Felicia Impastato, il regista Gianfranco Albano a Blogo: “Paragone con I cento passi? Inevitabile, ma sono film diversi” (VIDEO)

“Il problema che ci siamo posti con Lunetta Savino è essere all’altezza delle aspettative e del pensiero dei parenti di Felicia e di Peppino Impastato. Abbiamo tentato di cogliere l’essenza di una donna che non ha mai fatto spettacolo del suo dolore e che ha espresso sempre fierezza, orgoglio e rabbia”

Già dieci anni fa per Il Figlio della Luna aveva scelto Lunetta Savino per interpretare Lucia Frisone, una madre siciliana fuori dagli schemi, furiosamente impegnata nell’impresa di riscattare il figlio disabile da un destino senza speranza. Anche in Felicia Impastato, il film tv in onda su Rai1 martedì 10 maggio e dedicato alla madre di Peppino Impastato, un’altra donna siciliana non corrispondente agli stereotipi, un’altra madre forte di una personalità incoercibile, determinata senza mai un cedimento nel perseguire giustizia e verità per il figlio assassinato, il regista Gianfranco Albano ha affidato la parte della protagonista all’attrice pugliese.

Blogo ha incontrato il regista del film coprodotto da Rai Fiction e 11 marzo Film per comprendere quali siano state le difficoltà nel racconto di una vicenda reale:

Il problema è etico: essere all’altezza delle aspettative e del pensiero di chi è sopravvissuto, cioè Giovanni Impastato (fratello di Peppino, Ndr) e la moglie Felicetta. Essere coerenti e aderenti. Tentare di cogliere l’essenza della persona messa in scena. Felicia non ha mai fatto spettacolo del suo dolore, ha espresso sempre fierezza, orgoglio e rabbia.

A proposito del confronto con I Cento passi di Marco Tullio Giordana, il regista Albano – che ha confessato che avrebbe preferito che il formato di Felicia Impastato fosse quello di una miniserie in due puntate – ha spiegato:

Sarà quasi inevitabile, I Cento passi è un film bellissimo, Marco Tullio Giordana è un mio amico. Lui ha scelto una strada di genere, noir. Immagino che qualcuno vorrà fare paragoni, ma secondo me non c’è paragone. Questo è un film completamente diverso: è come se fosse una lunga intervista di un’ora e quaranta a Felicia. Il film è tutto in soggettiva. Anche lo schema visivo è diverso: quello era un film buio giustamente, questo invece è luminoso. Lì c’era Lucia Sarda che interpretava Felicia e che sembrava Medea, qui c’è Lunetta Savino che fa una Felicia meno di genere e più aderente alla realtà.

In apertura di post il video integrale dell’intervista.

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