Paolo Villaggio è morto: addio a Fantozzi e al prof. Kranz

Consacrato al cinema dal ruolo di Fantozzi, quintessenza dell'italiano servile, Paolo Villaggio conobbe la popolarità in tv.

È morto Paolo Villaggio: aveva 84 anni e da qualche giorno era ricoverato al Policlinico Gemelli. Purtroppo non è una bufala: più volte, infatti, sul web era circolata la falsa notizia della sua scomparsa; questa volta, invece, l'indimenticabile interprete della saga di Fantozzi ha fatto sul serio.

Attore, ma anche sceneggiatore, scrittore e doppiatore, ha portato in tv e al cinema maschere grottesche e anche crudeli nella rappresentazione della società del dopoguerra: tra i primi il professor Kranz, "tedesco di Germania", e il timidissimo Giandomenico Fracchia, con i quali si è fatto conoscere al grande pubblico tv alla fine degli anni '60, quando condusse Quelli della domenica (1968). Un esordio tv favorito dal supporto di Maurizio Costanzo, che ebbe modo di apprezzarlo nelle sue esibizioni nei cabaret di Roma e di Milano (l'esordio al Derby è della seconda metà degli anni '60) e che lo portarono anche a partecipare ad alcuni degli show più amati dell'epoca, da Canzonissima a Teatro 10.

Da qui prima la radio, poi la tv - dove prese forma il personaggio di Fantozzi anche grazie all'esperienza di Fracchia, sul quale fu realizzata una vera e propria 'miniserie' con Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi  - quindi il cinema. Ma la tv è stata una tappa importante per il comico genovese, che vi è tornato poi negli anni '90 e anche nei 2000, anche come attore in Carabinieri.

Villaggio è stato diretto da alcuni dei più grandi registi italiani, da Federico Fellini a Marco Ferreri, da Lina Wertmüller a Ermanno Olmi e Mario Monicelli: nel 1990 ha vinto il David di Donatello per il miglior attore protagonista per La voce della Luna, di Federico Fellini, nel 1994 il Nastro d'argento al migliore attore protagonista per Il segreto del bosco vecchio, di Ermanno Olmi e ha ricevuto tre premi alla carriera (Leone d’oro nel 1992, Pardo d’onore al Festival del cinema di Locarno del 2000 e il David nel 2009).

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