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Hollywood: possibile un altro sciopero, gli attori come gli sceneggiatori un anno fa

Gli appassionati dei telefilm americani l’hanno vissuto come un incubo a fine 2007, ora rischia di tornare, seppur in una nuova versione. Lo sciopero dagli sceneggiatori della WGA che paralizzò per mesi le produzioni di tutti i grandi network, costò oltre 150mln di dollari e impose tagli, sospensioni e rinvii di moltissime serie tv ha

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Gli appassionati dei telefilm americani l’hanno vissuto come un incubo a fine 2007, ora rischia di tornare, seppur in una nuova versione. Lo sciopero dagli sceneggiatori della WGA che paralizzò per mesi le produzioni di tutti i grandi network, costò oltre 150mln di dollari e impose tagli, sospensioni e rinvii di moltissime serie tv ha fatto “scuola” nel settore. Dopo mesi di braccio di ferro le case di produzione furono costrette a cedere a moltissime delle richieste del sindacato, ora anche i rappresentanti degli attori puntano a fare lo stesso.

I membri della SAG (Screen Actors Guild), il sindacato che riunisce 120mila attori, hanno richiesto l’intervento di un “mediatore federale” in arrivo direttamente da Washington D.C. che favorisca il raggiungimento di un accordo con gli studios sul rinnovo del contratto per i suoi iscritti. Si tratta di un segnale che indica uno stallo nella trattativa, con entrambe le parti ferme sulle loro posizioni e lontane da una conciliazione.

La SAG ha contemporaneamente ufficializzato un’unione d’intenti con gli altri due più importanti sindacati del settore, l’AEA (Actors’ Equity Association) e l’AFTRA (American Federation of Television and Radio Artists). In questa maniera si va a costituire un blocco unico che si pone nei confronti degli studios hollywoodiani con una sola “voce”: il rischio che un protrarsi della trattativa spinga le tre organizzazioni ad indire uno nuovo devastante “strikes” è così sempre più concreto. Vi terremo aggiornati.

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