Monti in tv: tutti all'attacco. Zavoli: «Sgarro grave». Bersani minimizza e provoca: «Date più minuti alla Siria»

Il gioco del Silenzio

L'ennesima apparizione di Monti in tv (domani il premier sarà ospite di Otto e Mezzo. Non in Rai, dunque. Ma ancora una volta, «il dibattito no») suscita le prevedibilissime reazioni. Sia per quel che ha detto sia per l'apparizione in sé.

L'immagine che vedete in alto è tratta dal sito del Pd, che ironizza con il gioco del silenzio, citando anche l'invito del Professore a Bersani a silenziare Fassina e altri.

Nel frattempo, Paolo Bonaiuti, già portavoce di Silvio Berlusconi, alza la voce:

«Monti è apparso stamani ad Uno mattina per la seconda volta in tre settimane dall'undici dicembre scorso [nel corso della precedente apparizione, il premier aveva fatto la battuta sul nipotino-spread, ndr].

Quando Berlusconi osò presentarsi allo stesso programma per la prima volta il 27 dicembre, il direttore generale della Rai chiamò in causa dirigenti e direttori che avevano osato aprire le porte all'intruso e, tutto trafelato, promise rigore e severità alla commissione di vigilanza.

Evidentemente il direttore Gubitosi non è ancora tornato dalle sue vacanze e nessuno lo ha avvertito, altrimenti si sarebbe fatto sentire lui».

Va detto che Gubitosi era intervenuto per garantire che ad altri leader sarebbe stato dato analogo spazio, rispetto a quello occupato dal Cav.

Ma a Bonaiuti fa eco anche Sergio Zavoli.

Il Presidente della Commissione di Vigilanza della Rai non ha mezzi termini:

«Va chiarito con la Rai come mai i direttori di reti o di testate decidano da soli chi invitare [...] lo sgarro c'è, è palese ed è grave».

Berlusconi, ovviamente, non vedeva l'ora:

«Monti ha parlato quattro volte al giorno per tredici mesi mettendosi in mostra. Io ero in silenzio. Adesso fa le stesse cose che faccio io, ma se lo fa lui non è scandalo. Se lo faccio io sì...»

ha detto il Cavaliere a Radio Radio.

Bersani non si allinea al coro.

«Non sto lì a bilanciare i minuti... Io dico una cosa e ci credo: se volete togliermi dei minuti, dateli alla Siria»

dove è in corso una sanguinosissima guerra civile che non accoglie l'interesse dei media mainstream. Sicuramente, non quanto le dichiarazioni, sempre uguali, sempre identiche a loro stesse, dei politici impegnati in una campagna elettorale già senza esclusione di colpi.

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