Matilde D'Errico a Blogo: "Amore Criminale torna il 4 novembre con Asia Argento: il nostro pubblico potrà scoprirla e apprezzarla"

Matilde D'Errico presenta a Blogo la nuova stagione di Amore Criminale e commenta l'approdo di Barbara De Rossi a Rete 4.

A partire dal 4 novembre, per sette prime serate, ritroveremo su Raitre Amore Criminale. Tante le novità che ci faranno compagnia nella nuova stagione del programma, ad iniziare dalla narrazione affidata da quest'anno ad Asia Argento. A raccontarcele torna ospite su Blogo Matilde D'Errico, ideatrice, autrice e regista del programmma. Amore Criminale, infatti, è Matilde D'Errico: è lei che, dieci anni fa, ha avuto l'intuizione di portare in video una realtà tragica e drammatica, colpita dal numero enorme di donne uccise da chi diceva di amarle. Ma quello che in un primo momento era un semplice format televisivo, con il passare degli anni si è trasformato in una vera e propria "missione" portata avanti con forza e impegno ammirevole. Dieci anni di Amore Criminale, un libro (L'amore criminale, ndr), conferenze e convegni, la D'Errico ha sposato una causa in cui crede veramente: "Sono di ritorno da Scandicci, dove ha sede la Scuola Superiore della Magistratura, perché nell'ambito di un corso di aggiornamento per i magistrati italiani mi hanno invitata a tenere una relazione sul tema della rappresentazione del femminicidio nei media. Una cosa importante, una grande soddisfazione", mi dice Matilde quando la chiamo per questa intervista. L'idea è quella di lanciare la nuova stagione del programma, ma non si può prescindere dalle polemiche che l'hanno investita a partire da questa estate, da quando si è diffusa la voce della sostituzione alla conduzione di Barbara De Rossi. L'attrice non l'ha presa bene e in un'intervista infuocata ha dichiarato di essere stata "fatta fuori" senza neppure essere stata avvisata. La D'Errico lo scorso agosto ha replicato con un'intervista esclusiva a Blogo e oggi, su mia richiesta, torna sull'argomento, dopo l'annuncio che sarà proprio la De Rossi a condurre il programma-copia di Amore Criminale, Il terzo indizio, su Rete 4. Ma, dopo queste precisazioni 'obbligate', è tempo di presentare la nuova stagione del suo programma e le novità che ci attendono.

È arrivata pochi giorni fa la notizia dell'approdo della De Rossi alla conduzione de Il terzo indizio, a pochi mesi di distanza dall'annuncio della sua sostituzione. Posso chiederti come hai accolto questa notizia?

Intanto, noi di Amore Criminale, siamo contenti che Barbara si sia ricollocata immediatamente. Quello che ci sorprende è che, in deroga a un criterio di coerenza, vada a condurre una trasmissione che sembrerebbe una copia di Amore Criminale e che lei stessa pubblicamente, quando andò in onda la prima volta su Mediaset, criticò. Questo ci sorprende.

Al momento dell'annuncio della sostituzione di Barbara De Rossi ci sono state una valanga di polemiche. Hai qualcosa da precisare a tale proposito?

Certo. Per quanto riguarda Barbara, mi preme sottolineare che lei sapeva - come tutte le altre narratrici di Amore Criminale - che la sua presenza sarebbe stata per un tempo determinato e non all'infinito, perché è proprio nel format di Amore Criminale l'alternanza di donne, di attrici, alla conduzione del programma, in una sorta di passaggio simbolico del testimone. Lo sapeva e le è stato detto quando è arrivata a sostituire Luisa Ranieri. Quindi mi meraviglia che si sia meravigliata della sua sostituzione. Nello stesso tempo, ci tengo a sottolineare che con grande correttezza Barbara è stata avvisata subito della scelta di cambiamento, e per la precisione è stata avvisata in primavera da me personalmente e poi anche ufficialmente da Raitre, perché l'hanno chiamata i due vicedirettori di rete e il capostruttura. Quindi non mi risulta che lei non sia stata avvisata: è stata informata ampiamente e per tempo. Colgo ovviamente l'occasione per ringraziare pubblicamente Barbara per il lavoro che ha fatto con noi, il periodo che abbiamo condiviso insieme è stato molto interessante, molto piacevole, abbiamo lavorato molto bene insieme. Amore Criminale è un format molto forte, dove la centralità è la docufiction, e dove a completamento del racconto della docufiction c'è la narrazione in studio, molto ben condotta da Barbara. Quindi la ringraziamo del lavoro fatto con noi e le facciamo i nostri più grandi auguri per l'avventura professionale nella trasmissione di Mediaset.

Ho avuto l'occasione di vedere le immagini della nuova scenografia del programma (che ci avevi già annunciato ad agosto), che sarà completamente rinnovata, ma questa sappiamo non sarà l'unica novità di questa stagione...

Sì, abbiamo rinnovato completamente la scenografia, è molto diversa dalla precedente. L'abbiamo progettata noi autori, proprio pensando a un progetto che fosse come un abito su misura per Asia Argento, la nostra nuova narratrice. E questa è l'altra grande novità.

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Immagino che tu abbia già avuto modo di vedere Asia all'opera in studio. Cosa ne pensi?

Certo, abbiamo lavorato al Centro Rai di Torino, dove abbiamo registrato la parte di studio delle sette puntate - sia gli snodi narrativi sia alcune interviste - e ora siamo in fase di montaggio. Siamo soddisfatti. Con Asia dobbiamo ancora finire il lavoro, c'è da fare il doppiaggio delle puntate con la voce fuori campo, la cosiddetta "voce narrante". Le diamo il benvenuto in trasmissione, l'abbiamo voluta fortemente e siamo sicuri che anche il pubblico di Amore Criminale potrà apprezzarla e scoprire dei lati, delle sfaccettature di Asia che fino ad ora non sono ancora venute fuori, ma che con questa trasmissione saprà mostrare al grande pubblico.

Quest'anno, a differenza dei precedenti in cui andavate in onda il lunedì, andate in onda il venerdì in prima serata. Come vedi questa collocazione nel palinsesto? Andate ad esempio contro Quarto Grado, che tratta tematiche analoghe...

Quanto a Quarto Grado è vero che ha una tematica simile, ma con un linguaggio molto diverso: è fondamentalmente una trasmissione di studio con dei tempi filmati ed è un programma giornalistico. Il nostro non è un programma giornalistico e il nostro taglio è di approfondimento narrativo. Tornando alla tua domanda, quella del venerdì non è sicuramente una serata facile. Ma la scelta l'ha fatta la rete, e noi con piena fiducia ci rimettiamo al servizio di queste scelte, sapendo che la battaglia per l'ascolto non sarà semplice. Non possiamo fare altro che continuare il nostro lavoro al meglio, come abbiamo sempre fatto, al di là delle scelte del giorno di messa in onda.

La nuova stagione è composta da sette puntate...

Sì, sono sette puntate in cui racconteremo due storie, una delle quali dedicata alle donne che ce l'hanno fatta a salvarsi.Ma dedicheremo sempre più spazio alle storie degli uomini 'maltrattanti'. Nell'edizione precedente avevamo fatto questo piccolo esperimento in due puntate, abbiamo visto che è andato bene, e abbiamo deciso di confermarlo e continuare su questa strada, anche perché ci sembrava importante nell'approfondimento del tema della violenza contro le donne intervistare anche gli autori della violenza e capire le loro dinamiche, mentali, psicologiche e interiori.

Nella prima parte della puntata, a raccontare la storia di una donna che ce l'ha fatta, ci sarà sempre Veronica De Laurentiis?

No, non c'è più la De Laurentiis. Le storie, sia delle donne sopravvissute che degli uomini maltrattanti, saranno dei pezzi chiusi fatti da noi autori con la voce narrante di Asia. E poi ci sarà sempre l'analisi e il commento delle nostre esperte, che quest'anno sono diventate tre, ad Anna Baldry e Geraldine Pagano si è aggiunta l'avvocato Cristina Cerrato. Ci saranno sempre gli attori che leggono la pagina degli atti giudiziari della storia principale, prima della docufiction, e la novità quest'anno sarà la presenza di una donna, l'attrice Mariangela D'Abbraccio, perché avremo anche la storia di un uomo che ha rischiato di essere ucciso sotto sei colpi di pistola che l'ex moglie ha tentato di scaricargli addosso. Quindi la deposizione della donna che ha tentato l'omicidio sarà letta dalla D'Abbraccio.

Ci avevi accennato ad agosto che ci sarebbe stato un tentativo di dedicare maggiore cura alle vostre docufiction, che già sono di un alto livello...

Sì. Ovviamente - va sottolineato - nei limiti di budget e di tempo che abbiamo, abbiamo cercato di curarle maggiormente, cercando di migliorare il linguaggio della docufiction che è un po' il nostro grande marchio di fabbrica.

Tra queste sette storie che racconterete nella nuova stagione, ce n'è una in particolare che ci vuoi accennare?

Sì, intanto ti dico che sono tutte storie importanti e colgo l'occasione per sottolineare l'importante lavoro fatto dalla nostra redazione e la voglio pubblicamente ringraziare. Sono, dicevo, tutte storie importanti, archetipi in cui le donne si possono riconoscere. In particolare, ce n'è una che mi ha colpito moltissimo, quella di una giovane donna di neanche 30 anni, Veronica Valenti, uccisa a Catania dal suo ex ragazzo che l'ha brutalmente accoltellata per strada. Mi ha colpito questa violenza enorme in questa coppia giovane, come sempre più spesso accade tra i giovanissimi, dove a volte nei rapporti uomo-donna si annida la violenza.

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