Berlusconi e Santoro in diretta a Servizio Pubblico. Le vignette di Vauro

0.10: arriva Vauro a chiudere il tutto, con le consuete vignette.

Berlusconi e Santoro - Servizio pubblico del 10 gennaio 2013

Berlusconi e Santoro - Servizio pubblico del 10 gennaio 2013
Berlusconi e Santoro - Servizio pubblico del 10 gennaio 2013
Berlusconi e Santoro - Servizio pubblico del 10 gennaio 2013

0.03: prima della pubblicità e delle vignette di Vauro, Berlusconi, rimproverato da Santoro, lascia lo studio (evidentemente anche questo era concordato). E, fuorionda, lo si sente dire:

«Ragazzi, non fatevi infinocchiare da quest...»

0.00: Berlusconi si definisce un uomo «buono e giusto». Poi chiede al pubblico se tutti coloro che lo hanno votato sono coglioni. Il pubblico:

«Sììììììììì»

23.58: il nuovo segmento del programma è volto a dimostrare che il patrimonio di B. è aumentato da quando è entrato in politica.

23.54: non si capisce più niente, per 4 minuti si grida.

23.50: Travaglio ribatte: «Sono condanne civili». Poi la battuta: «Se fosse vero che sono un delinquente abituale, lei mi avrebbe fatto Presidente del Consiglio».

23.48: Berlusconi pulisce la sedia su cui si era seduto Travaglio. Poi Santoro parla delle regole che prevedevano che non si entrasse «nel merito dei processi» (svelando dunque un altarino del programma). Berlusconi indica Travaglio: «Lui l'ha fatto».

E poi, a Santoro:

«Faccia partire il prossimo servizio che le conviene»

23.47: Berlusconi legge le condanne di Travaglio. Ad un certo punto Santoro sbrocca, lo interrompe e lo fa smettere. Ecco come non doveva finire.

Marco Travaglio

23.40: Berlusconi legge la lettera a Travaglio.

23.39: Berlusconi seduto al tavolo, fa lo show. Santoro alza la voce. Sembra una commedia all'italiana. Manca la parte scollacciata.

23.36: su Dell'Utri: «E' una bravissima persona, il suo unico difetto è essere nato a Palermo»

Silvio Berlusconi

23.32: tocca a Berlusconi rispondere punto per punto. Nega le accuse sulla mafia («Nessun governo l'ha combattuta quanto me») e quelle sulle sue frequentazioni sbagliate: «C'è la possibilità per chi giudica di poter essere ingannato dalle situazioni che sono sotto il suo controllo».

23.29: l'ars retorica di Travaglio chiude così:

«Sono vent'anni che aspettavo di intervistarla, ma preparandomi non mi è venuta nessuna domanda»

perchè, dice Travaglio, quel che è diventato importante non è quel che ha fatto o detto Berlusconi, ma quel che non ha fatto o non ha detto. E giù d'elenco.

«Se non avessimo perso questi vent'anni, questi miliardi, lo sa quante IMU potrebbe togliere»

Parte l'applauso.

23.26: secondo monologo di Travaglio. Che elenca tutte le frequentazioni sbagliate di Berlusconi. Lui ride. Come il pubblico.

23.23: partono le battute su Travaglio: «Lei guadagna tantissimo su di me, ha scritto quasi trenta libri». E il pubblico ride.

Poi, Berlusconi sfodera la

«Letterina a Marco Travaglio»

che leggerà.

23.20: Silvio Berlusconi risponde su Barbara Matera.

Il Cav sostiene di essere molto generoso e dice che la Matera ha ricevuto moltissimi voti e che è attivissima nel Parlamento Europeo.

Ovviamente, nessuno conferma o smentisce.

23.16: un lungo RVM con Tremonti ospite a Servizio Pubblico viene utilizzato (come Brunetta prima) per smentire Berlusconi.

Lui ribatte, Santoro tenta di incalzarlo, Berlusconi ribatte con un «ricostruzioni fantasiose».

Santoro ci prova:

«Tremonti è ccattivo? E' ccattivo? E' ccattivo?»



Imprenditrice a Servizio Pubblico

23.08: come prevedibile, Berlusconi dà ragione all'imprenditrice sulla cessione di sovranità monetaria. Ma poi difende l'Unione Europea «che rappresenta il nostro futuro».

«Voglio un'Europa che possa essere fonte non solo di pace, ma anche di benessere»

Crisi Mediaset

23.03: la crisi colpisce anche Mediaset. Viene mandato in onda un rvm che racconta la proposta a una serie di dipendenti Mediaset di Roma che sono stati invitati a trasferirsi a Cologno Monzese.

Poco prima, al rientro dalla pubblicità, un'imprenditrice del nord-est la butta sulla sovranità monetaria. Probabile assist a Berlusconi che le darà ragione.

22.53: secondo break pubblicitario. Fino a questo momento, puntata molto deludente. Per Mentana, su Twitter, Santorno tiene botta. Ma chi gli risponde non è d'accordo.

22.46: Berlusconi vorrebbe rispondere su Barbara Matera. Ma per adesso tocca a Giulia Innocenzi, raccontare il "complotto" secondo B. e riassumerlo.

22.37: Santoro manda in onda il video di quando Berlusconi parlava al telefono mentre lo aspettava la Merkel. Perché? Non si capisce.

E Berlusconi:

«Santoro si sta scavando la fossa»

La seconda parte del monologo di Travaglio è sull'Imu e il rapporto con Monti. Berlusconi parte a rispondere da qui, poi sbrocca e se la prende con l'ideologia comunista.

Segue siparietto con Vauro. Sulla Matera e su Ruby nessuna risposta.

Marco Travaglio monologo Servizio Pubblico

22.23: parte il monologo di Travaglio. Berlusconi lo corregge all'inizio (sul «Non ho mai pagato una donna». Ci tiene a precisare: «Per fare l'amore»). Poi prende appunti e sogghigna. Tema della prima parte del monologo: Barbara Matera, Ruby e le donne di B. e la sua ricattabilità.

Barbara Matera

Barbara Matera
Barbara Matera
Barbara Matera
Barbara Matera

22.20: Santoro non riesce a fare altro che tentar la battuta. Il giornalismo è un'altra cosa. Ma sbaglia, perché è il terreno su cui il televisivo Berlusconi si muove meglio. Ecco lo scambio di battute:

Berlusconi: «Ma siamo da lei o siamo a Zelig?»
Santoro: «Lei è molto più Zelig di me».
Berlusconi: «No, no, Zelig è lei».
Santoro: «Ma non si arrabbi per queste battute»
Berlusconi: «Le sembro arrabbiato? Mi sto divertendo».

Silvio Berlusconi

22.14: Berlusconi interroga il pubblico:

«In quanto si approva un disegno di legge?»

Uno dal pubblico risponde correttamente. Ma ormai la commedia è fatta. Santoro chiede a Berlusconi cos'abbia vinto l'interrogato, Berlusconi dice: «Dipende da lei, è lei il leader del programma, è lei che guadagna». Santoro: «Ci mancherebbe che guadagnasse lei». Berlusconi: «Io ho bisogno di guadagnare, perché ogni giorno devo dare a una signora 200 milioni di vecchie lire». Risate.

Manca la musichetta. Poi Berlusconi fa l'esegesi del Disegno di Legge. Meglio di un'animazione dei Beautiful Lab.

Silvio Berlusconi Servizio Pubblico

22.07: prima battuta, primo applauso per il Cav.

«Santoro, lei ha fatto l'università o ha fatto le serali?»

La soluzione di Berlusconi è clamorosa, per evitare l'ingovernabilità del paese: vorrebbe che tutti votassero solo per lui, così non ci sarebbero partitini a impedire di prendere decisioni.

Santoro lo ribadisce: «Tutti devono votare per lei», e Berlusconi, con quel senso della televisione che nessuno può togliergli, chiede: «Possiamo fare un replay di questo momento?»

Certo. Sarebbe lo spot perfetto, come la tempesta perfetta di cui si parlava prima.

Si va di battutine e risatine, si svolta in comedy.

22.03: Santoro prova ad attaccare il mantra di Berlusconi sull'assenza di potere. E gli dice:

«In Sicilia le han dato 61 consiglieri su 61 e non è cambiato niente. Quanti glie ne dovevano dare?»

Ma Berlusconi insiste: «Il Governo italiano non può usare il decreto legge».

Non è proprio così, ecco.

Berlusconi e IMU

21.59: la domanda della Costamagna è relativa all'atteggiamento di Berlusconi e dei suoi nei confronti del Governo Monti. Chiede conto al Cavaliere del perché avesse accettato, a monte, una tassa «simile all'Imu».

Lui spiega di aver dovuto accettare la tassa (che è stata pensata diversamente da come la voleva Berlusconi) per non far cadere il Governo.

Marco Travaglio a Servizio Pubblico 10 gennaio 2013

21.53: grande pacatezza in studio. Al rientro dalla pubblicità, la Innocenzi chiede a Berlusconi se intenda scusarsi per aver sottovalutato la crisi. Lui nega qualsiasi responsabilità del suo Governo e paragona i fenomeni finanziari che hanno generato una congiuntura negativa sull'Italia a una tempesta perfetta, all'acqua alta a Venezia cui concorrono troppi fattori (luna, pressione atmosferica, scirocco).

Sulla pedana, i due schermidori principali sembrano scaldarsi in punta di fioretto. I piani d'ascolto di Travaglio sono privi d'espressività. Berlusconi accetta addirittura di essere interrotto.

Arriva la domanda di Luisella Costamagna.

Santoro individua punti di contatto con Berlusconi: anche nello studio di Servizio Pubblico, infatti, si è parlato del fatto (molto caro in questi giorni al Cav) che le politiche di Monti sono pericolose e recessive in un paese in crisi.

L'uomo che ha fottuto un'intera nazione Tocca a Giulia Innocenzi ricordare che Berlusconi diceva che fossimo un paese solido, che durante il suo ultimo Governo ha sempre negato la crisi, che l'Europa lo criticava.

A ricordare la copertina dell'Economist con quel titolo infamante, «L'uomo che ha fottuto un'intera nazione», poi a mostrare un rvm con il Berlusconi che, al G20, dice che

«i ristoranti sono pieni».

Ma al rientro dall'rvm Santoro dice che c'è un «problema coi ponti» e manda la pubblicità. Berlusconi è scuro in volto. Una pubblicità provvidenziale?

Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico

21.36: «Bentrovato Presidente», è il saluto di Michele Santoro. La prima domanda del giornalista al Cavaliere è: «Lei affiderebbe aziende in crisi (come quelle di Lumezzane mostrate nel servizio, ndr) a un imprenditore che le avesse gestite per 8 anni, negli ultimi 10?»
Il riferimento è chiaro. Come è chiara la risposta del Cav:

«Se si chiama Silvio Berlusconi sì»

poi parte il mantra già sentito in questi giorni: il desiderio di andarsene dalla politica, di costruire ospedali, di costruire un'università politica con tutti i suoi amici (Berlusconi cita Chirac, Aznar, Clinton, Putin... e dice «avevamo pensato ad aprire a marzo, ma non si potrà).

21.27: dopo il monologo del torero Santoro e la pubblicità, si parte con un messaggio del 1994 di Silvio Berlusconi, uno spot elettorale contro la pressione fiscale. Segue un rvm che racconta la crisi degli italiani nel 2013.

21.16: non ha retto il carico, il sito di Servizio Pubblico, che è down in questo momento.

Sito di Servizio Pubblico down

21.09: Michele Santoro e Silvio Berlusconi si stringono la mano nello studio di Servizio Pubblico. La prima delle illazioni circolata nelle ultime ore (che in realtà all'ultimo momento Berlusconi non si sarebbe presentato. Ma era una di quelle voci da urban legend che circondano i grandi eventi) si sgonfia immediatamente.

Ecco la stretta di mano immortalata da un Tweet, mentre c'è ancora in onda Massimo D'Alema a In Onda.

«Un'occasione unica, non sprecatela»

Volevo scrivere anche, visto che me lo chiedevano in redazione, che cosa spero, per questa puntata di Servizio Pubblico. In realtà, che cosa spero non lo so e quel che mi aspetto, pessimisticamente, l'ho già scritto. E così, visto che spesso Facebook è foriero di spunti interessanti, e visto che qualcuno (per inciso: un amico anche nella vita vera, non solo sui social network) ha già detto tutto quel che c'era da dire, e racchiuso ogni speranza per il buon giornalismo (mica solo per la puntata di Servizio Pubblico di stasera) in poche ma significative righe, con il suo permesso lo pubblico.

Voglio sperare che stasera, da Santoro, sia fatto un buon lavoro di giornalismo, e che vengano adottate quelle tecniche professionali minime in grado di farlo definire tale. Tecniche che all'estero sono la regola, ma che in Italia è rarissimo vedere applicate.

Innanzitutto, documentatevi! Berlusconi ha un'indubbia capacità dialettica ed è in grado di snocciolare una quantità impervia di dati, circostanze, statistiche, sondaggi, ricostruzioni pseudo oggettive di fatti e dichiarazioni. Ognuno di questi interventi dovrebbe essere verificato e, all'occorrenza, confutato, anche con la proposizione di materiale filmato che contraddice quanto detto.

In tempo reale. "Fact checking", come lo si ama definire adesso. Ad esempio, quando ha dichiarato a Sky che non aveva mai detto che Ruby era la nipote di Mubarak, ci sono decine di filmati che avrebbero potuto smentirlo, ma non sono stati mandati in onda, né il giornalista ha approfondito.

In secondo luogo, fate la "seconda domanda"!

Che significa: incalzatelo. Berlusconi è molto abile a dare risposte evasive, a prendere le domande alla larga, ad andare a parare dove vuole lui. Invece, se la prima risposta non è soddisfacente, la domanda va ripetuta e, nel caso, specificata meglio.

E nel caso non si riceva una risposta circostanziata, la domanda va fatta ancora.

In terzo luogo: nessuna domanda elaborata!

Ma cose semplici, dirette, che esigono risposte chiare e circostanziate. Le classiche domande che rispondono alle "cinque w": WHO («Chi»), WHAT («Cosa»), WHEN («Quando»), WHERE («Dove»), WHY («Perché»).
Evitate, infine, lo sproloquio e il parlarsi addosso tipico dei nostri beceri talk show.

Giornalisti di Servizio Pubblico, questa sera avete un'occasione unica per provare a fare un lavoro degno. Non sprecatela.

Raffaele Napoli

Un bel manifesto. Per tutti, non solo per i giornal

Le locandine

10.30: il profilo Facebook di Servizio Pubblico, invece, diffonde un'immagine decisamente meno rassicurante dell'ex premier, propone il titolo della puntata, Mi consenta (citazione di un celeberrimo intercalare del Cavaliere) e una sua immagine ben più recente.

Silvio Berlusconi - Mi consenta

La sostanza, comunque, non cambia: entrambe le parti pubblicizzano, a modo loro, l'evento televisivo che rende ancora una volta (un po' meno eh, perché la situazione politica è cambiata) le elezioni politiche, per alcuni, come un referendum pro o contro il Cavaliere. Una visione anacronistica della realtà, ma televisivamente molto funzionale.

10.00: comincia presto, la giornata in preparazione al match (ché di questo si tratta) fra Silvio Berlusconi e Michele Santoro. Al punto che il profilo Twitter del Popolo delle Libertà spara fuori un Tweet con foto retrò del Cav, lo skin di Servizio Pubblico e la frase: «Mi piace giocare anche in trasferta».

E' evidente dove si voglia andare a parare, e quanto, come si diceva ieri, sia importante lo show.

Silvio Berlusconi ospite unico di Santoro e Travaglio

Silvio Berlusconi a Porta a Porta - 010

Questa sera, 10 gennaio 2013 Silvio Berlusconi sarà ospite unico di Michele Santoro e Marco Travaglio a Servizio Pubblico, su La7.

Sì, avete letto bene. Molto bene. Ospite. Unico.

Questo significa che per tre ore si parlerà di una cosa sola: di Silvio Berlusconi. Perché sì, la si metta come si vuole, ma è Berlusconi lo show. La politica è in disparte, che importa. E' ovvio che sarà il Berlusconi-show. E che Santoro gongola per gli ascolti che verranno. E Travaglio, tutto sommato, gongolerà anche lui. E' la legge dello spettacolo, bellezza: il sistema e l'antisistema hanno bisogno l'uno dell'altro. In questo caso, il berlusconismo e l'antiberlusconismo sono simbiotici (ma da anni, mica da oggi).

La cosa impressionante, appunto, è che non importa più a nessuno quel che dirà Berlusconi politicamente parlando. D'altro canto, prendiamo in considerazione il fatto che ora per il Cav. il candidato premier del Pdl è Angelino Alfano. Lo conferma a Porta a Porta, dopo aver ribadito per settimane che le primarie del Pdl non si sono fatte perché in campo era ritornato proprio lui, Berlusconi. E' chiaro, no, che non importa davvero quel che dirà. No. Quel che importa è cosa accadrà nelle dinamiche fra i tre. Lo commenteremo live, in liveblogging, ovviamente (con una diretta Berlusconi-Santoro-Travaglio anche su Polisblog).

Ci si aspetta di tutto, ci sono persino i bookmakers che hanno quotato la possibilità che il Cavaliere si alzi e se ne vada (l'ipotesi è data 5 a 1 da Stanleybet, si dice in giro. Ma la possibilità, invece, che Berlusconi rimanga fino alla fine è data 1.23 a 1, quindi ritenuta più probabile. Alla domanda «Mi si nota di più se resto o se me ne vado», probabilmente il Cav. deciderà di rispondere restando, voi che ne dite?). Ci si aspettano liti, scontri o pacche sulle spalle. Qualsiasi cosa.

E se Marco Travaglio (si vociferava che potesse non essere della partita, ma lui smentisce) dice che non sarà una «sfida all'OK corral», in realtà si augurano tutti che lo show sia all'altezza delle aspettative. Peccato che non potremo assistere al crossover dei sogni di chi non ne può giù più di questo dejavu (come il sottoscritto): Joe Bastianich che arriva in studio, rovescia il piatto e dice:

«Signori, tutto questo è bollito».

Non accadrà. E saremo tutti lì a guardare, commentare, far battute, cercare di esser seri, criticare, darsi un tono. Come se fosse il Festival di Sanremo. E' Servizio Pubblico, mi chiedevo nel titolo di queste poche righe.

Sì. Forse sì. Nel senso che il pubblico vuole anche questo, e quindi, nel bene e nel male, gli si offre un servizio.

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