HomeIntervisteGreta Mauro in esclusiva a TvBlog: “La cultura ancora oggi è fondamentale per aprire gli occhi sul mondo. Sogno di intervistare il Papa”
Greta Mauro in esclusiva a TvBlog: “La cultura ancora oggi è fondamentale per aprire gli occhi sul mondo. Sogno di intervistare il Papa”
Greta Mauro si racconta in esclusiva a TvBlog per parlare della nuova stagione di Caffè Italia e dell’importanza della cultura e il suo racconto nell’orizzonte televisivo attuale.
Caffè Italia è un palcoscenico televisivo che mette al centro della scena la cultura. Libri, mostre, film e performance teatrali. Si parla di ogni cosa che possa alimentare la passione e la curiosità dei telespettatori: un settimanale che evidenzia quante possibilità ancora ha il nostro Paese di emozionarsi ed emozionare attraverso i grandi eventi culturali. Passato e presente si intrecciano ogni lunedì pomeriggio su Rai3 a partire dalle 15.25, con uno sguardo anche al prossimo futuro.
Avvenire, per Greta Mauro, pieno di sorprese e qualche certezza. La prima riguarda la possibilità di continuare a fare informazione televisiva attraverso argomenti complessi, ma ugualmente all’ordine del giorno. Insieme a Pino Strabioli porta avanti un discorso stagionale che evidenzia le note di merito e le criticità di un sistema culturale italiano fatto di spunti, ma anche di tante cose che volendo potrebbero migliorare con la complicità di chi è interessato a scoprire le novità che passano dal piccolo schermo e arrivano nella routine di coloro che sanno ancora sorprendersi davanti a un libro o una piesse teatrale.
Caffè Italia nel pomeriggio di Rai3
Caffè Italia è un punto di riferimento per l’approfondimento culturale del Servizio Pubblico, con la nota giornalista e – in questa particolare situazione – co-conduttrice abbiamo parlato del format e delle prospettive di un contenitore televisivo pronto ancora a regalare sorprese e novità fra ospiti di spessore e riflessioni da sviluppare.
Greta Mauro e Pino Strabioli al timone di Caffè Italia (Ufficio stampa Rai) – TvBlog
Nuova stagione di Caffè Italia: il contenitore culturale torna nel pomeriggio di Rai3. Una riconferma tra palco e realtà, è il caso di dire, che clima c’è oggi attorno ai grandi eventi rispetto al recente passato?
“Il clima è di grande curiosità. Lo dimostra anche recentemente il successo della Festa del Cinema di Roma che è un grande evento culturale, in grado di attirare e coinvolgere tante persone. L’importante è creare movimento e appeal, in questo l’Italia si conferma riferimento. Fortunatamente c’è tanta gente che ha voglia di conoscere e partecipare, anche se talvolta non si hanno magari gli strumenti per comprendere appieno qualcosa. Conta ugualmente iniziare un percorso, lasciarsi cullare da una suggestione per poi essere rapiti dagli interessi e gli stimoli più diversi”.
Greta Mauro si racconta a TvBlog
Lei e Pino Strabioli avete acceso i riflettori su argomenti importanti, ma anche scomodi, talvolta: quanto è importante oggi difendere la cultura e il suo valore anche attraverso il mezzo televisivo?
“La cultura sicuramente fa meno ascolti della cronaca nera e del gossip, ma va difesa. È importante che il Servizio Pubblico ponga l’attenzione su certi argomenti, io sono anni che lo faccio non solo attraverso Caffè Italia ma anche tramite altri contenitori che ho avuto la possibilità di agevolare. Io personalmente sono ben contenta di accendere i riflettori su determinate argomentazioni anche se, qualche volta, serve essere determinati affinché restino vivi format come Caffè Italia. Stare sul pezzo, a livello culturale, anche attraverso il Servizio Pubblico, è fondamentale”.
Un racconto televisivo credibile
Il programma è strutturato come una vera redazione giornalistica culturale che si occupa di arte, teatro, cinema e fotografia: quanto è complicato oggi favorire un racconto giornalistico attendibile rispetto a certi temi?
“Noi partiamo sempre dall’attualità, cerchiamo di raccontare quello che ci circonda per poi andare in profondità a ogni questione compatibilmente con i tempi televisivi di cui disponiamo. Si parte dalle notizie e dagli eventi più attuali: cosa viene inaugurato, qual è la proposta più interessante, quella che combacia con argomentazioni di rilevanza fondamentale. Questo è il lavoro che si fa per mandare avanti una redazione giornalistica di cultura. Noi con Caffè Italia cerchiamo di fare lo stesso rendendo tutto molto appetibile televisivamente”.
La scelta degli ospiti
Proprio per questo il vostro programma ha una responsabilità precisa e un valore peculiare: ci racconta come nasce una scaletta di Caffè Italia?
“Noi partiamo dal presupposto che dobbiamo favorire un argomento con una determinata prospettiva. La cultura è politica, ma non fa politica. Quindi noi dobbiamo alimentare la curiosità in chi ci segue e ascolta portando alla ribalta anche tematiche poco conosciute, ma fondamentali affinché un comparto culturale possa nutrirsi e andare avanti. Tutto ciò che è culturale educa, apre gli occhi e fa ragionare. Il resto riguarda contraddittori che a Caffè Italia non interessa alimentare. Quindi la scaletta nasce con un compito preciso: solleticare l’interesse della comunità di spettatori che ci dà fiducia. Lo facciamo andando a pescare eventi e contributi che sappiamo poter essere interessanti e particolarmente originali. Questo, oggi, è rilevante all’interno di un contenuto televisivo come Caffè Italia. Il lavoro degli autori è capillare e puntuale”.
“Vorrei intervistare il Papa”
E la scelta degli ospiti?
“Il criterio fondamentale è sempre lo stesso: cercare di stare sul pezzo con quello che accade nella quotidianità, quindi in base alle uscite cinematografiche o quello che avviene in teatro o attraverso la pubblicazione di libri. Cerchiamo di invitare sempre i protagonisti dei fenomeni culturali più rilevanti nell’immediato. Anche in base ai nostri gusti autorali, tenendo conto però delle velleità del pubblico. Lo spettatore non puoi dribblarlo, devi sempre considerarlo come giudice supremo (ride ndr)”.
Quindi c’è qualcuno che le piacerebbe intervistare e non ha avuto ancora occasione di poterlo fare?
“Sparo alto e dico il Papa, visto che hai chiesto un volto particolare rispondo così (ride ndr). Gli chiederei molte cose perchè questo Pontefice mi piace moltissimo. In particolare mi soffermerei sul perchè di tanta violenza in questi tempi, avrei bisogno di avere da parte sua una spiegazione plausibile e possibilmente più ottimista verso il futuro”.
Il futuro e l’importanza della settima arte
Parliamo un attimo di cinema: Roma si è rivelata in qualche maniera capitale della settima arte, c’è qualche progetto che l’ha stuzzicata particolarmente in occasione della Festa del Cinema?
“Vedere la gente in sala è stato sicuramente emozionante. Così come mi ha emozionato tanto interesse attorno alla manifestazione, ascoltare il dibattito delle persone dopo un film è qualcosa da coltivare ulteriormente e mi piacerebbe poterlo raccontare anche attraverso il mezzo televisivo. L’attenzione su questo va tenuta alta perchè il cinema italiano va difeso strenuamente ed è un patrimonio che spesso diamo per scontato. Essere cresciuti, come Paese, anche grazie a certi film è un dono. La città di Roma ha dimostrato che è possibile ripartire dalla settima arte”.
Un uso consapevole dei social
Nel corso della sua carriera si è anche spesa per un uso più responsabile e consapevole delle piattaforme social: come coniugate a Caffè Italia questo fattore per cercare di accattivare il pubblico più giovane?
“Quello che ho imparato con questo lavoro è di non cercare di accattivare nessuno. Il pubblico ti segue, anche quello più giovane, se proponi cose autentiche e credibili. Quindi, tornando ai social, la chiave che ho trovato è quella di essere me stessa anche nell’utilizzo delle piattaforme. Quindi magari anche un po’ antiquata, ma genuina. Mio figlio mi sgrida sempre se posto foto brutte, ma preferisco avere un approccio sincero piuttosto che fasullo (ride ndr). Io mi sono battuta, avendo anche due figli adolescenti, per un’educazione al mondo digitale. La mia generazione non l’ha avuta, oggi ci ritroviamo a confrontarci con i giovani senza spesso avere gli strumenti adeguati. Quindi credo che un’educazione digitale possa fare bene a tutti, nel mio piccolo evito di vietare le cose ma provo a capire il mondo che cambia spiegandolo ai miei figli e – quando capita – al pubblico. L’esempio che diamo, nella vita, sui social e in televisione, è l’unica cartina tornasole attendibile”.
Ci può dare qualche anticipazione sul suo futuro professionale e in merito a qualcosa che vedremo nelle prossime puntate?
“Abbiamo avuto e continueremo ad avere tanti ospiti importanti. Il consiglio è sempre uno: continuate a seguirci per scoprirli insieme, Caffè Italia ha abituato il pubblico a regalare grandi sorprese”.