Il sangue e la rosa: più che un kolossal, un colossale pasticcio

Il sangue e la rosaUpdate: in calce all'articolo, il video della "gara di rutti" proposta da Isabella.

Non abbiamo ancora avuto modo di approfondire l'argomento Il sangue e la rosa, dopo la prima puntata andata in onda la settimana scorsa. Lo facciamo oggi, in vista del secondo episodio che sarà trasmesso questa sera in prima serata su Canale5. Doveva essere un kolossal, secondo le intenzioni dei produttori, e la storia alla base della fiction, se estrapolata dal contesto realizzativo (e quindi dal risultato finale), non è affatto malvagia. Una rivisitazione della classica novella del ricco e del povero, con inserimenti avventurosi, risvolti sociali, lotte di classe. Il duro che si ribella al potere e alla sopraffazione, il nobile che instaura una profonda amicizia con la plebe. Il tutto condito da un'intensa e tormentata storia d'amore.

Le carte in regola c'erano tutte, però il prodotto finale non ha minimamente rappresentato le potenzialità della storia. Quali sono stati gli elementi errati? La scelta dei protagonisti, innanzitutto. Gabriel Garko nel ruolo del "dannato" e ribelle poteva avere un senso se le vicende fossero state ambientate in un paesino del nord, ma nel momento in cui a fare da sfondo alla storia c'è la grande Roma, la sua ragione d'essere viene meno, e il suo accento romanesco forzato diventa una drammatica caricatura che fa perdere intensità al tutto.

Anche la scelta dell'interprete della bella e maliziosa locandiera Isabella, ricaduta su Isabella Orsini, fa storcere il naso. Probabilmente in altri ruoli la Orsini si sarà rivelata un'ottima attrice, ma la monoespressione mostrata ne Il sangue e la rosa, associata ad un aspetto fisico poco "naturale" per l'ambientazione ottocentesca - non si stanno facendo illazioni su presunti ritocchi estetici, ma solo considerazioni -, fanno perdere totale credibilità al personaggio. A maggior ragione quando si pensa che invece una più adatta Cosima Coppola è relegata al ruolo di prostituta.

Meno fuori luogo invece Mirko Petrini nei panni di Giulio Mancini, il nobile amato da Isabella. La sua recitazione tranquilla e senza eccessi non ha stonato con le vicende raccontate. Accanto ai tre, tutta una serie di personaggi mal sfruttati che non hanno fatto altro che alzare il costo finale della fiction, da Virna Lisi al cameo di Franco Nero, da Ornella Muti ad Alessandra Martines, che nell'interpretare il ruolo della cattivissima Ortensia Damiani ha buttato alle ortiche anni ed anni di amata Fantaghirò.

Ma non sono soltanto gli attori ad aver rovinato il prodotto. Fin dalle prime inquadrature infatti si sono notate pecche di montaggio notevoli, come quell'orrendo effetto "cavalcata finta" dovuto al classico chroma key. Sembrava un film anni '50 anziché una pellicola moderna. Per non parlare dei tagli alla storia che da "lotta di classe" si è trasformata in una favoletta amorosa, a tratti comica (come nel punto più alto della prima puntata, la gara di rutti, il cui video è in calce all'articolo). Un classico triangolo tra bellocci, neanche si trattasse di un qualsiasi libro Harmony.

Vedremo se la puntata di stasera correggerà in qualche modo il tiro o continuerà verso la strada del pasticcio intrapresa fin dalle prime battute. L'esordio, ahinoi, è stato parecchio al di sotto delle aspettative.

La gara di rutti della dolce Isabella.

Il Sangue e la Rosa

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