Carlo Freccero: “Renzi come Berlusconi”. Vianello in Commissione di Vigilanza

Le preoccupazioni di Carlo Freccero, consigliere d’amministrazione Rai.

Carlo Freccero, durissimo, contro il Premier Matteo Renzi. Il neo-consigliere d’amministrazione della Rai, interpellato dal quotidiano Repubblica, ha voluto commentare le ultime “analisi televisive” dell’ex sindaco di Firenze (“Se tutti e due i talk show del martedì fanno meno di Rambo, di una replica della replica…“).”Ho dato ai vertici di quest’azienda la mia parola d’onore, ho promesso che avremmo lavorato in sintonia, ma sono talmente preoccupato […] Se per caso il direttore generale o la presidente decidessero di prendere provvedimenti contro Massimo Giannini o Riccardo Iacona sarei costretto a parlare con il Movimento 5 Stelle e con Sel e a rimettere il mandato. In quel caso, bisognerebbe organizzare un’opposizione durissima, fuori dal consiglio di amministrazione”.

Le preoccupazioni di Freccero derivano dal fatto “che la direzione generale possa decidere di seguire la ‘poetica’ di Renzi su come dev’essere la Rai, una televisione pubblica che non può fare critica al potere, non può dare la parola alle minoranze, non può raccontare situazioni di cinesizzazione del lavoro in Italia come ha fatto Iacona con l’ultimo Presadiretta“. Proprio ieri il direttore di Rai 3, Andrea Vianello, è stato convocato dalla Commissione di Vigilanza per rispondere ad alcune domande dei parlamentari; sotto accusa è finita un’inchiesta svolta da PresaDiretta sull’Italia ai tempi del Jobs Act. L’ex conduttore di Agorà porta rispetto “per quello che ha detto il presidente del Consiglio” ma è dispiaciuto “in quanto direttore di rete”. “Al di là della battuta su Rambo – prosegue – non condivido il fatto che Ballarò possa essere definita una trasmissione che parla solo di cose brutte, il giornalismo è fare anche il cane da guardia, tendere naturalmente a raccontare le cose che non vanno, ma senza pregiudizio”. “Criticare il programma di Iacona, come fanno alcuni esponenti dem, è pericolosissimo”, esplica invece Freccero.

Oggi, 24 settembre, c’è il cda e – dice Freccero – “vedo un uomo solo al comando che agisce ormai come se fosse nella casa del Grande Fratello. Non distingue il dentro e il fuori del potere. Le cose che ha detto sui talk può dirle dentro palazzo Chigi, fuori no. Se l’avesse mai dette Berlusconi sarebbe successo di tutto. Renzi sta portando a termine il suo programma. Sta facendo le leggi che voleva Berlusconi e ora anche l’editto bulgaro. Riesce dove l’ex cavaliere non è riuscito perché è più presentabile, non ha le tv, ma condivide la stessa idea di potere”.

Conclude la sua analisi: “Io finora ho visto persone che vogliono difendere il prodotto Rai. Se dire che Rambo è meglio di due talk è stata un’intemperanza, andiamo avanti. Ma se è un mandato affinché queste idee vengano realizzate bisogna abbandonare il consiglio di amministrazione e passare ad altre forme di opposizione a questi editti. Solo il vero erede di Berlusconi poteva dire questo”.

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