Berlusconi & Santoro: la strategia del ragno

Maria Volpe ha scritto sul "Corriere" l'articolo più illuminante sul match, sullo show, sul talk, tra Santoro, padrone di casa, e Berlusconi, ospite pronto al cimento come Rocky.

L'articolo è illuminante non perchè cerca di spiegare, senza spiegare, ciò che è accaduto, come fanno critici e opinionisti che non hanno più critiche o preda nei loro carnieri. Ma perchè ha avvicinato e intervistato uno che la sa lunga, Massimo Boldi, campione anziano del cabaret,che racconta come mai era lì: di sua sponte e non perchè invitato da Silvio o da Michele. Un semplice atto di amicizia. A Milano il Derby Club è più di una gloriosa università.

Non dubito di Boldi e della sorpresa col suo telepanettone dopo la Befana, ma non so se accettare le sue parole per vere fino in fondo.

Sarà sincera senz'altro, la spiegazione fornita, e cioè che la volontà di Cipollino è stata raccolta e soddisfatta da un twitter a Giulia Innocenti, collaboratrice stretta dell' Autorissimo Michele. Però.

"Sono entrato anonimamente a Cinecittà". Sarà. Michele, uomo noto e che conosce molti polli (forse uno non abbastanza, Rocky), sapeva o non sapeva? era d'accordo?

Prima della trasmissione li hanno visti tutti e tre insieme, molto felici. Tre colleghi?

Michele non ha pensato a un insidia, sicuro com'è sempre di se stesso e delle sue scelte, e fa bene ad esserlo. Però.

Boldi è andato in camerino del boss e lo ha rincuorato, forse gli ha detto: tieni i guantoni distribuiti lungo il corpo, non lasciare neanche una fessura. Sapeva, Boldi Cipollino trainer, che il corpo del Banana, come lo chiamano su Dagospia, è un unico grande guantone e che Rocky Stallonissimo non ha paura di nessuno. Tanto meno di Michele che lo conosce a fondo perchè in fondo in fondo un pò gli somiglia, nel senso che sa come si sta sul ring, e come bisogna saper improvvisare.

Tante osservazioni si possono fare sull'incontro-scontro, e qualcuna la vorrò fare in un altro post se ci sarà posto.

Per il momento premetto , a differenza dei soloni dei competenti spesso affascinati da se stessa fino a rischiare l'diventare incompetenza, che a mio avviso il punto cruciale del match è stato quello in cui l'incontro da una sostanziale parità ai punti ha cambiato andamento , promuovendo o migliorando la situazione di colui che doveva essere il Cavalier Perdente, dopo i colpi di Travaglio, sotto gli occhi compiaciuti di Michele.

Poi c'è stata la lettura della missiva da Rocky che spompato non era, la missiva al " diffamatore" Travaglio, che ha ascoltato, sbalordito dai colpi, anzi suonato nello sguardo e nella impassibilità di chi sembra spiazzato.

Il colpo risulta decisivo poichè fa vedere nettamente la capacità di recupero del SuperAvversario, la sua preparazione, la resistenza, lo scatto di reazione del Candidato Sconfitto.
Ma, prima ancora, a rovesciare, a cambiare tutto, è stato il suo gesto di Rocky ( improvvisato ?) di pulire accuratamente la sedia del grande accusatore Travaglio, forse troppo certo di aver messo i suoi pugni nei guantoni di Michele lo Spiazzato,e aver spento il Nemico Storico.

Un colpo, un gesto pesante, un pugno sotto la cintura. Fatale. Un pugno di una lotta senza quartiere, nei pressi o nel bel mezzo di un "servizio pubblico", trasformando la sedia nel coperchio di una tazza.

Un gesto e un colpo micidiale, il segno della fine di ogni confine, di ogni patto, di ogni regola concordata, anzi al di là delle regole.

Da lì sono iniziati gli altri momenti del match che sono saliti, saliti, saliti. Momenti esemplari, con significati e conseguenze altrettanto esemplari. In cui Boldi non c'entra, o c'entra come corda di rimbalzo del ring, come risorsa trovata al momento, come inizio di una folgorante ripresa di iniziativa. I primi fili di una strategia del Ragno del sorriso e del cipiglio, sorriso e cipiglio che si alternano sul volto di Rocky fino alla fine.

Quasi nove milioni. A chi il merito della vetta? Fa bene Enrico Mentana ad essere orgoglioso del primato di una rete che fatica anche se è ben fatta. Ma sa benissimo, l' ex ragazzo detto Mitraglietta, sa meglio di me, di noi, forse persino di Santoro, che il giorno dell'auditel è benedetto tra i paria, e poi...chissà.

Il seguito alla prossima puntata.

Italo Moscati

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