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Diritti tv Serie A 2018-2021: Mediaset non presenta alcuna offerta, Sky al ribasso, l’asta è un flop

Ecco perché la Lega e Infront hanno annullato l’asta. E ora cosa succederà?

Ieri, sabato 10 giugno 2017, la Lega Calcio ha annullato l’asta indetta per assegnare i diritti tv per le partite della Serie A per il triennio 2018-2021. La decisione è motivata dal fatto che le offerte ricevute sono state giudicate insufficienti. Infatti, Sky ne ha presentata una molto più bassa del previsto (230 milioni di euro per il primo pacchetto, la cui base d’asta era 200 milioni, 210 milioni per il secondo la cui base d’asta era di 400) mentre Mediaset (così come Tim) non l’ha proprio presentata. L’unica altra offerta è stata quella di Perform Group, una società inglese. Da parte della sconosciuta Italian Way, invece, solo una lettera di lamentele.

In un comunicato il cda di Mediaset ha spiegato:

In coerenza con l’esposto presentato all’Autorità Garante della Concorrenza (che sarebbe stato respinto, Ndr) al fine di ottenere una nuova formulazione del bando per l’assegnazione dei diritti tv Serie A 2018-2021, il Consiglio di Amministrazione Mediaset ha deciso di non presentare alcuna offerta all’asta che si è conclusa in data odierna. Al di là dei contenuti sportivi e dei valori economici attribuiti ai singoli pacchetti, ribadiamo che la formulazione dell’invito a presentare offerte è totalmente inaccettabile in quanto abbatte ogni reale concorrenza e penalizza gran parte dei tifosi italiani costretti ad aderire obbligatoriamente a un’unica offerta commerciale. Mediaset si riserva di ricorrere in tutte le sedi competenti.

La richiesta della Lega è di 1 miliardo di euro, ma c’è grande differenza con l’offerta presentata da Sky. Il presidente della Figc e commissario della Lega Carlo Tavecchio ha nascosto ogni tipo di preoccupazione:

Il valore di partenza sarà quello indicato in questo bando (1 miliardo di euro, ndr) e c’è tempo fino a novembre, dicembre, sei mesi prima dell’inizio della prossima stagione (…) Riteniamo che le offerte pervenute non rappresentino il valore reale del massimo campionato

Cosa succederà adesso? L’ipotesi più probabile è che, come fatto intendere da Tavecchio e da De Siervo (a.d. di Infront, la società di consulenza che gestisce i diritti televisivi del calcio italiano), ci sia un rinvio a dopo l’estate (si parla di novembre-dicembre), con la speranza che nel frattempo Vivendi-Mediaset-Telecom trovino un equilibrio (Sky si è detta contraria a tale strategia attendista). Resta in piedi la possibilità che la Lega Calcio crei un proprio canale televisivo.

Ricordiamo che per lo scorso triennio di Serie A, le offerte complessive furono di 943 milioni di euro.

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Grafiche via Corriere della Sera

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