde Bernabei (produttrice): “Stiamo cercando di intercettare e di innovare il mercato internazionale. Avere una serie a disposizione permette di sfaccettare meglio i personaggi. L’ispirazione dalla realtà ci è stata data da Pisani, il vero capo della squadra mobile di Napoli, che è poi stato tolto dal suo incarico dalla camorra stessa. Adesso lui lavora a Roma, è una persona di qualità professionale, umana e di stile”. Poi aggiunge: “È stato importante dire agli italiani che ci sono anche quelli che nello Stato lottano veramente e, soprattutto, è stato importante dare l’onore delle armi a Pisani”.

  • 12.38

    Luca Bernabei (produttore): “Questa fiction parte da un assunto importante, alla base editoriale del progetto: tanti prodotti dicono che la criminalità è qualcosa di desiderabile e che la violenza è vincente; questo prodotto, invece, dice che il male non paga. Questo è importante, per il pubblico e per il Paese, che ha bisogno di riscatto”.

  • 12.39

    Bernabei spiega che la serie si chiude con le immagini reali e inedite della cattura di Zagaria.

  • 12.40

    Bernabei poi parla di come il territorio abbia collaborato dando il segnale di voler raccontare questa storia.

  • 12.40

    Il regista Giulio Manfredonia: “Il personaggio di Zagaria ha una sua logica, nella sua visione militaresca. Lui intendeva la Camorra come un piccolo Stato all’interno dell’Italia”.

  • 12.43

    Il regista: “I poliziotti lavorano mettendo dentro tutta la loro vita; si mescolano vita privata e vita pubblica”.

  • 12.44

    Il regista spiega che uno dei messaggi che vengono lanciati è che Zagaria fa “una vita ‘de’ merda”.

  • 12.44

    Claudio Gioè: “Orgoglioso di far parte di questa squadra, Rai, Lux Vide e il regista sono stati coraggiosi. Abbiamo raccontato una speranza; tanti prodotti esaltano il fascino del male, spesso in modo fine a se stesso”.

  • 12.45

    Gioè: “Raccontiamo la vittoria dello Stato e lo facciamo proprio in quei territori; è stata come una operazione catartica per chi vive là”.

  • 12.48

    Gioè: “Il rischio retorica era dietro l’angolo, ma già dalla prima stagione l’abbiamo evitato. Nella seconda stagione abbiamo calcato la mano, siamo andati più a fondo dell’aspetto umano dei poliziotti. Raccontare queste storie è una cosa rivoluzionaria”.

  • 12.48

    Alessandro Preziosi ha pochissima voce. Gioè: “È l’umidità del bunker”.

  • 12.49

    Preziosi: “Questo ruolo è difficile da sviluppare in scrittura, in prova e da mettere in scena. Ho lavorato 22-23 giorni consecutivamente”.

  • 12.50

    Preziosi: “Due anni fa ho fatto Don Diana, è stato strano interpretare Zagaria. Ma ho capito la legittimazione del male che vuole fare capolino nel bene”.

  • 12.51

    Preziosi: “Bisogna far capire alla gente che nella vita quotidiana il piccolo contributo alla delinquenzialità è dietro l’angolo sempre”.

  • 12.54

    Lo sceneggiatore Francesco Arlanch: “Un privilegio per me incontrare gli eroi, cioè Pisani e la sua squadra. Abbiamo cercato di essere più fedeli possibile alla realtà; il rischio di retorica nel raccontare l’eroismo della Polizia c’era”.

  • 12.55

    Arlanch: “Abbiamo dovuto dissimulare le carte per tutelare alcuni collaboratori di giustizia, ma nella sostanza quello che raccontiamo è vero. Abbiamo girato nei luoghi autentici”.

  • 12.57

    Come ha preparato il personaggio Preziosi? “La preparazione è stata ossessiva, ne abbiamo parlato tanto, mi sono ispirato al sindaco del rione Sanità di Eduardo de Filippo e a Il camorrista di Tornatore”.

  • 12.59

    Romano viene riabilitato alla fine della serie, perché non chiamarlo direttamente Pisani? Bernabei: “Abbiamo deciso di non usare il suo vero nome perché quando abbiamo fatto la prima stagione c’era ancora il processo in atto, era accusato di essere stato connivente con la camorra. Ora il suo accusatore è stato condannato per calunnia. Abbiamo voluto proteggere Romano e la sua famiglia”. Poi fa notare che Romano, nonostante tutto, non è presente oggi: “Poteva mettersi in mostra, invece ha scelto di non venire”.

  • 13.04

    Bernabei: “Le serie che esaltano il male quali sono? Non parlo solo di Gomorra e di serie italiane. È chiaro che il male fa più rumore del bene”.

  • 13.06

    Preziosi spiega che da piccolo era affascinato dalla delinquenza. In che senso? Lui ironizza: “Ho rubato un paio di macchine e delle piccole autoradio. Se ne vedevano di tutti i colori, risse, motorini rubati. Quelle persone erano e sono ancora oggi la feccia della società. Io, invece, no”.

  • 13.08

    Bianca Guaccero interpreta una casalinga che conosce il bunker di Zagaria: “Ringrazio questa squadra di lavoro, siamo entrati nei personaggi con passione, fatica e lavoro. Per me non è stato semplice, Claudia Ventriglia ha mille sfaccettature; è chiamata a coprire il boss, non poteva non farlo; non so se fino in fondo fosse affascinata dal potere o se lo subisse. Alessandro ha interpretato benissimo Zagaria, io ho avuto veramente paura di Alessandro Preziosi”. Lui sorride: “Ora basta, però, qui è un attimo…”.

  • 13.13

    Guaccero: “Abbiamo girato nella vera casa della famiglia coinvolta nella vicenda, avevo i brividi: era rimasto tutto com’era prima del sequestro. Ho incontrato la vera signora Ventriglia (il nome è di fantasia): mi ha colpito il suo sguardo, mi ha raccontato molto più delle parole. Ho visto nei suoi occhi il dramma e la forza con la quale ha lottato. Uno sguardo che difficilmente dimenticherò; uno sguardo molto duro”.

  • 13.15

    Martari interpreta Visentin: “Ha un attrito con Romano, i due hanno approcci al lavoro diversi. Visentin è molto rigido nel lavoro; all’inizio è complicato, ma alla fine si arriva alla vittoria”.

  • 13.16

    Gerardi: “Salvo è un rude dal cuore grando. Ho scoperto come vive un poliziotto sotto copertura; per pochi soldi rischiano la vita. Non hanno Natale, non hanno Pasqua, sono costretti a non vivere la loro famiglia”.

  • 13.17

    Gerardi: “Volevo così interpretare il personaggio che non mi sono mai cambiato, andavo a casa con i vestiti di scena”.

  • 13.17

    Antonio Folletto è Carlo Caputo: “Questi ragazzi sono pronti a mettere in gioco tutto, la loro vita, per il lavoro!”

  • 13.19

    Alejandra Onieva preferisce parlare in spagnolo. Interpreta Agata Farina, una ragazza orfana, appena arrivata in Italia dopo essere cresciuta in Spagna.

  • 13.21

    Erasmo Genzini interpreta Nicola. Il regista: “Ci ha regalato una grande autenticità”.

  • 13.24

    Genzini: “Aspettavo da tempo una opportunità come questa; è stata una grandissima emozione; la considero la prima, perché finora avevo lavorato poco. Non è stato facile ma neanche difficile interpretare Nicola: conoscevo la natura vera delle persone di strada e di queste vicende. Da napoletano è stato un onore. Ho dato un messaggio ai napoletani, vorrei lanciare una speranza: la vita di camorra porta inizialmente dei privilegi ma poi conduce alla fine, senza gioia. Il messaggio è: anche se sei l’uomo di Zagaria, puoi uscirne e smettere con quella vita di merda”. Finisce la conferenza.

Sta per iniziare alla Casa del Cinema a Roma la conferenza stampa di presentazione della seconda stagione di Sotto copertura – La cattura di Zagaria, in onda su Rai1 a partire da lunedì 16 ottobre alle ore 21.25. Blogo seguirà l’incontro in liveblogging.

Previsti gli interventi degli attori, del regista Giulio Manfredonia, dei produttori Luca e Matilde Bernabei (Lux Vide) e del direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta.

Il cast è composto da Claudio Gioé, Alessandro Preziosi (new entry), Alejandra Onieva, Matteo Martari, Bianca Guaccero (new entry), Antonio Gerardi, Giulia Fiume, Antonio Folletto, Simone Montedoro, Erasmo Genzini, Francesco Colella, Pietro Ragusa e Lorenza Indovina.

Sotto copertura 2 | Anticipazioni

Una fiction ispirata a una storia vera: il racconto della cattura del boss del clan dei casalesi, Michele Zagaria, ad opera della Squadra Mobile di Napoli.

Sotto copertura 2 | Sinossi

Michele Romano (Claudio Gioè), capo della squadra mobile di Napoli, è reduce dal grande successo dell’arresto di Antonio Iovine, boss della camorra latitante da quindici anni. Ma Romano e la sua squadra sono immediatamente richiamati al dovere per dare la caccia all’uomo più ricercato d’Italia: Michele Zagaria (Alessandro Preziosi), il capo della camorra casertana, introvabile da vent’anni, che dalla latitanza continua a dirigere il suo impero criminale. È l’inizio di una nuova, delicata indagine…

Accanto a Romano ci sono gli uomini della sua squadra. Il giovane Carlo (Antonio Folletto), di Casal di Principe, è ormai un punto fermo. Il ragazzo è spinto dal desiderio di ripulire la sua terra: era uno dei ragazzi di Don Diana, ed è diventato poliziotto per onorare il suo sacrificio. Carlo cerca ora di conciliare il lavoro e la storia d’amore con Chiara, la figlia di Romano; Carlo pensa seriamente al matrimonio, ma dovrà attendere che Chiara rientri da Edimburgo, dove studia legge. Intanto, i sospetti di collusione con la camorra che incombono sul suo mentore e futuro suocero metteranno a dura prova le convinzioni del ragazzo.

Anche Salvo (Antonio Gerardi) e Arturo (Simone Montedoro), gli altri membri della squadra di Romano, sono perennemente alla ricerca di un difficile equilibrio tra il lavoro e la loro vita familiare. Salvo cerca di riconquistare la sua ex moglie, Teresa, che però non sembra intenzionata a offrirgli una seconda possibilità. Arturo, invece, è costretto dagli orari di lavoro a spendere meno tempo di quanto vorrebbe con la sua famiglia, tanto che sua moglie gli chiede spesso di cercare un lavoro diverso…